HomeBiodiversitàAnimaliUna norma di civiltà: farmaci equivalenti per gli animali

Una norma di civiltà: farmaci equivalenti per gli animali

Curare risparmiando

Con la firma del decreto attuativo da parte del Ministro della Salute Speranza finalmente in Italia si potrà prescrivere per il proprio animale domestico un farmaco ad uso umano che contenga lo stesso principio attivo del medicinale ad uso veterinario, consentendo alle persone un notevole risparmio di spesa.

Si tratta di un cambiamento proposto dalla nota associazione animalista LAV (Lega Antivivisezione), la quale ha fatto pressione sul governo e sul parlamento con la campagna #curiamolitutti cominciata nel 2018, ottenendo un risultato concreto.

Secondo i dati rilevati dall’associazione e presentati nel loro comunicato stampa del 14 aprile, in occasione della firma del ministro, tutto ciò comporterà dei vantaggi non da poco per un paese dove vivono milioni di famiglie che hanno serie difficoltà economiche. Infatti “se il cane o il gatto avranno la gastrite si potranno risparmiare 20 euro per ogni confezione, mentre per una patologia cronica come la cardiopatia si potranno risparmiare 334 euro all’anno (per un cane di 20 kg) e ben 524 euro se ha bisogno anche del diuretico. E se il suo problema è la dermatite atopica, si potranno risparmiare ben 432,44 euro per un ciclo di terapia”. Teniamo conto che la disoccupazione in Italia è cresciuta a dismisura nell’ultimo anno, causa blocco delle attività economiche con conseguenti mancati rinnovi di contratto per centinaia di migliaia di lavoratori e soprattutto lavoratrici. A febbraio 2021, secondo dati Istat, gli occupati erano 22.197.000, ovvero 945.000 in meno rispetto a febbraio 2020. Certamente molti lavoratori che avevano un contratto a tempo determinato ma anche molti lavoratori autonomi sono coinvolti in questo fenomeno per nulla incoraggiante.

Un risparmio per le famiglie, ma anche per gli enti pubblici

La povertà che avanza e le prospettive ancora nebulose per il prossimo futuro non incoraggiano di sicuro le persone a pensare di adottare un cane o un gatto da un canile, sapendo quanto le spese di mantenimento e cura siano comunque sempre consistenti nel bilancio di una famiglia. Questo provvedimento però viene in aiuto a tutti coloro che invece accetteranno la sfida e l’impegno di ospitare un animale domestico in casa. Si impedirà così che molti animali vengano abbandonati o che le spese per curarli siano viste come un lusso per pochi.

Anche le amministrazioni comunali, le ASL e le associazioni di volontari che gestiscono i canili avranno una consistente diminuzione di spesa visto l’evidente risparmio nell’acquisto del farmaco equivalente rispetto ad uno specifico per animali. Infatti, sempre in riferimento al comunicato LAV, se consideriamo che il farmaco veterinario con lo stesso principio attivo costa in media quattro volte di più rispetto a quello umano, su una spesa annua, ad esempio, di 15.000 euro relativa a farmaci equivalenti, i Comuni ne risparmieranno ben 11.250. Si tratta quindi di un risultato che alleggerisce non solo le spese per le famiglie ma anche per gli enti pubblici.

Nuovi obiettivi

Le proposte della LAV non si fermano qui, individuando per esempio due altri grandi obiettivi da raggiungere il prima possibile: l’abbassamento delll’IVA per le prestazioni veterinarie e per il cibo per animali (oggi al 22%) e l’aumento delle detrazioni per le spese veterinarie, che attualmente sono rimborsabili solo in minima parte, infatti oggi il massimo detraibile è di appena 73,59 euro, indipendentemente dal numero di animali posseduti. Qualcosa di illogico che non tiene conto del fatto che molte persone traggono benefici psicologici e fisici dalla compagnia dei loro cani e gatti.

Lorenzo Chemello
Lorenzo Chemello
Insegnante precario di italiano e storia da sempre interessato alla politica come mezzo di lotta per cambiare la società. Ha lavorato all’estero in Portogallo e Germania dove afferma di aver capito quanto sia necessaria un’Europa unita.

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