La Turchia sta diventando una discarica di rifiuti plastici

210.000 tonnellate di plastica solo dalla Gran Bretagna

Della questione dei rifiuti esportati nei Paesi in via di sviluppo avevamo già parlato soffermandoci in particolare sulle esportazioni di plastica degli Stati Uniti – emerse a seguito di uno studio elaborato da un team statunitense di esperti – e di quelle di rifiuti elettronici che i Paesi più ricchi – con gli Stati Uniti sempre in testa – inviano massicciamente in Africa: 53,6 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche solo nel 2019.

Oggi questo cattivo trend è stato nuovamente confermato da un’indagine svolta da Greenpeace che denuncia l’esportazione di 210.000 tonnellate di rifiuti plastici dalla Gran Bretagna verso la Turchia. Si tratta del 40% della plastica prodotta in terra anglosassone che sta letteralmente invadendo la Turchia, ma che viene inviata in grandi quantità anche in Malesia e Polonia con conseguenze molto gravi in termini di inquinamento.

Gran parte di questi rifiuti, infatti, non viene riciclata ma bruciata o abbandonata lungo le strade, nei campi o persino nei canali finendo poi con l’arrivare fino al mare.

Non solo la Gran Bretagna

La Turchia”, come ha dichiarato Greenpeace, “sta diventando la più grande discarica di plastica d’Europa”, dando ancora una volta riprova dell’esistenza di quella forma di vero e proprio razzismo ambientale che qualche mese fa già i ricercatori Ifesinachi Okafor-Yarwood e Ibukun Jacob Adewumi avevano denunciato attraverso una lettera aperta.

La questione, che vede come responsabile primaria la Gran Bretagna – seconda produttrice al mondo, ricordiamolo, di rifiuti plastici – riguarda tuttavia l’intera Europa. È sufficiente dire che la plastica che i Paesi europei hanno spedito in Turchia nel corso del 2020 supera di ben 20 volte quella inviata nel 2016. Tonnellate e tonnellate di rifiuti che solo in piccola percentuale vengono affidati ad aziende che effettivamente li accolgono e li smaltiscono in modo corretto; come dichiarato del Direttore del progetto biodiversità di Greenpeace, NihanTemiz Ata, “Ogni giorno arrivano in Turchia da tutta Europa 241 camion carichi di rifiuti di plastica”.

L’incapacità politica di guardare al futuro

Inviare i proprio rifiuti riciclabili verso i Paesi in via di sviluppo spesso costa meno ai Paesi più ricchi, ma rivela ancora una volta l’esistenza di una mentalità e di una visione politica incapace di guardare lontano e di percorrere dunque la strada utile al raggiungimento di quegli obiettivi indispensabili per la salvaguardia del Pianeta. E questo senza contare l’ipocrisia che sta alla base di certe scelte, la volontà di nascondere ciò che non funziona portando il problema e migliaia di chilometri di distanza.

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