In Europa centinaia di cosmetici testati sugli animali

Un problema normativo

Dopo numerose proteste, finalmente qualche anno fa l’Unione Europea ha deciso di introdurre una normativa che vieta di testare sugli animali gli ingredienti contenuti nei cosmetici. Ben fatto, verrebbe da dire, se non fosse che il regolamento 1223/2009 – quello con cui per l’appunto si decretava la fine delle sperimentazioni dei cosmetici sugli animali – trova una scappatoia in un altro regolamento: il cosiddetto REACH, che riguarda la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche ai fini di proteggere la salute umana e che, invece, sulla base dei propri requisiti, non solo contempla, ma in alcuni casi può anche imporre test in vivo sugli animali.

Il risultato è che moltissime aziende finiscono col ricorrere ancora a quella pratica barbara dei test sugli animali.

Lo studio

A rivelarlo è uno studio appena pubblicato dalla rivista Alternatives to Animal Experimentation, che ha svelato come centinaia di prodotti immessi nel mercato europeo non rispettino il regolamento. I numeri parlano chiaro: almeno 63 dei 413 componenti utilizzati in prodotti quali rossetti, creme idratanti, creme solari, balsami per capelli sono passati attraverso un centinaio di esperimenti eseguiti su animali, soprattutto topi e conigli.

Il problema è dunque in una discrepanza legislativa che nel pratico rischia, come lo studio evidenzia, di vanificare il divieto dei test sugli animali. Alle volte è proprio l’Agenzia Europea delle sostanze chimiche (ECHA) a chiedere alle aziende di testare alcuni ingredienti. È il caso, ad esempio, di quanto accaduto all’azienda chimica tedesca Symrise, a cui l’ECHA ha imposto di testare sugli animali due ingredienti impiegati esclusivamente nei cosmetici per poter soddisfare le normative sulle sostanze chimiche. E a poco è valsa l’opposizione dell’azienda stessa, che dopo aver proposto l’uso di metodi di sperimentazione alternativi, ha deciso di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Secondo Troy Seidle, Vicepresidente di ricerca e tossicologia presso la Human Society International, la legge sulle sostanze chimiche “viene utilizzata per costringere le aziende, nonostante le strenue obiezioni e persino le sfide legali, a commissionare nuovi discutibili test sugli animali” e la Dott.ssa Julia Baines, consulente presso la PETA, ha definito l’episodio dell’azienda tedesca come “la punta dell’iceberg” di un problema ben più ampio e diffuso.

Stop ai test sugli animali

Secondo la Dott.ssa Katy Taylor, Direttrice degli affari scientifici e normativi presso Cruelty Free International, nuovi test sugli animali per ingredienti esclusivamente cosmetici sono in arrivo; “l’ECHA ha già richiesto nuovi test sugli animali, coinvolgendo migliaia di animali e minando la fiducia pubblica nel modo in cui l’Unione Europea sostenendo i suoi divieti di sperimentazione animale”.

Da diversi anni, ormai, è lo stesso mondo scientifico a dirci che questi test non sono più necessari per garantire la sicurezza dei prodotti cosmetici. Sarebbe dunque opportuno eliminare questa discrepanza e far in modo che si rispetti quando stabilito dal regolamento 1223/2009 per porre fine ad un massacro folle che ancora oggi coinvolge migliaia di animali.

 

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