Gli Stati Uniti e la rivoluzione

L’eolico offshore al centro del piano per il clima statunitense

Joe Biden ha un piano preciso, con una scadenza definita, per affrontare l’emergenza del riscaldamento globale: vuole raggiungere l’obiettivo “net-zero” entro il 2050, trasformando gli Stati Uniti in un Paese che potrebbe smettere di aggiungere nuovo inquinamento nell’atmosfera.

La nuova spinta di questo ritrovato sostegno federale per l’energia eolica offshore, guidato dalla nuova Amministrazione Biden, vede la costa orientale degli Stati Uniti come centro nevralgico. Un’area marina vastissima, pronta ad ospitare turbine eoliche fissate a torri impiantate nel fondo dell’Atlantico. Alcuni progetti riguardano anche il Golfo del Messico, i grandi laghi e la costa occidentale: le turbine che operano nelle acque profonde del Pacifico e del Golfo del Maine dovrebbero essere installate su piattaforme galleggianti.

Nell’ambito del progetto Net Zero America, della Princeton University, tutti i percorsi per raggiungere questo obiettivo mostrano enormi incrementi di energia elettrica generata dalle turbine eoliche nei prossimi 30 anni.

Quali sono i progetti?

Le turbine saranno raggruppate in parchi eolici al largo delle coste. Saranno abbastanza lontani dalle città per proteggere i cittadini dal rumore e dallo sfarfallio stroboscopico causato dalle ombre delle lame, ma comunque abbastanza vicini affinché l’energia possa essere erogata in modo economico attraverso le linee di trasmissione elettrica.

Molti progetti riguardano zone abbastanza lontane dalla costa, a causa delle lamentele dei residenti sull’eventualità che le loro viste sull’oceano vengano rovinate. Ma questo non dovrebbe compromettere il funzionamento del sistema.

Inoltre c’era una certa preoccupazione sull’ipotesi che le turbine potessero uccidere gli uccelli migratori. Preoccupazioni che gli studiosi pare abbiano ridimensionato, in considerazione del fatto che gli uccelli migrino più vicini alla costa rispetto al punto in cui vengono installati gli impianti eolici.

In arrivo nuovi posti di lavoro

Di fianco a tutto ciò sono in crescita le stime sui posti di lavoro legati all’energia verde e alla costruzione di parchi eolici offshore. Anche perché saranno necessari nuovi cantieri navali per fabbricare navi in grado di installare e riparare le turbine e le strutture associate.

Costruire e mantenere tutti i parchi solari, i parchi eolici, le linee di trasmissione e altre infrastrutture necessarie per raggiungere le emissioni zero a livello nazionale entro il 2050 richiederà molti lavoratori, e non si tratterà solo di “reskilling” dei dipendenti che fino a oggi hanno lavorato coi combustibili fossili e in altri settori in via di estinzione. I dati forniti da “Net Zero America” mostrano un continuo aumento dell’occupazione nel settore dell’energia verde. Tuttavia, è il vero boom occupazionale è legato principalmente all’eolico offshore, e si concretizzerà nel giro dei prossimi 10 anni.

E non è certo un caso la formazione professionale crescente di addetti e tecnici dell’energia eolica. Centinaia di college e altri istituti di formazione ne hanno fatto materia di specializzazione in tutti gli Stati Uniti.

L’America di Joe Biden è pronta alla più grande rivoluzione energetica del nuovo secolo.

Una rivoluzione ambiziosa da emulare anche altrove (Europa, Asia in particolare) e che, si spera, possa avere impatti significativi sul clima e sull’occupazione.

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