G20 a Napoli su clima

Al via il G20 di Napoli

Da martedì 20 a venerdì 23 luglio, a Napoli si terrà il G20 su Ambiente, Clima ed Energia, al quale parteciperanno i ministri dell’Ambiente dei 19 Paesi aderenti, tra i quali anche Usa, Russia, Turchia, Arabia Saudita, Cina, e paesi membri dell’Unione Europea come Roberto Cingolani Ministro italiano della Transizione Ecologica. Si discuterà delle politiche da attuare per affrontare i cambiamenti climatici e rilanciare l’economia dopo la pandemia (non ancora debellata) da COVID-19.

Gli attivisti ambientalisti hanno considerato la scelta della città di Napoli e della regione Campania un’inutile provocazione, visto che il territorio è conosciuto come la Terra dei fuochi, per gli interramenti tossici e gli sversamenti illegali che hanno causato un elevato aumento delle malattie tumorali nella popolazione.

Le richieste degli ambientalisti

A circa una settimana dall’inizio del G20 le volontarie e i volontari di Legambiente hanno srotolato, a Castel dell’Ovo (Napoli), il mega striscione G20: Vedi Napoli e poi muoviti!, per chiedere al Governo italiano politiche vere ed incisive al fine di rispondere al meglio alla crisi climatica. Nel corso di questa occasione Legambiente ha presentato il report L’insensata corsa al gas dell’Italia, per spiegare come i numeri non giustifichino l’apertura e il potenziamento delle centrali a gas. Infatti lo stato italiano per raggiungere gli obiettivi climatico-ambientali, (riduzione delle emissioni, quota FER, efficientamento energetico), che l’Unione Europea chiede ai suoi stati membri, ha deciso sì di chiudere o di riconvertire (entro il 2025) le strutture alimentate a carbone presenti sul territorio, ma sostituendole con degli impianti a gas. In totale sono 110 le strutture a gas previste nel nostro paese, tra le nuove ed il potenziamento di quelle già esistenti. Se tutte le opere a gas venissero approvate, lo stato pagherebbe dal punto di vista climatico ed economico un prezzo stimato di 30,2 miliardi di euro, suddiviso così: 15 in bolletta per il nuovo sussidio a sostegno delle centrali che dovranno affrontare i consumi di picco, 11 per l’ampliamento e la nuova costruzione di centrali a gas e 4,2 per i nuovi km di metanodotti. Una cifra che ammonterebbe quasi a una finanziaria pre-Covid al servizio del settore fossile. Questa più che transizione ecologica assomiglia a un’operazione di greenwashing. Nel suo rapporto Legambiente parla dei 33 Nemici del Clima del settore energetico, ovvero le aziende e le strutture che con le loro attività influiscono in maniera determinante al cambiamento climatico e all’inquinamento locale. Vengono citate le centrali a carbone di La Spezia e Monfalcone che stanno avviando la transizione verso il gas, o le centrali già a gas che verranno potenziate come quella di Presenzano in Provincia di Caserta, ma anche depositi, gasdotti e pozzi petroliferi. Legambiente rimprovera al Governo di aver pensato che avesse bisogno di ulteriore capacità di produzione per dover fronteggiare la chiusura degli oltre 7.900 MW di centrali a carbone. Infatti gli oltre 40 GW di potenza già presenti nel territorio sarebbero più che sufficienti a produrre quanto servirebbe per sostituire il carbone, basterebbe far lavorare le centrali da 3.200 ore l’anno a 4.000. Invece usando il gas per sostituire il carbone, il rischio è quello di incrementare ulteriormente la crisi climatica. A tal proposito Katiuscia Eroe, responsabile Energia Legambiente nazionale, ha dichiarato:

«Non sarà così che risolveremo l’emergenza climatica e aiuteremo territori, cittadini e cittadine- ma solo puntando su rinnovabili, accumulatori, pompaggi ed idrogeno verde lì dove necessario, e senza sprecare risorse pubbliche e private da destinare, invece, alla vera transizione energetica, quella fatta da infrastrutture ad emissioni zero. La sfida ora è investire su un nuovo modello energetico».

L’Eco Social Forum

Per rispondere al G20 di Napoli vari gruppi di ambientalisti riunitisi hanno deciso di lanciare l’ECO SOCIAL FORUM, che si terrà a Napoli presso l’università Federico II. Un vero e proprio controforum ribattezzato Bees against G20 “Perché le api non sono solo essenziali al funzionamento dell’ecosistema, sono anche un esempio di cooperazione dal basso, di mobilitazione in sciame, di quel processo di partecipazione e di azione di cui abbiamo tutte e tutti bisogno per ribaltare il modello che ci sta conducendo al disastro. Ci siamo messi in rete contro l’autoritarismo con cui si decidono le politiche energetiche e industriali che stanno devastando il pianeta”. L’hashtag è #beesagainstg20. All’ ECO SOCIAL FORUM ci saranno vari tavoli di lavoro tematici e interverranno in presenza o in collegamento figure del calibro di Vandana Shiva, portavoce dei piccoli agricoltori contro i colossi dell’agrochimica; Giorgio Vacchiano, ricercatore in gestione e pianificazione forestale; Ashley Dawson, autore di “Città estreme. I pericoli e le promesse della vita urbana nell’era dei cambiamenti climatici”, l’artista Jen Chantrtanapichate. Porteranno la loro testimonianza anche i comitati del territorio, come i No Tav e i No Grandi Navi. Per concludere il il 22 luglio alle 16.00 è programmata la Manifestazione EcoParade da piazza Dante, lanciata e promossa da varie realtà ambientaliste, nazionali e locali, come: Fridays for future, Stop Biocidio, Extinction Rebellion, GreenPeace, Teachersforfuture, e realtà locali come i comitati di lotta ambientale.

 

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Andrea Vitello è nato nel 1992 a Empoli in provincia di Firenze, dove vive. Si è laureato in filosofia e in scienze storiche all’Università di Firenze. Ambientalista e pacifista da sempre, ha sempre seguito le vicende politiche. E’ stato capo ufficio stampa del Filosofestival, il festival della filosofia di Firenze. Ha contribuito a l’Enciclopedia dei Giusti di Gariwo la foresta dei Giusti, fondazione con la quale collabora. A novembre 2021 uscirà il suo libro “Il nazista che salvò gli ebrei. La storia del salvataggio degli ebrei danesi” (Le lettere, Firenze). Il libro avrà la prefazione di Moni Ovadia e la postfazione di Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo.

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