Poco verde nella città italiane: solo

Il verde urbano come strumento per combattere l’inquinamento

Appena pochi giorni fa, l’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato un report sullo stato di inquinamento da polveri sottili (PM 2,5) di 323 città europee con risultati pessimi per il nostro Paese. Cremona sale sul podio in negativo, ottenendo il secondo posto di città europea più inquinata e male si posizionano anche altre città italiane soprattutto della Pianura Padana.

Tra gli strumenti per combattere il livello di inquinamento dei centri urbani e per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici ci sono certamente le aree verdi, tuttavia un’indagine condotta da Coldiretti/Ixe sulla base di dati forniti dall’Istat ci dice che anche da questo punto di vista – o forse anche per via di questa ragione – il nostro Paese non sta facendo abbastanza.

Una pianta adulta cattura dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili

Mediamente, infatti, il verde urbano si attesta sui 33,8 mq per abitante, con valori estremamente oscillanti che vanno dai 42,4 mq godibili da un cittadini veneziano, ai soli 9,2 mq di cui può giovare un abitante di Bari.

Questo comporta, come abbiamo già detto, conseguenze importanti sullo stato di inquinamento dei centri urbani, che potrebbe essere invece combattuto se gli spazi verdi venissero non solo incrementati, ma anche adeguatamente gestiti. Basti pensare, come indicato anche da Coldiretti all’interno del rapporto, che una pianta adulta è in grado di catturare dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili; per intenderci, 12 piante di acero riccio – che ha elevata capacità di trattenere smog – sono in grado di catturare la quantità di CO2 emessa da un’auto di cilindrata media che percorre 10.000 km/anno. Il rapporto insiste anche sull’importanza della cura rivolta alle piante, la cui attività cattura-smog è fortemente condizionata non solo dall’età, ma anche dall’incuria e dalla cattiva gestione.

Gli effetti sulle temperature urbane

Tutt’altro che da sottovalutare è poi il riflesso che gli spazi verdi cittadini hanno nella mitigazione delle temperature urbane. Uno studio, pubblicato poche settimane fa su Nature Climate Change, ha ricostruito il numero di decessi per ondate di calore causate dal surriscaldamento globale, portando alla luce come l’innalzamento della temperatura del Pianeta determinato dalle azioni dell’uomo sia responsabile del 37% delle morti legate alle ondate di calore nel periodo che va dal 1991 al 2018. Un problema globale, quello delle ondate di calore, che causa 12.000 decessi ogni anno. Ebbene, da questo punto di vista proprio la aree verdi delle nostre città potrebbero fare molto: un grande parco urbano, ci dice Coldiretti, può portare ad una diminuzione della temperatura da 1 a 3 gradi rispetto ad altre zone della stessa città dove invece scarseggia la presenza di piante.

Spazi verdi per le città di domani

I dati emersi sulle nostre città ci dicono che non stiamo evidentemente facendo abbastanza su entrambi i fronti presi in esame, aspetti che peraltro si influenzano a vicenda e che non possono essere presi sottogamba se vogliamo concretamente realizzare la transizione ecologica in Italia. Migliorare la qualità dell’aria, saper coniugare sostenibilità e vivibilità dei luoghi in cui viviamo è una priorità assoluta per le città verdi di domani.

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