Inazione climatica, Francia condannata

VITTORIA: La condanna per inazione climatica

“Abbiamo vinto. Lo Stato non deve solo recuperare i suoi ritardi, ma deve anche riparare eventuali danni”. Festeggia così Cécile Duflot di Oxfam su Twitter la condanna del Tribunale Amministrativo di Parigi, che obbliga lo Stato francese a prendere misure concrete per tagliare le emissioni, dopo che il budget di carbonio 2015-2018 è stato sforato. Per la prima volta in Europa un paese viene obbligato dalla Giustizia a riparare gli effetti del mancato rispetto dei propri obiettivi climatici.

In realtà anche la Corte costituzionale suprema della Germania, dopo la denuncia di alcuni giovani attivisti ambientali appoggiati dai Fridays for Future e altre ONG,  nell’aprile di quest’anno ha dovuto riconoscere che il governo tedesco doveva aumentare l’ambizione climatica, per difendere i diritti e le libertà fondamentali delle nuove generazioni.

La Francia ha tagliato le emissioni troppo poco

Ma la condanna del Governo francese di oggi è la prova provata che ha tagliato le emissioni meno di quanto promesso e a questa situazione deve rimediare entro la fine del 2022 prendendo tutte le misure necessarie. La sentenza fa riferimento a l’”Affaire du siècle”, il processo del secolo, come è stato battezzato dalla stampa transalpina il procedimento in cui lo Stato è finito alla sbarra con l’accusa di inazione climatica.

Ricordiamo che anche in Italia, tramite la campagna Giudizio Universale, è stata presentata lo scorso 5 Giugno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la prima causa legale contro lo Stato Italiano ritenuto responsabile di inerzia nell’attuazione di politiche mirate a porre un argine alla crisi climatica.

Già in febbraio, lo Stato francese aveva ricevuto un avvertimento ad agire, ma senza obblighi di alcun tipo, se non pagare 1 euro simbolico alle 4 ONG che avevano intentato la causa. Questa volta, invece, la condanna si accompagna all’obbligo, legalmente vincolante, di rimediare con azioni concrete.

Europa Verde: ora tocca all’Italia

La condanna per inazione parte dalle scarse performance ambientali della Francia nel periodo 2015-2018, il primo budget di carbonio stabilito dal governo. Parigi ha sforato troppo: 62 MtCO2e. E i giudici hanno anche considerato le conseguenze della pandemia nel 2020, calcolando che il crollo delle emissioni ha già contribuito parzialmente a compensare per gli sforamenti.

“Quella che arriva dal tribunale amministrativo di Parigi è una sentenza storica, ora aspettiamo che venga condannata l’Italia, colpevolmente in ritardo sulle polemiche sul clima” Commentano a caldo i co-portavoce di Europa Verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli.

Queste sentenze sono letteralmente una boccata di ossigeno e un incentivo all’impegno delle e degli attivisti per il clima che scendono in piazza da anni e premiano l’impegno di tutte le Associazioni e Organizzazioni Non Governative ecologiste che combattono l’inazione dei Governi da anni.

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