Un murales per denunciare la

Cos’è l’artivismo

Il termine artivismo è apparso per la prima volta nel 1997 in riferimento a un gruppo di artisti messicani e indica quel connubio – che negli ultimi decenni si è fatto sempre più stretto – tra arte e attivismo. Una tensione civile che trasforma il gesto artistico in protesta sociale, in forme di dissenso, un mezzo attraverso il quale muovere una critica radicale al nostro tempo o dare voce a chi una voce di solito non ce l’ha.

È quel che fa ad esempio Banksy, probabilmente il più noto tra gli artisti contemporanei che mescola creazione artistica e critica sociale, con opere che tirano in ballo temi centrali per l’uomo contemporaneo: dal rapporto tra cittadini e potere alla critica nei confronti della società dei consumi. L’arte si fa dunque cassa di risonanza di tematiche care alla nostra epoca e tra queste non può certamente mancare quella della lotta alla crisi climatica, la più grande crisi del nostro tempo, l’appuntamento a cui non possiamo in alcun modo mancare.

Così sono sempre più numerosi gli artisti che attraverso le proprie opere denunciano lo stato di salute del Pianeta, l’incapacità della politica, l’urgenza di interventi concreti.

Un murales realizzato con le ceneri della foresta in fiamme

Tra questi c’è lo street artist brasiliano Mundano, che nella sua città natale, San Paolo, ha deciso di realizzare un enorme murales per denunciare la stato di devastazione in cui ormai verte l’Amazzonia a causa di incendi e deforestazione. Basti pensare che, secondo i dati forniti dall’ultimo rapporto dell’ONG Imazon, nel periodo compreso tra agosto 2020 e luglio 2021 sono stati disboscati ben 10.476 chilometri quadrati di foresta, con effetti devastanti in termini ambientali e un costo sociale altissimo che va ad aggravare ulteriormente la situazione delle popolazioni indigene.

Per questo Mundano, che già da diversi anni coniuga attivismo e arte, ha realizzato “Il pompiere della foresta”: mille metri quadrati di murales che occupa l’intera facciata di un palazzo di San Paolo e raffigura un vigile del fuoco nel bel mezzo di una foresta distrutta da un incendio. Per dar vita alla sua opera, Mundano ha attraversato la foresta amazzonica per oltre 10.000 chilometri, raccogliendo due quintali di cenere generata dagli incendi che hanno devastato il polmone verde del Pianeta e con questa stessa cenere, quasi ad eterna memoria di quello che stiamo facendo ad una della aree con la più ricca biodiversità del mondo, ha dato vita alla sua creazione.

Sto usando le prove del crimine. L’intero dipinto è stato creato con le ceneri della foresta: è la foresta trasformata in polvere, ciò che è rimasto dopo gli incendi. Ho attraversato il Pantanal, la Foresta Atlantica, per vedere con i miei occhi, per sentire quella tristezza e, soprattutto, raccogliere le ceneri”, ha spiegato l’artista.

Nel solo agosto di quest’anno, i satelliti hanno potuto registrare la cifra record di 28.060 incendi nell’Amazzonia brasiliana, una tragedia su cui Mundano vuole spingere non solo i suoi connazionali, ma tutto il mondo a riflettere attraverso un linguaggio universale come quello artistico.

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