Più parchi e giardini in città

Lo studio

L’accesso al verde nelle nostre città non sempre è così a portata di mano. Secondo uno studio dell’ISGlobal di Barcellona, sono circa 43mila i morti che ogni anno si potrebbero evitare con più parchi e giardini in città. La ricerca è stata effettuata su un totale di 169 milioni di adulti, circa il 32% della popolazione dei 31 Paesi europei oggetto di indagine.

Trieste la peggiore città in Europa

Nella classifica stilata, Trieste è la città peggiore in Europa. Seguono Torino (al secondo posto), Massa (13), Livorno (15,) Napoli (19) Venezia (22). A sorpresa Milano è al posto 278. Gli altri centri urbani, in Europa, con meno verde per i cittadini sono Le Havre (Francia), Szombathely (Ungheria), Bolougne-Sur Mer (Francia), l’area metropolitana di Copenaghen Danimarca), A Coruña (Spagna) e Lione (Francia).

I benefici del verde

Il verde, come ormai dimostrano di dati, porta benefici diffusi laddove è presente. Riduce le isole di calore, migliora la qualità dell’aria, aumenta l’ossigenazione e la biodiversità. Benefici fin troppo messi da parte da quelle amministrazioni che non hanno molto a cuore la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha prodotto diverse linee guida nelle quali raccomanda che la possibilità di usufruire di uno spazio verde sia garantita universalmente e in particolare che abbia una estensione di almeno 5 mila metri quadrati e si trovi a non più di 300 metri da ogni casa.

In alcune città si cercano soluzioni

Molte delle metropoli europee, nate quando la sensibilità ambientale e al verde non era al centro dell’opinione pubblica, hanno quartieri storici molto costruiti, con poche parcelle vuote. Da questi risultati emerge che un grande numero di decessi potrebbe essere prevenuto solo fornendo una maggiore vicinanza ai vegetali e basterebbero pochi interventi per aumentarlo, come creare pareti e aree verdi in piazze, parchi lineari.

Per calcolare lo spazio verde disponibile in ciascuna delle città analizzate e non solo, lo studio ha utilizzato il Normalised Difference Vegetation Index (NDVI), che indica quanto è effettivamente verde e salutare uno spazio urbano, includendo tutti i tipi di vegetazione, dagli alberi in strada ai giardini privati. Il tutto viene misurato via satellite.

In questi anni sono partiti diversi progetti per rendere le città più verdi. Milano, seconda grande città italiana, piantumerà 3 milioni di alberi entro il 2030 mentre Torino, dal 2016 ad oggi, ne ha piantumati ben 50.000 nuovi esemplari. Prato, città toscana, grazie all’aiuto di Stefano Boeri e Stefano Mancuso, verrà attuato il “Prato Urban Jungle”.

A Madrid, una vera e propria foresta urbana lunga 75 chilometri, con quasi mezzo milione di nuovi alberi, è in fase di realizzazione. Il progetto prevede di valorizzare anche aree abbandonate situate tra strade ed edifici per favorire l’assorbimento di 175 mila tonnellate di C02 all’anno. Con la desertificazione che avanza, che minaccia soprattutto i paesi dell’Europa meridionale, la foresta urbana di Madrid vuole essere uno strumento sia di mitigazione sia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Un limite della ricerca dell’ISGlobal di Barcellona, è che non sono state prese in considerazione le “aree blu”, come fiumi e spiagge, che hanno, come le piante, enormi benefici per la salute. 

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