In bici verso la Cop26 per

L’impresa della sedicenne Jessie Stevens

Jessie Stevens ha 16 anni, è un’adolescente inglese di Newton Abbot, nel South Devon, e come ormai sempre più ragazzi e ragazze della sua età vive con grande preoccupazione e partecipazione la questione della crisi climatica.

Per questo, in vista della Cop26 che si terrà a Glasgow a inizio novembre, ha deciso di voler far sentire non solo la sua voce, ma quella di un’intera generazione che sta vedendo il proprio futuro minacciato dall’inazione e dalle scelte disastrose dei governi di fronte al surriscaldamento globale.

Per così tanto tempo queste conferenze sono state principalmente popolate da adulti, sulla vita di molti dei quali la crisi climatica non influirà così drasticamente. I giovani sono raramente parte di questi incontri, nonostante la crisi climatica ed ecologica li abbia colpiti maggiormente”, ha dichiarato la giovane attivista.

Per farlo ha deciso di dare il via ad un viaggio direzione Glasgow all’insegna di due parole chiave che lei stessa ha spiegato attraverso il suo sito web, People Pedal Power: ottimismo e sdegno; ottimismo per il mondo che vorremmo vedere e per il quale ci impegniamo a lottare e sdegno di fronte all’indifferenza con cui negli anni si è guardato ai cambiamenti climatici.

In bici per un viaggio sostenibile

Coerentemente con la visione di un futuro sostenibile, Jessie ha rinunciato ad utilizzare quelli che sarebbero stati i due mezzi più semplici ed economici, ovvero l’aereo o la macchina e, essendo troppo costoso, ha detto addio anche al treno. Ha deciso quindi di salire in sella alla sua bicicletta e percorrere pedalando i 917 chilometri che la separano da Glasgow. Un viaggio lungo, che ha richiesto a Jessie mesi di allenamento. All’inizio, subito dopo la decisione di posticipare il vertice, la ragazza racconta che anche percorrere 16 chilometri la “lasciava esausta”, oggi Jessie riesce a percorrere più di 100 chilometri in una giornata e spera che in tanti si uniscano a lei lungo il tragitto.

L’obiettivo”, ha affermato la giovane ambientalista, “è creare un viaggio gioioso e positivo, basato sul rafforzamento della necessità di un trasporto sostenibile e di un’azione per il clima da parte dei nostri leader”.

L’iniziativa ha trovato l’appoggio dell’Adventure Syndicate, un collettivo di donne cicliste, che, colpito dalla determinazione di Jessie, ha deciso di sposare la sua causa mettendosi alla ricerca di volontari che potessero occuparsi di seguire la ragazza, portando con sé quello di cui avrebbe potuto avere bisogno sulla strada verso Glasgow.

Anche la scuola di Jessie si è dimostrata capace di comprendere l’urgenza e il valore simbolico – ma anche formativo – di questa iniziativa, concedendole di saltare le lezioni per i 12 giorni necessari per portare a termine il suo viaggio per il clima.

Riunire le persone nella lotta alla crisi climatica

Ora l’obiettivo di Jessie è quello di riuscire a prendere la parola durante la Cop26, per ribadire ancora una volta quanto le decisioni che verranno prese saranno determinanti per garantire una speranza futura ai giovani e alle giovani come lei. Per fare questo, per far sentire ancor più forte il peso delle istanze avanzate, Jessie spera in una partecipazione più ampia possibile.

Il mio obiettivo”, ha dichiarato, “è quello di riunire le persone ed evidenziare come il potere umano sia il mezzo di trasporto verso il futuro”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui