Ecco la Plastisfera

La definizione di Plastisfera

Un ecosistema è l’insieme degli organismi viventi e dell’ambiente fisico in cui essi interagiscono, creando un sistema in equilibrio dinamico. In questa definizione rientra pienamente quella che gli scienziati Linda Amaral-Zettler, Tracy Mincer ed Erik Zettler hanno chiamato “plastisfera” in uno studio scientifico del 2013.

La plastisfera, al pari dell’atmosfera o biosfera, è un ecosistema con la particolarità di essere nato sulle enormi quantità di rifiuti plastici rilasciati in mare.

Le conseguenze della Plastisfera su ecosistemi marini e salute dell’uomo

La plastica è la causa principale d’inquinamento degli oceani in tutto il mondo. Qualsiasi oggetto galleggiante in acqua, anche il più piccolo come le microplastiche, attira la vita e per questo motivo che su scala microscopica, microbi come batteri, alghe e altri organismi viventi unicellulari hanno colonizzato i detriti marini di plastica dispersi in mare. Questo succede perché la plastica che è immersa in acqua attira carbonio, ferro, azoto e fosforo, che di conseguenza richiamano i microbi. L’esempio più clamoroso di concentrazione di rifiuti plastici è il Pacific Trash Vortex, un’isola di ottantamila tonnellate di plastica e grande due volte la Francia, che galleggia da anni nell’oceano Pacifico.

La plastisfera è un ecosistema artificiale, ma, nonostante la sua definizione sia storicamente recente, esiste da quando è nata la plastica. Secondo Robyn Wright, del dipartimento di farmacologia della Dalhousie University in Canada, la particolarità della plastisfera risiede nella resistenza nel tempo della plastica, che consentirà la crescita e lo sviluppo di organismi su un’area sempre più grande.

La preoccupazione degli scienziati, poiché la plastica resiste così a lungo nel tempo, è che i microbi della plastisfera possano essere trasportati per lunghe distanze, rendendoli una potenziale fonte di specie invasive. Viaggiando fra i vari ecosistemi presenti nell’oceano, i microbi possono avere un impatto sulle popolazioni microbiche native e sugli organismi più grandi che dipendono da quei microbi. Non mancano le preoccupazioni per la salute dell’uomo. Lo studio di Amaral-Zettler del 2013 ha scoperto la presenza di un numero elevato del comune genere batterico marino Vibrio. Si tratta di un batterio non dannoso, ma alcune specie di Vibrio possono essere associate a malattie nell’uomo come colera e disturbi gastrointestinali. Gli studi sulla plastisfera sono ancora alle prime fasi, ma non si può escludere che questo ecosistema, fondato sulla plastica, possa modificare gli stessi detriti plastici, rendendoli ancora più dannosi per gli ecosistemi marini e per la fauna presente negli oceani.

Organismi “mangia plastica” e la cautela degli scienziati

L’interesse degli scienziati si è indirizzato sulla possibilità per alcuni microbi presenti nella plastisfera di diventare potenziali mangiatori di plastica. Un recente studio, infatti, ha individuato due batteri capaci di nutrirsi di polietilene tereftalato (PET). I due batteri, Thioclava sp. BHET1 e Bacillus sp. BHET2, sono stati isolati in laboratorio ma scoperti nell’oceano. La notizia ha attirato l’attenzione della comunità scientifica e dell’opinione pubblica, anche perché le bottiglie di polietilene tereftalato (PET) dominano fra i rifiuti dell’oceano.

Secondo Wright, la plastisfera potrebbe aiutare gli scienziati a identificare nuovi strumenti nella lotta contro la plastica non dimenticando tuttavia che gli studi che avvengono in laboratorio non replicano esattamente le condizioni oceaniche, come le diverse temperature, il tempo o la presenza di altri organismi. Anche Amaral-Zettler, ossia la scienziata che coniò il termine plastisfera, preferisce essere cauta sulla possibilità di avere microorganismi “mangiatori di plastica”, anche se è importante sapere che “teoricamente” potrebbe essere un’opzione percorribile.

I microbi presenti nella plastisfera, un ecosistema nato esclusivamente come conseguenza dell’azione umana in natura, possono svolgere un ruolo importante nel capire meglio le conseguenze dell’inquinamento dei mari sugli ecosistemi marini e nel trovare possibili soluzioni per il futuro. La plastisfera è destinata purtroppo ad accompagnare l’uomo e tutti gli esseri viventi in natura ancora per molto tempo.

 

 

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