I panda giganti non sono più

L’annuncio da parte del governo cinese

I panda giganti non sono più a rischio di estinzione, anche se restano classificati come specie “vulnerabile”. L’annuncio è stato dato dai funzionari del governo cinese, confermando la posizione che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC) aveva già assunto nel 2016, ma che la Cina aveva considerato ancora troppo prematura.

Nel 1961 il WWF (World Wide Fund for Nature) scelse il panda gigante come simbolo del suo impegno mondiale in favore della protezione dell’ambiente e di tutte le specie viventi sulla Terra. Quella scelta non fu casuale, la storia del panda gigante è diventata negli anni la rappresentazione concreta dell’assoluta necessità di tutelare la biodiversità e proteggere la natura dai danni provocati dall’intervento dell’uomo.

Vivono in libertà circa 1.800 esemplari di panda

La buona notizia è che oggi i panda giganti non sono più considerati una specie in pericolo di vita. La decisione delle autorità cinesi arriva cinque anni dopo la pronuncia dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC) che aveva rimosso i panda giganti dalla lista delle specie in via di estinzione per classificarli come “vulnerabili” già nel 2016. La scelta della IUNC non fu accolta positivamente dalla Cina, che temeva un allentamento degli sforzi che si stavano facendo per tutelare uno degli emblemi della nazione cinese. Secondo i numeri forniti dal governo di Pechino, gli esemplari di panda gigante che vivono liberi in natura sono circa 1.800. Si tratta di un numero che ha permesso la riclassificazione dei panda, ma che ancora non li salva dal pericolo di scomparire.

Il Capo del dipartimento per la conservazione della natura e dell’ecologia del Ministero dell’ambiente, Cui Shuhong, ha affermato che la riclassificazione è il risultato delle azioni intraprese dalla Cina per preservare la biodiversità, espandendo gli habitat naturali attraverso la ricostruzione di intere foreste di bambù che erano scomparse negli anni precedenti.

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha dichiarato in un’intervista che la protezione della natura è diventata una scelta consapevole per tutti i livelli di governo ed è ormai un sentimento ben radicato nella popolazione cinese. Secondo Webnin, le condizioni di vita di specie rare e in via di estinzione in natura come il panda gigante, l’antilope tibetana e il cervo milu sono state tutte migliorate nel corso degli ultimi anni.

L’habitat dei panda è stato distrutto dall’intervento dell’uomo

Il panda fu scoperto dal mondo occidentale nel 1869, quando fu descritto per la prima volta da Padre Armando David, gesuita naturalista francese. La continua riduzione del suo habitat naturale, a causa della costruzione di dighe, edifici e strade e della deforestazione delle distese di bambù, ha confinato i panda in appena venti aree di 23.000 kmq fra lo scollegate. Basti pensare che un tempo, il panda viveva in tutto il sud e l’est della Cina ed era presente anche nei vicini Myanmar e Vietnam settentrionale. Costretto a muoversi unicamente fra le poche aree rimaste, il panda è stato spesso vittima di fenomeni di bracconaggio che ne hanno diminuito ulteriormente la popolazione fino al rischio, per ora scampato, di farlo scomparire per sempre.

 

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