Disastro ambientale nel mare dello Sri Lanka

Carburante e altre sostanze tossiche sono finite in acqua

In questi giorni si sta profilando nelle acque dello Sri Lanka un vero e proprio disastro ambientale. I funzionari dello Stato insulare temono lo sversamento in mare di una quantità enorme di carburante e altre sostanze chimiche tossiche dopo che una nave ha preso fuoco a circa 50 km dalle coste occidentali dell’isola nell’Oceano Indiano.

La nave sta affondando e disperdendo sostanze nocive

La MV X-Press Pearl trasportava 25 tonnellate di acido nitrico, idrossido di sodio e altre sostanze pericolose quando è scoppiato un incendio il 20 maggio mentre era ormeggiata a 14 km dal porto della capitale dello Sri Lanka, Colombo. La nave da carico aveva 278 tonnellate di olio combustibile e 50 tonnellate di gasolio nei suoi serbatoi e trasportava 20 contenitori di olio lubrificante. A questo si aggiungono altri 28 container di materiali grezzi utilizzati per la produzione di buste di plastica.

I tentativi di tenere sotto controllo gli incendi scoppiati a bordo sono falliti per le cattive condizioni del meteo causate dalla stagione dei monsoni. Le possibilità che la nave affondi sono aumentate nel corso dei giorni, quando la poppa della nave ha iniziato a inabissarsi. Secondo le autorità dello Sri Lanka, la fuoriuscita del carburante avrebbe conseguenze catastrofiche sulla vita marina del paese e metterebbe in ginocchio l’economia dell’isola, basata sull’industria della pesca e sul turismo.

Alcuni esperti pensano che la gran parte del petrolio sia bruciata nel vasto incendio, ma si sta indagando su una grande macchia nera avvistata nei pressi delle bellissime spiagge di Negombo, a circa quaranta chilometri da Colombo.

Spiagge invase da detriti e microplastiche

Microplastiche, rifiuti pericolosi e detriti causati dall’incendio e dispersi nell’oceano stanno già provocando danni irreparabili ai fondali marini, pesci, coralli e all’intero ecosistema marino. Da diversi giorni le autorità stanno conducendo un’azione di pulizia delle spiagge, un tempo incontaminate, che potrebbe durare per mesi. La pesca è stata vietata per un raggio di cinquanta miglia dal relitto, colpendo il sostentamento di migliaia di famiglie di pescatori. Gli esperti ipotizzano che il materiale plastico ancora in mare potrebbe arrivare presto in India, Indonesia e Somalia.

Lo Sri Lanka chiederà un risarcimento

Le cause dell’incendio non sono ancora chiare, ma le autorità locali sospettano che l’equipaggio potesse essere già a conoscenza della perdita di sostanze nocive dieci giorni prima di allertare le autorità portuali. Il governo dello Sri Lanka ha già avviato un’azione penale e punta a ottenere un risarcimento per la devastazione ambientale provocata dall’incidente.

La società proprietaria della MV X-Press Pearl, registrata a Singapore, ha confermato che l’equipaggio era a conoscenza della perdita, ma ha anche riferito che gli è stato negato il permesso di attracco sia dal Qatar che dall’India.

Hemantha Withanage, direttore esecutivo del Center for Environmental Justice dello Sri Lanka, ha affermato che i danni dall’ecosistema marino sono incalcolabili. Ci vorranno almeno sei/otto mesi per comprendere le conseguenze sull’ecosistema marino per quello si profila come il disastro ecologico più grave della storia dello Sri Lanka.

 

 

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