Le imprese verdi resistono alla

La crisi del mondo del lavoro

Come ben sappiamo, tra le conseguenze più disastrose generate dalla pandemia c’è senza dubbio quella che è stata definita la peggiore crisi economica dal Seconda dopo guerra e che trova un riflesso in un imponente calo della domanda di lavoro. Basti pensare che, soltanto nel nostro Paese, nel corso del 2020 questo calo ha riguardato 1,4 milioni di posti di lavoro; solo a dicembre sono stati 101.000 i lavoratori in meno registrati dall’Istat, di questi 99.000 sono donne.

Green jobs ed economia circolare

A partire da questo quadro desolante sullo stato di salute dell’economia nostrana, Legambiente, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha dato vita al Progetto ECCO – Economie Circolari di Comunità, con l’intento di promuovere l’economia circolare, attraverso una serie di percorsi formativi, e i cosiddetti green jobs, vale a dire tutti quei lavori, sempre più ricercati, che richiedono il possesso di competenze che riguardano ambiente e sostenibilità e che investono i settori più disparati: dall’agricoltura all’eco-turismo, passando per l’eco-ristorazione o per le attività manifatturiere.

Il progetto, che ha portato tra le altre cose alla creazione di 15 poli di economia circolare, ha prestato una particolare attenzione anche all’analisi della capacità di resistenza che le imprese green hanno dimostrato nel periodo di pandemia.

Le imprese verdi sono più resilienti

Quel che ne è emerso è che le imprese che hanno investito in sostenibilità ambientale hanno saputo resistere decisamente meglio all’impatto economico generato dal Covid. Il rapporto, elaborato da Green Factor per il progetto Ecco, si basa sui dati di Symbola-Unioncamere relativi a 1.000 imprese manifatturiere e ci dice che il 16% delle aziende verdi hanno visto aumentare il proprio fatturato durante il 2020, percentuale che per le imprese non verdi si è fermato solo al 9%. E anche sul fronte della decrescita si nota chiaramente come a restarne coinvolte siano soprattutto le imprese che non hanno investito in sostenibilità: di queste il 14,5% ha visto scendere il proprio fatturato di oltre il 15%, a fronte di un 8,2% a danno delle aziende green.

Questa capacità di resistere all’impatto della pandemia ha ovviamente riflessi positivi anche sul fronte occupazionale: le aziende verdi assumono il 2% in più rispetto alle altre e costituiscono, anche in proiezione futura, un’importante occasione per dare nuova linfa vitale al mercato del lavoro.

1,6 milioni di lavoratori verdi in più entro il 2024

Già nell’anno precedente, secondo il rapporto, le competenze green hanno intercettato una domanda di lavoro che si aggira intorno all’82% e, stando alle previsioni di Unioncamere, tra il 2021 e il 2024 “il mercato del lavoro richiederà 1,6 milioni di lavoratori che sappiano sviluppare soluzioni e strategie ecosostenibili e per quasi un milione di profili l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale sarà il fattore dirimente ai fini dell’assunzione”.

Un’onda verde che è destinata a travolgere anche il mondo del lavoro e a renderlo non solo più resiliente, ma anche più in armonia col Pianeta.

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