Paura per la fuga radioattiva dalla

La fuga radioattiva

In riferimento alla fuga radioattiva dell’impianto di Taishan un portavoce anonimo di EDF – Électricité de France S.A., la multinazionale francese di servizi elettrici nonché principale costruttore di centrali Oltralpe, in gran parte di proprietà dello Stato francese – avrebbe dichiarato all’agenzia di stampa AFP che “non siamo in uno scenario di incidente con un nucleo in fusione”, e che “non si tratterebbe di contaminazione, ma di emissioni controllate”.

Lo stesso portavoce anonimo avrebbe anche confermato che il gas sia fuoriuscito a seguito del deterioramento del rivestimento su alcune delle barre di combustibile, i tubi di metallo sigillati che contengono materiali nucleari usati per alimentare il reattore nucleare.

Tutto ciò dopo che il governo degli Stati Uniti ha ricevuto e valutato le segnalazioni di una perdita nell’impianto di Taishan. La CNN, infatti, ha riferito che Framatome, la società di ingegneria francese controllata da EDF, ha inviato una lettera al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, avvertendolo della potenziale fuga radioattiva e del fatto che l’autorità di sicurezza cinese, nel frattempo, aveva avviato le procedure per incrementare i limiti accettabili per il rilevamento delle radiazioni all’esterno dell’impianto al fine di scongiurare un’eventuale chiusura dello stesso.

Fonti attendibili hanno dichiarato alla CNN che l’amministrazione Biden ha già discusso la situazione con gli esperti del Dipartimento dell’Energia e lo stesso governo francese, giungendo alla conclusione, tuttavia, che l’impianto non sia ancora a un “livello di crisi”.

Cosa sta accadendo?

L’impianto di Taishan fornisce energia alle aree di Guangzhou e Shenzhen, entrambi importanti centri di produzione. La regione ha affrontato carenze di energia nelle ultime settimane a causa del clima caldo e di forniture di energia idroelettrica inferiori al normale dalla provincia di Yunnan.

EDF, con un proprio comunicato, intanto ha ufficialmente riferito della presenza di un accumulo di gas nobili in una parte del sistema di raffreddamento del reattore numero uno della centrale. I gas (xeno e krypton) sono stati raccolti e trattati prima di essere rilasciati nell’atmosfera in “conformità con i regolamenti”. I gas nobili – conosciuti anche come gas inerti – sono un gruppo di elementi chimici stabili che hanno una reattività molto bassa e sono spesso usati in situazioni in cui gli scienziati non vogliono reazioni chimiche, per esempio nei reattori nucleari o nell’illuminazione.

La smentita della Cina

Il partner cinese dell’impianto, il China Guangdong Nuclear Power Group, per contro, pare abbia smentito le notizie circa una fuga radioattiva lo scorso lunedì, intervenendo sul Global Times (un quotidiano sottoposto, nemmeno a dirlo, al controllo del Partito Comunista Cinese) e rassicurando che l’impianto nucleare ha fatto funzionare i reattori rigorosamente in conformità con le procedure tecniche applicabili.

I dubbi sui reattori nucleari di nuova generazione

Quello della centrale cinese è uno degli unici due reattori nucleari EPR a tecnologia francese che EDF è riuscita finora a inaugurare. A Taishan la prima unità ha iniziato la produzione di energia nel dicembre del 2018, mentre la seconda dal settembre del 2019. Per la Francia i nuovi sospetti sull’impianto rischiano di essere un ulteriore colpo alla credibilità dei reattori nucleari di nuova generazione progettati da anni senza ancora riuscire a inaugurarne sul proprio territorio.

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