La sfida delle energie rinnovabili in Italia
Industrial landscape with blue solar panels. Photovoltaic modules for renewable energy.

Le rinnovabili in Italia e in Europa

Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, un team composto da docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e che si avvale della collaborazione di altri Dipartimenti tra i cui quello del Dipartimento di Energia, il 27 maggio ha presentato il Renewable Energy Report 2021.

Il focus del lavoro svolto ha riguardato, in particolare, il mercato delle rinnovabili che, a livello globale ed europeo, rappresenta un mercato in grandissima espansione con una crescita che non ha subìto alcuna flessione nemmeno nel corso del 2020.

Con riferimento al comparto delle rinnovabili in Italia, tuttavia, l’analisi mette in luce alcune ombre.

Se l’Europa, infatti, da un lato ha sfondato la quota 650 GW di potenza complessivamente installata, con il fotovoltaico e l’eolico ad avere anch’essi superato la soglia rispettivamente dei 160 e 200 GW in poco più di un decennio, non altrettanto si può dire dell’Italia. Il confronto con l’andamento decennale ha messo in evidenza una inferiore capacità di crescita e di innovazione rispetto a quanto fatto registrare dall’Europa, con uno stallo, sottolineano i ricercatori, che è cominciato già nel 2018 e quindi ben prima dell’inizio della pandemia.

Autorizzazioni difficili da ottenere

Le ragioni di una situazione del genere – afferma il report – sono strettamente connesse al framework regolatorio e riconducibili principalmente a:

  • le difficoltà di ottenimento del titolo autorizzativo, prerequisito necessario per l’accesso ad aste e registri e, in generale, per effettuare investimenti in nuovi impianti o in interventi di repowering;

  • la necessità, soprattutto per gli impianti di maggiori dimensioni, di occupazione di suolo, al momento fortemente limitata in alcune regioni specifiche da regolamenti ostativi ad un utilizzo del suolo agricolo per le installazioni di impianti rinnovabili.

Risorse insufficienti nel PNRR

Il PNRR italiano mette a disposizione del comparto delle rinnovabili, nell’orizzonte 2021-2026, un totale di 5,9 miliardi di Euro. Tali risorse, tuttavia, non imprimerebbero quell’accelerazione necessaria al comparto delle rinnovabili, se si considera che il potenziale degli investimenti (agro voltaico, Comunità Energetiche e impianti innovativi) rappresenterebbe circa l’8% dell’obiettivo PNIEC ancora da conseguire. L’obiettivo PNIEC al 2030, con gli attuali tassi di crescita, può essere raggiunto solo quasi triplicando il tasso attuale di installazione, mentre allungando l’orizzonte al 2050, il tasso di installazione dovrebbe attestarsi a cinque volte per i tre decenni che separano il 2020 dal 2050.

La sfida dei prossimi decenni

Il report conclude sottolineando come il sistema elettrico italiano cambierà gradualmente nel corso dei prossimi tre decenni, inevitabilmente, e che la transizione ecologica in atto non potrà prescindere da una precisa scelta politica che tenga conto del confronto tra compromessi, come l’utilizzo del suolo o l’impatto paesaggistico, e benefici che l’installazione di impianti ad energia rinnovabile possono generare.

La prospettiva che lo studio raccomanda di assumere è che la strategia di rilancio della decarbonizzazione può essere credibile e capace di raggiungere i risultati desiderati solo attraverso una ricetta che preveda una visione politica chiara, un framework normativo snello e coerente con le finalità strategiche e il recupero sinergico dell’enorme potenziale impiantistico, industriale e commerciale costruito in quasi vent’anni di vita nel comparto delle rinnovabili del nel nostro Paese.

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