Nel 2020 ancora poche auto elettriche in Italia

Crescono i veicoli immatricolati nel 2020

L’Italia, si sa, oltre a essere un Paese di Santi e navigatori, è anche un Paese di automobilisti incalliti. Ciò è dimostrato dalla enorme quantità di autoveicoli immatricolati e circolanti sull’immensa e capillare rete stradale, capace di portare l’automobilista fin nei più reconditi e incontaminati luoghi.

Questa tendenza è talmente radicata che neanche la pandemia da Covid 19 è riuscita a invertire la rotta e a diminuire la quantità di veicoli presenti, come sancito dal Report dei giorni scorsi dell’ACI, l’Automobile Club Italiano, che ha sancito, anche nel pieno della pandemia, un aumento complessivo dei veicoli immatricolati in Italia nel 2020.

Alla fine dell’anno scorso infatti, risultavano immatricolati ben 44.039.475 veicoli, un aumento dello 0,5% rispetto al 2019, dato per certi aspetti sconcertante se si pensa che per la gran parte dell’anno siamo rimasti tutti a casa e le vendite di automobili sono crollate. Di questi, poco più di 39.700.000 sono automobili, il resto sono camion e circa 100.000 sono autobus.

I veicoli inquinanti sono la maggioranza

La cattiva notizia è che i veicoli meno inquinanti, quelli immatricolati secondo lo standard emissivo Euro VI, rappresentano solo il 26.3% delle automobili circolanti il che significa che abbiamo ancora milioni di veicoli circolanti con tecnologie vecchie e dannose per i nostri polmoni. Infatti, i veicoli con standard da Euro 0 a Euro 3 rappresentano ancora oltre il 34% dei veicoli circolanti e sono dunque la maggioranza rumorosa e puzzolente delle automobili in circolazione.

Poche auto elettriche

E sul fronte auto elettriche? Beh, può tranquillamente dirsi che siamo all’anno “zero” se solo pensiamo che, sui circa 40 milioni di auto, sono 53.079 quelle pure elettriche e poco più di 500.000 quelle ibride. Non va meglio sul fronte degli autobus, dei quali solamente 512 (si, avete letto bene) sono elettrici in tutta l’Italia su quasi 100.000 circolanti. In confronto, gli oltre 16.000 bus elettrici circolanti nella sola città di Shezhen in Cina danno l’idea di quanta strada (elettrica) ci sia ancora da fare in Italia.

Nel complesso, i dati Aci sono sconfortanti per chi si augura una veloce e rapida transizione verso una mobilità sostenibile e poco inquinante. Sono dati che rendono ridicole tutte le polemiche attorno agli incentivi alle auto elettriche di quest’ultimo anno, che hanno avuto il pregio di innalzare le vendite ma, ad oggi, solo di scalfire il problema. Ma quelli dell’Aci sono dati che mettono ancora più in evidenza l’occasione persa con il Recovery Fund, con il quale avremmo potuto finanziare una filiera industriale italiana dei veicoli elettrici, soprattutto quelli pesanti, e invece abbiamo finanziato parecchie cose la cui utilità è tutta da dimostrare, come l’idrogeno da metano giusto per salvare qualche asfittica industria italiana del settore.

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