I Borghi del Respiro per un turismo di qualità

Alla scoperta del Bel Paese

L’estate è alle porte e la pandemia da Coronavirus sembra aver rallentato il passo, grazie alla campagna vaccinale che offre uno spiraglio per la ripresa. È tempo di programmare una vacanza e scoprire nuovi posti lasciandosi coccolare dalla bellezza, dopo questo anno e mezzo in cui tutti abbiamo vissuto un tempo sospeso, rimandando sogni, progetti, viaggi e nuove conoscenze. Finalmente possiamo tirare un piccolo sospiro di sollievo e organizzare il nostro viaggetto, magari in Italia, alla scoperta dei tanti tesori che il Bel Paese offre.

Alcuni numeri dell’industria turistica

Il Turismo è un settore dall’impronta ecologica notevole. Uno studio del 2018 della rivista Nature Climate Change ha mostrato che l’industria turistica produce l’8% sul totale delle emissioni di anidride carbonica a livello globale. Un risultato che va oltre le aspettative degli studiosi, i quali hanno posto l’accento sull’inquinamento che deriva non solo dagli spostamenti, in principal modo da quelli aerei o navali, ma anche dall’uso dell’energia per alimentare alberghi, ristoranti, attrattività turistiche di ogni genere, servizi e finanche la produzione di souvenirs.

Secondo il World and Travel Tourism Council il settore turistico, prima della pandemia, ha prodotto il 10,4% del PIL mondiale, vale a dire circa 9,2 trilioni di dollari e la spesa dei viaggiatori internazionali è stata di 1,7 trilioni di dollari nel solo 2019. Cifre da capogiro che ci danno l’idea della perdita economica causata dai diversi lockdown imposti dai Governi nel tentativo di tenere sotto controllo e arginare il diffondersi della pandemia da Sars – CoV-2.

Parole d’ordine: ecoturismo, sostenibilità e rispetto dell’ambiente

La pandemia e l’emergenza climatica hanno posto l’accento sulla necessità urgente di rivedere i nostri stili di vita quotidiani, dando un impulso maggiore all’Ecoturismo. Sono sempre di più i turisti che preferiscono mete sostenibili, vacanze a stretto contatto con la natura, un turismo ecologico che riduca maggiormente l’impatto dell’uomo sull’ambiente e sulle comunità ospitanti, generando così un vantaggio non solo economico, ma anche sociale e culturale. L’ecoturismo, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono solo alcune buone pratiche da mettere in atto per provare a ridurre gli effetti devastanti dell’overtourism, quel turismo di massa che ha poco a cuore le sorti del luogo che lo ospita.

I Borghi del Respiro

Se da un lato sempre più viaggiatori scelgono vacanze green, dall’altro il turismo ecosostenibile è ancora molto lontano dall’essere la prima opzione per le vacanze. Nonostante la crescente consapevolezza della necessità di praticare comportamenti responsabili da parte dei viaggiatori, e la maggiore sensibilità degli operatori turistici nell’offrire soluzioni sostenibili, c’è ancora tanto lavoro da fare per educare i viaggiatori e operatori del settore ad uno stile di vita rispettoso delle destinazioni visitate.

È però in quest’ottica che iniziative come quella dei Borghi del Respiro offrono l’opportunità di conoscere luoghi lontani dal cosiddetto turisdotto, con caratteristiche ambientali particolari e di qualità, per chi vuole unire alla vacanza la “cultura della salute”, riconoscendo l’importanza della tutela dell’ambiente e dello sviluppo di un turismo sostenibile.

Il Patto del Respiro

Valorizzare la vitalità e la vivibilità dei piccoli comuni di aree collinari o montane scarsamente popolate in cui sono rispettati gli standard normativi definiti dal D. Lgs. 155/2010 per i principali inquinanti, per la tutela della salute umana e della vegetazione, nei principi di Sviluppo Sostenibile definiti da AGENDA 2030, con particolare riguardo alla tutela della salute respiratoria” è l’obiettivo del progetto, che “si prefigge la tutela di un sano territorio e favorire la fruibilità di aree di valore naturalistico, per un’attività pianificatoria territoriale volta ad uno sviluppo sostenibile, supportare un turismo rispettoso dell’uomo e dell’ambiente, sostenere i sani stili di vita di pazienti fragili dal punto di vista respiratorio e quindi volgersi ai cittadini che possono riscoprire ritmi più naturali ed ecosostenibili nella valorizzazione della buona qualità dell’aria”.

Il comitato scientifico dell’iniziativa coordinato dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria Crea, Centro politiche e bio-economia annovera tra i suoi componenti alcuni membri dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri-Italian Thoracic Society, dell’Istituto Superiore Per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dell’Associazione Pazienti BPCO e dell’UNPLI.

Fontecchio, Lucoli, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Scanno, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa S. Angelo in Abruzzo, Amatrice, Cittareale e Leonessa in Lazio, Cascia, Nocera Umbra, Passignano sul Trasimeno, Sigillo in Umbria sono i 15 Borghi del Respiro ai quali ci si augura si possano aggiungere altre località che promuovano l’iniziativa. Dall’1 Giugno al 31 Dicembre 2021, infatti, sono aperte le candidature per firmare il Patto per il respiro ed ottenere così il marchio di qualità Borgo del Respiro. Un’iniziativa lodevole e ambiziosa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente che mira a mettere in atto buone pratiche per la tutela dell’ambiente e dei pazienti fragili. Limitazione del fumo di tabacco nei luoghi pubblici, promozione della mobilità sostenibile e dei luoghi di valore naturalistico, oltre ad un’aria sana e zero traffico sono alcuni comportamenti virtuosi previsti da questo progetto.

I Sentieri del Monte Cucco, la storica Gara del Solco che si svolge ininterrottamente dal XV secolo, ma anche gli sport invernali di Leonessa sono alcune delle esperienze da fare nel cuore dell’Italia, in un territorio che ha sofferto ma che con dignità ha saputo rialzarsi e curare se stesso e chiunque voglia riappropriarsi del piacere della lentezza e del vivere bene, respirando finalmente a polmoni pieni!

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