Gli immortali: Antonio Bernocchi

La famiglia Bernocchi

Alle spalle dell’Ossario Centrale del Cimitero Monumentale di Milano, nell’area collocata giusto al centro della necropoli, si erge una delle edicole più belle ed imponenti che accoglie le spoglie di alcuni membri della famiglia Bernocchi. Si tratta di una struttura realizzata a tronco di cono con pietra d’Orsera e che rappresenta la tradizionale via Crucis attraverso 176 sculture a tutto tondo in marmo di Musso, tutte definite nei minimi particolari e realizzate da Giannino Castiglioni. Si comincia dal riquadro in basso che rappresenta il tradimento di Giuda per arrivare all’ultima scena che rappresenta invece un cavaliere vincitore. Una vera e propria opera d’arte che si completa all’interno con dei bellissimi mosaici dorati e con dei marmi policromi. Ma chi erano i Bernocchi?

Si tratta in effetti di una famiglia sconosciuta ai più, arricchitasi attraverso una sapiente e fortunata attività imprenditoriale nel settore tessile e manifatturiero, che rappresenta al contempo uno degli esempi più virtuosi di filantropia e mecenatismo che abbia avuto la città di Milano come oggetto. L’edicola è dedicata in primis ad Antonio Bernocchi, nato a Castellanza in provincia di Varese nel 1859 e morto a Milano nel 1930. Non avendo completato gli studi egli seguì le orme del padre Rodolfo, che aveva fondato il Cotonificio Bernocchi, e ne divenne presidente. Fu altresì sindaco di Legnano ed in un secondo momento presidente del suo Ospedale Civile, nonché poco prima della sua morte senatore del Regno d’Italia. Antonio Bernocchi donò poco prima di morire, unitamente ai fratelli Michele ed Andrea, ben 5 milioni di lire, una cifra enorme per i tempi, affinché Milano avesse un Palazzo dell’Arte che doveva sorgere nel Parco Sempione e che fu realizzato rispettando la sua volontà. Si tratta dell’attuale sede dell’Esposizione Triennale, imponente edificio in stile razionalista disegnato da Giovanni Muzio ed inaugurato nel 1933 contestualmente alla risistemazione di quell’area del Parco. I Bernocchi sembravano essere in effetti consapevoli, con grande anticipo rispetto ai tempi, dell’importanza che il design avrebbe avuto per le industrie italiane e della centralità del ruolo che Milano avrebbe dovuto giocare in tal senso. Con lo stesso spirito erano stati sempre i Bernocchi a creare a Legnano, la città dove erano concentrate le loro attività principali, l’Istituto Tecnico e quello Professionale, ancora oggi attivi, ed a costruire a proprie spese diverse scuole materne e la stessa Scuola Comunale.

La ricostruzione della Scala di Milano e della Pinacoteca di Brera

Ma i Bernocchi ebbero soprattutto un grandissimo ruolo nella ricostruzione di edifici simbolo della città di Milano, devastati dai bombardamenti dell’Agosto del 1943. Furono loro infatti tra i maggiori sostenitori e finanziatori della ricostruzione della Scala di Milano e della Pinacoteca di Brera, entrambe letteralmente sventrate e ridotte ad un ammasso di macerie, dimostrando ancora una volta un forte senso di attaccamento alla loro terra ed alle loro radici, nonché grande attenzione agli aspetti culturali ed educativi. Molti non sanno inoltre che furono sempre i Bernocchi a sdoganare nel dopoguerra la nascita della televisione in Italia. Furono loro infatti ad acquistare le strumentazioni necessarie alla messa in onda a partire dal 1952 delle prime trasmissioni pilota e dei primi telegiornali, non è un caso che l’inizio ufficiale del regolare servizio di trasmissioni televisive in Italia il 3 Gennaio del 1954, lo storico incipit di Fulvia Colombo, andò in onda proprio da uno degli ambienti della Triennale, l’edificio la cui costruzione Antonio Bernocchi ed i suoi fratelli avevano reso possibile qualche decennio prima.

Dal punto di vista industriale le cose nel dopoguerra cominciarono ad avere alterne fortune. I Bernocchi, che avevano raggiunto una posizione ragguardevole nel settore manifatturiero arrivando a rifornire addirittura le principali case reali europee, ad un certo punto dovettero infatti cominciare a confrontarsi con forti mutamenti del mercato del tessile e della tintoria, che portarono nel 1971 alla chiusura dello storico cotonificio. Oggi i Bernocchi a distanza di decenni sono ancora saldamente presenti nella memoria dei legnanesi ed in parte dei milanesi, l’edicola del Monumentale contribuisce a questo scopo. Nicola Bernocchi, pronipote di Antonio, di recente ha avuto modo di dire: “ Le eredità di denari possono non restare per sempre ma lasciare radici forti ed ali per coloro che ottengono con sacrificio ed altruismo i propri meriti. Non ho ereditato quote azionarie o palazzi ma profondi valori e rispetto per chi mi sta vicino. Non sono i nostri cognomi ma le nostre azioni che ci qualificano”. Chapeau.

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