4 giovani su 10 hanno paura di

Una generazione in lotta contro la crisi climatica

Appena qualche mese fa l’Università di Oxford, insieme all’Undp (United Nations Development Programma) aveva realizzato il più grande sondaggio finora condotto sul cambiamento climatico, intervistando 1,2 milioni di persone provenienti da 50 Paesi diversi alle quali erano state poste domande relative alla percezione del surriscaldamento globale come emergenza e alle azioni da compiere per mettere in atto la transizione ecologica.

Da quel sondaggio- così come da report successivi quali il “The Deloitte Global 2021 Millenial and Gen Z Survey”, ma anche, restando all’interno dei nostri confini, come il report “La scuola del futuro” a firma Legambiente – emerge chiaramente come le generazioni più giovani, la cosiddetta Generazione Z insieme a quella dei Millenials, siano in assoluto quelle che più hanno a cuore la lotta alla crisi climatica.

L’interesse e la partecipazione rivolti alle questioni ambientaliste hanno alle spalle una percezione netta dei pericoli a cui stiamo andando incontro, percezione che per molti giovani si traduce in vera e propria ansia e paura del futuro.

Il 45% dei giovani soffre di ansia climatica

Ce lo dice un nuovo studio internazionale realizzato da sette istituzioni accademiche britanniche, europee e statunitensi dal titolo emblematico “Young People’s Voices on Climate Anxiety, Government Betrayal and Moral Injury”.

Si tratta del più grande studio mai realizzato sull’ansia climatica diffusa tra i giovani e tra il febbraio e il marzo di quest’anno ha visto intervistati circa 10.000 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 e i 25 anni provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Brasile, Finlandia, Francia, Filippine, India, Nigeria e Portogallo.

Le risposte fornite ci parlano chiaramente di una generazione spaventata e scoraggiata dal quadro che ci si prospetta davanti se non interveniamo in maniera decisa per invertire la rotta e contenere l’innalzamento della temperatura globale e, in questo senso, ci restituiscono anche l’immagine di una generazione profondamente delusa tanto da chi li ha preceduti quanto da una politica dalla cui inazione i giovani si sentono traditi.

Alcuni numeri ci possono forse aiutare a comprendere meglio la portata di un fenomeno che in ricercatori hanno a buon titolo definito come “ansia climatica”.

Quattro su dieci degli intervistati hanno dichiarato, ad esempio, di esitare di fronte all’idea di avere figli per via della crisi climatica. “Incontro molte ragazze giovani che si chiedono se è ancora ok avere figli” afferma Luisa Neubauer, attivista venticinquenne e co-organizzatrice del movimento di sciopero scolastico tedesco, “È una domanda semplice, ma racconta così tanto della realtà climatica in cui stiamo vivendo”.

Quasi sei giovani su dieci affermano di essere estremamente preoccupati per il cambiamento climatico e un numero simile si sente tradito e abbandonato da governi che non fanno abbastanza per proteggere né le generazioni future né il pianeta. Un futuro che tre quarti dei giovani coinvolti immagina come “terrificante”, con oltre la metà convinta che l’umanità sia ormai spacciata.

Il 45% dei ragazzi coinvolti nello studio dichiara di soffrire di ansia climatica, uno stato emotivamente negativo che grava sulle loro vite e che, secondo i dati rilevati dallo studio, si fa particolarmente presente tra i giovani provenienti da Paesi economicamente più fragili; emblematico il dato proveniente dalle Filippine, dove addirittura il 92% degli intervistati immagina davanti a sé un futuro terrificante fatto, come nel caso della ventitreenne Mitzi Tan di “paura di annegare nella (mia) camera da letto”.

Per affrontare l’ansia climatica serve giustizia

Per affrontare la nostra crescente ansia climatica, abbiamo bisogno di giustizia” ha aggiunto la giovane filippina. Per questo milioni di giovani in tutto il mondo hanno iniziato negli ultimi anni a far sentire la propria voce, a manifestare, a riunirsi, a proporre soluzioni a chi avrebbe dovuto trovarne e non lo ha ancora fatto.

Abbiamo trasformato la nostra ansia individuale in azione collettiva. E ora stiamo combattendo ovunque: per le strade, nei tribunali, dentro e fuori le istituzioni di tutto il mondo. Eppure i governi continuano a deluderci, poiché le emissioni stanno salendo a livelli record”. ha dichiarato Luisa Neubauer, che ha poi aggiunto: “La risposta appropriata a questo studio sarebbe che i governi iniziassero a comportarsi come avevano promesso che avrebbero fatto”.

Come dichiarato da Caroline Hickman ricercatrice presso l’Università di Bath: “Questo studio dipinge un quadro orribile riguardo l’ansia climatica diffusa tra i nostri bambini e i nostri giovani. Suggerisce per la prima volta che alti livelli di disagio psicologico nei giovani sono legati all’inerzia dei governi. L’ansia dei nostri figli è una reazione del tutto razionale, date le risposte inadeguate ai cambiamenti climatici che stanno vedendo da parte dei governi. Cos’altro hanno bisogno di sentire i governi per agire?”.

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