Più verde

L’indagine di Legambiente

Una scuola più verde, più sostenibile e più improntata alla socialità: è questa la scuola che gli oltre duemila ragazzi intervistati da Legambiente per il report “La scuola del futuro” immaginano e desiderano per i prossimi anni.

Sono ragazzi, in alcuni casi bambini, tra gli 11 e i 19 anni, sono quella Generazione Z che, più di ogni altra – ce lo dice anche il recente rapporto “The Deloitte Global 2021 Millenial and Gen Z Survey” – riconosce nella crisi climatica il problema più urgente del nostro tempo. A loro Legambiente, a pochissimi giorni dalla riapertura delle scuole, ha chiesto di tratteggiare l’immagine di quella che dovrà essere la scuola della transizione ecologica e le giovani generazioni sembrano avere le idee molto chiare su quale sia la direzione da prendere.

Più verde e più spazi da condividere

Tra le istanze avanzate con più larga adesione figura su tutte l’esigenza di creare più spazi vivibili sia all’interno che all’esterno degli edifici scolastici. Il 50% degli intervistati chiede, infatti, la creazione di più spazi verdi all’esterno per fare attività fisica, ma anche per socializzare con i compagni. Spazi verdi che oggi scarseggiano, con un evidente divario tra l’Italia centro-settentrionale – dove l’80% delle scuole possiede aree verdi fruibili dagli studenti – e il Sud del Paese, dove la percentuale si attesta soltanto al 36,2%.

Ma non solo giardini: il 39% degli studenti lamenta la presenza di arredi vecchi e poco funzionali allo svolgimento delle attività didattiche e vorrebbe che la scuola si dotasse di più spazi per svolgere laboratori innanzitutto artistici (46,5%), ma anche tecnici (40,3%), scientifici (37,5%), linguistici (35,7%) e informatici (34,9%); c’è poi chi, seppure in percentuale minore, chiede che la scuola di domani si doti di spazi per godere della cultura, come una biblioteca o un auditorium.

La questione dell’efficientamento energetico

Trova poi spazio anche la questione del comfort climatico, sollevata da uno studente su due; questione di primo piano se si pensa che ad oggi il 72,2% degli edifici scolastici figura ancora tra le classi energetiche più basse (E,F,G) e solo il 7,5% è nelle prime due classi energetiche; tanto che è la stessa Claudia Cappelletti, Responsabile scuola di Legambiente, a ribadire che obiettivo di questo sondaggio è rilanciare delle richieste “in primis quelle a partire dall’efficientamento energetico degli istituti scolastici, su cui orientare gli ingenti investimenti europei dei prossimi anni”.

Ripartire dalla mobilità sostenibile

Al centro della scuola immaginata dai ragazzi c’è poi senza dubbio la sostenibilità: più del 45% dei giovanissimi protagonisti del sondaggio si pone il problema dell’uso spesso smodato che si fa della plastica e per abbatterlo vorrebbe che a scuola venissero installati gli erogatori d’acqua, ma anche che le scuole si dotassero di raccoglitori per fare la raccolta differenziata, ancora troppo spesso mancanti. Grande attenzione anche alla questione centrale – e ampiamente dibattuta in questi giorni di rientro nelle aule- della mobilità. Secondo quanto emerge dal sondaggio, gli studenti considerano quella della sostenibilità della mobilità casa-scuola coma una priorità assoluta, che per il 50% degli intervistati dovrebbe passare innanzitutto dalla realizzazione spazi esterni con rastrelliere, ma anche – ovviamente – dalla realizzazione di più piste ciclabili che possano consentire il raggiungimento degli edifici scolastici con mezzi alternativi. Il 53,8% chiede poi di migliorare i servizi di trasporto pubblico, nota dolente, come ben sappiamo, emersa con tutta la sua forza in quest’era di pandemia.

Purtroppo siamo ancora ben lontani da una scuola che somigli a quella immaginata dai ragazzi per il futuro. Tanti, troppi sono i problemi che affliggono la scuola italiana e troppo poco è stato fatto negli anni per porvi rimedio. E forse per sperare in un cambiamento bisognerebbe ascoltare un po’ di più anche e soprattutto le voci dei ragazzi.

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