In arrivo il mini reattore di Bill

Il reattore nucleare Natrium

Bill Gates e Warren Buffett hanno annunciato l’avvio del progetto per la costruzione di un nuovo tipo di reattore nucleare nello stato americano del Wyoming. Il programma di investimenti, in quello che è il principale Stato produttore di carbone degli Stati Uniti fa capo alle compagnie elettriche TerraPower, fondata da Bill Gates 15 anni fa, e PacifiCorp, di proprietà della Berkshire Hathaway, di Warren Buffett che mercoledì scorso hanno confermato di aver scelto di Wyoming per lanciare il primo progetto di reattore nucleare “Natrium” sul sito di una centrale a carbone in disuso. “Pensiamo – ha sottolineato Gates nel corso di una conferenza stampa per lanciare il progetto a Cheyenne – che Natrium cambierà le regole del gioco per l’industria energetica”.

In un nostro recente articolo abbiamo già avuto modo di spiegare come, dal punto di punto di vista economico, alcuni recenti studi dimostrino che i costi scalari derivanti da fonti rinnovabili (solare ed eolico) assumano un trend decrescente nel tempo molto più significativo rispetto a quelli del nucleare, a conferma del fatto che tutte le alternative low-carbon diverse dal nucleare si rivelano migliori, meno costose e di più celere implementazione.

Quanto sono sicuri i mini reattori?

Spostiamo ora il focus sulla sicurezza che le nuove tecnologie nucleari (e quindi anche i mini reattori, noti nell’accezione internazionale come Small Modular Reactors – SMR’s) possono effettivamente garantire rispetto alla tecnologia nucleare precedente, analizzando due punti di vista: quello dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e quello della Union of Concerned Scientists (UCS).

A differenza dei grandi reattori, gli SMR’s hanno una capacità di circa 300 megawatt e sono costituiti in gran parte da componenti prefabbricati assemblati in loco. Essi presentano il vantaggio di necessitare di un minore capitale iniziale e hanno schemi di finanziamento più ampi. Gli SMR’s sono per natura modulari e consentono di conseguire potenziali economie di scala, oltre che essere adatti ad operare in modo flessibile in tandem con fonti di energia rinnovabili variabili (eolico e solare) e con applicazioni non elettriche impiegate, ad esempio, nella desalinizzazione dell’acqua di mare, il teleriscaldamento e la produzione di idrogeno.

L’AIEA sottolinea come in fase di progettazione, in confronto a quelli esistenti, i mini reattori nucleari siano generalmente più semplici e si caratterizzino per un concetto di sicurezza che si basa maggiormente su sistemi passivi di controllo (minore o assente intervento umano) e su caratteristiche di sicurezza intrinseche del reattore, quali la bassa potenza e la pressione di esercizio. Queste caratteristiche – secondo l’AIEA – consentirebbero di ampliare i margini di sicurezza e, in alcuni casi, addirittura di eliminare il rischio di gravi danni al nocciolo del reattore e quindi il potenziale di grandi rilasci di radioattività in caso di incidente. Di conseguenza, la dipendenza da un robusto presidio di misure di risposta alle emergenze è notevolmente ridotta.

I dubbi

Gli studi condotti dalla UCS, invece, invitano ad una maggiore prudenza nel valutare i rischi derivanti dalla gestione degli SRM, in particolare con riferimento ai cosiddetti Non-Light Water Nuclear Reactors (NLWR) del progetto “Natrium”.

Queste le domande da cui gli scienziati della UCS sono partiti:

  • quali sono i benefici e i rischi degli NLWR e dei loro cicli di combustibile?

  • i probabili benefici complessivi degli NLWR superano i rischi e giustificano i notevoli investimenti pubblici e privati necessari per la loro commercializzazione?

  • gli NLWR possono essere commercializzati in modo sicuro e tempestivamente al fine di contribuire in modo significativo ad evitare la crisi climatica?

La conclusione dell’analisi svolta è che se l’energia nucleare deve giocare un ruolo significativo nel contribuire a mitigare il cambiamento climatico, allora deve essere dimostrabile che i reattori di nuova costruzione siano effettivamente più sicuri, più protetti e più economici in confronto a quelli di attuale generazione.

La raccomandazione del report rivolta a politici, investitori privati ed enti regolatori è che si esaminino a fondo i rischi e benefici di queste tecnologie prima di impegnare tempo e risorse che, altrimenti, potrebbero rivelarsi non impiegate in modo efficiente.

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