“19x19”: la sfida ai sussidi ambientalmente

Una sfida social per dire no ai SAD: 19 giorni a partire dal 19 maggio in cui postare una foto o un video in cui ci si taglia simbolicamente una ciocca di capelli o di barba e taggare tre amici sfidandoli a fare lo stesso. Obiettivo finale? Chiedere al Governo di tagliare finalmente i sussidi ambientalmente dannosi (SAD).

Cosa sono i SAD?

Rispettare l’obiettivo di contenere l’innalzamento della temperatura globale, così come prefissato dall’Accordo di Parigi, è la sfida del nostro tempo, quella di fronte alla quale non ci è concesso fallire.

Vediamo tutti (o quasi!) distintamente la preoccupanti conseguenze che sta già causando l’aumento di un solo grado della temperatura del Pianeta: dagli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, alla diminuzione della stratosfera, ai drammi umanitari che si moltiplicano in tutto il mondo.

Le ricette per combattere la crisi climatica e avviare una reale transizione ecologica esistono, tuttavia alcune di esse continuano ad essere ignorate e inspiegabilmente non applicate dalla politica.

Tra queste c’è senza dubbio la questione dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD).

Cosa sono? In sostanza si tratta di sostegni economici che lo Stato fornisce alle imprese o alle famiglie per portare avanti attività che danneggiano l’ambiente, come possono essere quelle legate all’estrazione e all’utilizzo di fonti fossili.

In questo modo le persone vengono messe nella condizione di condurre stili di vita altamente costosi sia sul fronte dell’impatto ambientale, sia su quello economico; senza contare gli effetti pesantissimi in termini di danni arrecati alla salute pubblica.

Quanto ci costano i SAD?

La quantità di denaro pubblico, dunque di soldi pagati da tutti noi, impiegata in SAD non è di facile calcolo, ma gli ultimi dati estrapolati dal catalogo ufficiale pubblicato dal Ministero dell’Ambiente nel 2019, dunque relativi al 2018, parlano di cifre preoccupanti.

Nel solo 2018, infatti, ben 19,7 miliardi di euro sono stati destinati a sussidi ambientalmente dannosi. Il 90% di questi sono stati impiegati per finanziare ancora una volta – e in barba a tutti gli impegni europei presi – fonti fossili e dunque, sostanzialmente, per generare ulteriore inquinamento.

A queste cifre vanno poi aggiunte le somme necessarie a tamponare gli effetti generati dai SAD; effetti che pesano sulla spesa pubblicano e che riguardano anche la nostra salute e dunque il nostro sistema sanitario nazionale. Si tratta, anche in questo caso, di cifre molto elevate: l’Ufficio Studi del Senato parla di 50 miliardi di euro.

Trasformare i SAD in SAF

Proposte di trasformazione dei SAD in SAF (sussidi ambientalmente favorevoli) esistono: alcune sono state avanzate dagli stessi cittadini attraverso una consultazione pubblica, altre sono state avanzate anche da Europa Verde, che attraverso un Green Book scaricabile gratuitamente aveva analizzato sette SAD e le relative modalità di trasformazione in SAF. Per intervenire su un problema evidente del nostro Paese, lo scorso anno è stata creata anche una commissione con il compito specifico di studiare come trasformare i sussidi dannosi in sussidi favorevoli all’ambiente.

Una sfida social per l’ambiente

Per dire no ai SAD parte proprio oggi la campagna “19×19 diamoci un taglio”, promossa da Europa Verde con l’intento di fare pressione politica affinché una volta per tutta ci si decida a dire addio a questi investimenti che danneggiano ambiente, economia e salute.

L’idea è quella di una sorta di sfida social, accompagnata dall’hashtag 19×19, che vuole coinvolgere e sensibilizzare il numero più ampio di cittadini su una tematica davvero fondamentale per la lotta alla crisi climatica.

Dunque che la sfida abbia inizio!

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