Inaugurato a Gubbio il più grande

Le comunità energetiche

Quello delle comunità energetiche rappresenta un nuovo modo di pensare al consumo di energia, trasformando il consumatore da semplice utente passivo di un servizio, a parte attiva di un meccanismo virtuoso di condivisione, che può costituire anche un importante incentivo all’abbandono delle fonti fossili e alla transizione verso le rinnovabili.

Questo assetto, che ha iniziato a prendere piede in diversi Paesi europei e che pian piano sta arrivando anche in Italia, si basa sull’idea di accumulare energia rinnovabile e di gestirla in modo condiviso tra gli utenti della stessa comunità; un concetto che rivoluzionerebbe profondamente il modello energetico europeo – ancora fortemente ancorato ad una generazione centralizzata basata sui fossili – trasformandolo in un modello basato su una generazione distribuita, dove – grazie agli impianti dislocati sul territorio – ognuno può produrre l’energia di cui ha bisogno e può condividerla con gli altri membri della comunità.

L’impianto di Gubbio fornirà energia a 900 famiglie

Sulla base di questo concetto, appena pochi giorni fa è stato inaugurato a Gubbio, in località Cerrone, il più grande impianto eolico collettivo d’Italia.

Realizzata dalla Cooperativa energetica ènostra – che si occupa di fornire energia elettrica 100% rinnovabile, etica e sostenibile con l’obiettivo di creare “occasioni di partecipazione e coinvolgimento dei singoli e delle reti sociali a favore della transizione energetica dal basso” – la turbina è un autogeneratore Ewt da 900 kw, che produrrà 2gwh l’anno di energia elettrica, arrivando a soddisfare il fabbisogno energetico di ben 900 famiglie ed evitando in questo modo l’emissione di 878 tonnellate di CO2 all’anno.

Si è celebrato un grande momento di partecipazione e di festa per tutti: per la cooperativa che ha visto finalmente concretizzarsi un importante progetto di produzione collettiva in cui ha fortemente creduto, per i soci, orgogliosi di aver sostenuto l’impianto investendo capitale nel fondo di produzione, per il territorio che ha risposto con grande curiosità, entusiasmo e favore verso questa iniziativa”, ha commentato Sara Capuzzo, Presidente di ènostra, che ha poi aggiunto: “La risposta di tutti ci conferma che siamo sulla strada giusta e che con la forza collettiva possiamo accelerare la transizione energetica”.

Nel rispetto del paesaggio e di chi vive in questi territori, l’impianto è stata collocato lontano dai centri abitati, in una zona remota non visibile dalla piana di Gubbio e fuori dalla fascia di rispetto dei crinali e della viabilità panoramica.

Cresce il numero delle comunità energetiche in Italia

Quello umbro, pur essendo il più grande degli impianti eolici collettivi realizzati nel nostro Paese, non costituisce tuttavia un unicum: seppur con un certo ritardo rispetto ad altri Paesi, anche da noi stanno infatti crescendo gli esempi di comunità energetiche.

Appena una manciata di ore prima della grande festa che ha inaugurato la turbina di Gubbio, c’è stata un’altra inaugurazione: quella della prima comunità energetica nel Lazio, protagonista l’isola di Ventotene, dove la collaborazione tra amministrazione locale, Università La Sapienza e un gruppo di giovani ingegneri ha portato alla nascita di una nuova comunità improntata sull’uso del fotovoltaico e del minieolico.

Una realtà che ha sicuramente davanti a sé ancora tanta strada da percorrere, ma che ovunque sta dimostrando i vantaggi sia in termini ambientali, sia in termini di sviluppo di percorsi di cittadinanza attiva.

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