La crisi climatica sposta l'asse terrestre
Realistic Earth Planet, rotating on its axis in space against the background of the star sky. Seamless loop. Astronomy and science concept. Night city lights. Elements of image furnished by NASA

Uno spostamento innaturale

Non passa praticamente giorno senza scoprire nuovi e sempre più inquietanti effetti dei cambiamenti climatici in corso sul Pianeta Terra ad opera dell’uomo. E’ di questi giorni ad esempio, la pubblicazione di uno studio sulla rivista Geophysical Research Letters ad opera di diversi scienziati e ricercatori cinesi e americani, che hanno accertato un rapido e “innaturale” spostamento dell’asse terrestre nel corso degli ultimi decenni.

Nel corso della sua storia, la terra ha più volte visto modificare il proprio asse, quella linea immaginaria che unisce il Polo Nord e il Polo Sud, capace di influenzare direttamente e profondamente tutto il clima terrestre e, di conseguenza, la vita sulla Terra. Il problema, per tutti noi, nasce dal fatto che fino ad oggi tali cambiamenti erano il frutto di eventi naturali, come ad esempio la deriva dei Continenti, eventi per loro natura molto lenti ai quali la vita ha sempre avuto tempo e modo per adattarvisi.

La velocità di spostamento è aumentata di 17 volte

Quello che i ricercatori hanno scoperto però è una forte accelerazione della velocità di spostamento dei Poli che, nel periodo 1995 – 2000, si sono mossi 17 volte più rapidamente rispetto a quanto accaduto tra il 1981 e il 1995. Un’accelerazione impressionante, non spiegabile naturalmente, che gli scienziati attribuiscono allo scioglimento dei ghiacciai e all’alleggerimento delle falde acquifere a livello planetario.

Quali sono le cause?

Il massiccio consumo di acqua dolce infatti, specie per scopi irrigui e agricoli, ha riversato negli ultimi decenni una enorme quantità di acqua negli oceani, cui si è aggiunta quella derivante dallo scioglimento dei ghiacci dei Poli. Il risultato è stato uno spostamento di massa di portata e di peso tale da spostare, letteralmente, l’asse terrestre e causare il movimento dei Poli.

Cosa aspettarci?

Gli studiosi ancora non sanno valutare gli effetti dei cambiamenti già avvenuti sull’asse terrestre ma temono che l’accelerazione in corso dello scioglimento dei ghiacciai nei Poli possa provocare un aumento esponenziale della velocità di spostamento dei Poli con conseguenze imprevedibili sul clima terrestre.

E’ l’ennesimo grido d’allarme della Comunità scientifica mondiale che, aldilà di roboanti dichiarazioni d’impegno e Summit tra i leader del Pianeta, utili più a riempire le prime pagine dei giornali che ad altro, non ha portato ancora a reali inversioni di rotta sulle emissioni di gas serra.

La verità è che, passata la crisi pandemica, nel 2021 le emissioni globali torneranno a crescere, trainate dalle emissioni di Paesi come la Cina che non riesce a fare a meno delle centinaia di centrali a carbone presenti sul suo territorio. Del resto, noi italiani non possiamo certo vantarci di scelte lungimiranti, se è vero che il Recovery Plan presentato dal Governo Draghi punta ancora sul gas e sull’idrogeno da fonti fossili come strumenti per la transizione energetica e la decarbonizzazione dell’economia.

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