La foresta tropicale più antica al

La foresta tropicale di Daintree e la sua storia

La foresta tropicale di Daintree si trova nel Nord dell’Australia e con i suoi 180 milioni di anni rappresenta la foresta più antica del mondo. Uno scrigno di biodiversità, che da solo custodisce l’80% delle specie di felci presenti sul Pianeta, 107 specie di mammiferi, 368 specie di uccelli e 113 di rettili. Un valore inestimabile, accresciuto dall’importanza storica di questo luogo, che porta con sé le tracce della grande foresta di Gondwanan che, prima che i 50 e i 100 milioni di anni fa si dividessero, ricopriva l’Australia e alcune parti dell’Antartide e che oggi costituisce una preziosa testimonianza dei processi evolutivi che hanno dato origine alle attuali fauna e flora australiane.

Negli anni Ottanta, l’area ha rischiato di essere sottoposta a disboscamento, ma, grazie all’intervento del governo di Canberra, nel 1988 è stata riconosciuta Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Il popolo Kuku Yalanji si occuperà della foresta

In queste terre vivono da sempre gli aborigeni, che ne custodiscono e ne proteggono il valore da speculazioni esterne. Per questo due giorni fa è stato deciso di riconsegnare loro non solo la foresta di Daintree, ma l’intera area a cui la foresta appartiene: oltre 160.000 ettari di terra, che comprendono anche i parchi di Ngalba Bulal (Cedar Bay), Kalkajaka (Black Mountain) e Hope Islands.

L’accordo, frutto di quattro anni di trattative con lo Stato del Queensland, è stato siglato mercoledì nella città di Bloomsfield e vede protagonista e vincitore il popolo aborigeno dei Kuku Yalanji, che da circa 4.000 anni vive in quest’area e che oggi conta una popolazione di circa 3.000 persone.

Questo patto riconosce il diritto degli aborigeni a possedere e gestire il loro territorio, a proteggere la loro cultura e condividerla con i visitatori, divenendo amministratori dell’industria turistica dell’area”, ha commentato Meaghan Scanlon, ministro dell’ambiente del Queensland.

Una vittoria di tutti

Entusiasta anche il commento di Chrissy Grant, membro del popolo Kuku Yalanji, che da 35 anni lavora per la salvaguardia delle tradizioni e del patrimonio dei popoli indigeni e che ha definito il patto appena firmato come un “traguardo importantissimo”.

Il popolo dei Kuku Yalanji vive da molti secoli all’interno della foresta e con essa ha un rapporto simbiotico e nessuno meglio di loro avrebbe potuto garantire che un’area tanto importante sia dal punto di vista ambientale che storico potesse essere adeguatamente protetta e valorizzata.

Il nostro obiettivo ora”, ha dichiarato Chrissy Grant, “è mettere le basi per un percorso educativo e di formazione per figure professionali che possano occuparsi della gestione del territorio, del settore del turismo, del commercio, ma anche della ricerca. Solo in questo modo avremo davvero il controllo sulla nostra terra e sul nostro destino”.

Intanto possiamo dire che questa può essere certamente considerata una vittoria non solo per i Kuku Yalanji, ma per l’ambiente e quindi per tutti.

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