Educazione cinofila: quali sono i benefici?

La questione dell’addestramento dei cani

Nel mondo ambientalista e non solo ogni tanto capita di ascoltare qualche voce piuttosto critica rispetto alla pratica dell’addestramento degli animali. Personalmente mi sento di condividere l’approccio generale se parliamo di animali in libertà, di animali selvatici. E’ evidente che per un animale la massima aspirazione possa essere la libertà in un ambiente selvatico, il ritorno insomma alle origini, ed è auspicabile che vi siano sempre più aree protette in cui questo si verifichi per davvero. Tuttavia questo approccio comincia a scricchiolare e non poco quando parliamo di animali domestici, inseriti spesso in un contesto urbano o civilizzato, dove evidentemente la libertà dell’animale va ad incrociare quella degli altri, si tratti di esseri umani o di altri animali addomesticati. La questione peraltro è piuttosto attuale, anche a causa dell’aumento generalizzato di specie e razze di animali di indole poco docile e più restii a generici tentativi educativi. La responsabilità rimane evidentemente dell’uomo, del conduttore, poiché l’animale si limita a fare l’animale secondo la propria naturale inclinazione. Basta allora guardare le statistiche per rendersi conto immediatamente che qualcosa non va, concentrandoci ad esempio sull’animale domestico per eccellenza, il migliore amico dell’uomo: il cane.

Qualche dato

Secondo il Codacons, mancando tuttavia in Italia una epidemiologia ufficiale e sistematica delle morsicature e delle aggressioni ai danni sia di altre persone che di altri cani, ogni anno in Italia si registrerebbero 70000 aggressioni canine, con un aumento del 10% da quando il Ministero della Salute ha eliminato qualsiasi obbligo per i proprietari. Val la pena subito di ricordare che la popolazione canina in Italia si aggira intorno ai 7 milioni, un numero importante che riconduce il problema prevalentemente ad un’eccessiva concentrazione di cani nelle nostre case ed all’aumento consistente di razze impegnative, come ad esempio i molossoidi. Si tratta di razze canine selezionate per servire l’uomo in tutti quei compiti che richiedono forza e resistenza, cani grossi e potenti, robusti, con carattere deciso e forte attaccamento al padrone. Essi però richiedono un elevato grado di addestramento ed hanno bisogno di essere educati sin da piccoli, in quanto molto forti fisicamente ed estremamente reattivi. Nel 2007 il Ministro della Salute Livia Turco emanò un’ordinanza con una vera e propria lista di razze canine pericolose ed obblighi relativi, ma nel 2016 una seconda ordinanza del sottosegretario alla Salute Francesca Martini la cancellò, in quanto in quel lasso di tempo, nonostante il provvedimento, non si era registrata alcuna diminuzione del numero di aggressioni, oltre che per la mancanza di evidenze provenienti dalla letteratura scientifica di Medicina Veterinaria. Attualmente l’unico obbligo di legge in vigore in Italia è l’impiego del guinzaglio per qualunque cane venga condotto in un luogo pubblico, sia che si tratti di un cane di piccola o di grande taglia. Va detto però che nella gran parte dei paesi europei permangono tuttora delle liste nere e che alcune assicurazioni italiane nel determinare il premio assicurativo continuano a rifarsi alla lista Turco del 2007.

L’educazione cinofila come strumento di prevenzione nel rispetto della naturale biodiversità

In realtà la gran parte degli etologi sono d’accordo nel ritenere che non sia l’appartenenza ad una razza tout court a determinare l’aggressività di un animale, quanto invece l’educazione e l’ambiente nel quale cresce. Sebbene, questo è evidente, un morso di un Rottweiler sia sicuramente più dannoso di quello di un Chihuahua. Ecco allora che l’addestramento dei nostri amici a quattro zampe può svolgere, quando necessario, un ruolo cruciale di prevenzione. “Gli incidenti” infatti sono piuttosto ricorrenti e non riguardano solo l’aggressione ai padroni o ai loro congiunti, ma anche, come accennato, ad altri cani. Ciò è reso possibile evidentemente dal mancato rispetto dell’obbligo del guinzaglio e dalla presunzione nella capacità di controllo, se non dall’incoscienza, con la quale alcuni padroni lasciano liberi i propri cani in ambienti affollati, frequentati da bambini, adulti ed altri animali regolarmente al guinzaglio. Questo, oltre che la mancanza di opportune sanzioni e di adeguati controlli, pone un’altra questione relativa alla presenza ed alla corretta manutenzione nei vari comuni italiani di un numero congruo di aree cani, nelle quali lasciare che il proprio animale dia sfogo alle proprie energie e possa correre e giocare in sicurezza. Ce ne sono troppo poche e spesso lasciate, in assenza di ogni manutenzione, in uno stato di totale degrado. Rimanendo però sui benefici dell’addestramento cinofilo è utile riportare la posizione di A.T.A.A.C.I., l’associazione per la tutela dell’allevamento e dell’addestramento cinofilo italiano, che evidenzia giustamente come il benessere del cane debba essere integrato contemplando l’idea che la libertà dell’animale sociale cane sia identica al principio fondante della libertà dell’animale sociale uomo, cioè coesistere attraverso le regole. Tutto questo senza violare le rispettive identità, attraverso il rispetto della naturale biodiversità.

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