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Muoversi in bici combatte l’inquinamento e migliora la salute

Italia seconda in Europa per decessi dovuti alle polveri sottili

Le nostre città, sempre più grandi sono anche sempre più calde e più inquinate.
Il Belpaese risulta essere il secondo, dopo la Germania, per numero di decessi dovuti alle polveri sottili PM 2,5. Ai 63.100 decessi registrati in Germania e i 52.300 morti in Italia seguono la Polonia con 46.300 e la Francia con 33.100. Ma se sommiamo questi ai dati drammatici delle conseguenze del biossido d’azoto, dove l’Italia si colloca in cima alla triste classifica con 10.400 decessi, arriviamo al dato di 65.700 decessi prematuri registrati nel nostro Paese.

Muoversi in bici per combattere l’inquinamento

Negli ultimi anni, e in particolare dal 2020, grazie anche alla pandemia da Covid-19, diverse amministrazioni, soprattutto con un’impronta ambientalista, stanno cercando di porre un rimedio alla scarsa qualità dell’aria e l’aumento della C02, responsabile dei cambiamenti climatici, promuovendo la mobilità ciclabile. Un processo non semplice da gestire e da attuare, in un Paese come il nostro, fortemente motorizzato e spesso con enti locali sull’orlo del fallimento per via dei debiti accumulati nel tempo.

Secondo le ultime stime, in Italia, ogni 1000 abitanti, ci sono 646 automobili. Il nostro Paese è il secondo nell’Unione europea per tasso di motorizzazione. Fa meglio solo in ricco Lussemburgo, 676 auto ogni mille abitanti.

Perché promuovere la mobilità su due ruote?

L’utilizzo delle due ruote ci permette di:

  • Ridurre il rischio di morte prematura per cardiopatologie, tumorali
  • Ridurre il rischio di insorgenza del diabete;
  • Ridurre il rischio dell’ipertensione;
  • Contribuire a ridurre la pressione sanguigna in soggetti già affetti da ipertensione;
  • Ridurre le sensazioni di depressione e ansia;
  • Aiutare a tenere sotto controllo il peso;
  • Aiutare a costruire e mantenere sane ossa, muscolatura e giunture;
  • Aiutare gli anziani ad acquisire forza e a muoversi con maggiore sicurezza senza cadere;
  • Promuovere il benessere psicologico.

Come detto, l’uso della bicicletta aiuta a tenere sotto controllo il nostro peso. Un fattore che molto spesso non viene tenuto in considerazione né dalle amministrazioni nelle scelte urbanistiche né tanto meno quando si attuano politiche sanitarie per ridurre i costi di assistenza sanitaria.

In tanti si saranno almeno chiesti una volta nella vita: “Quanti soldi spende lo Stato per curare chi è in sovrappeso e ha sviluppato delle patologie per l’eccessivo peso?”

Ecco proprio queste domande-riflessioni sul ‘tema dell’obesità’ e sulle conseguenze ad essa connesse d’ora in poi dovranno spingerci a sviluppare di più e meglio, rispetto al passato e al presente, la “ciclabilità urbana”, se vorremo davvero contribuire non solo alla salute pubblica, ma anche alla riduzione di spese sanitarie che gravano sulle tasche dei cittadini.

Costi sociali limitati: il caso dei Paesi Bassi

I dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano, ad esempio, che i Paesi Bassi (nazione in cui il clima di certo non è dei più caldi) hanno le più basse percentuali di incidenti stradali. Questi ultimi hanno costi sanitari importanti sul SSN (servizio sanitario nazionale).

Le biciclette permettono, inoltre, di risparmiare tempo negli spostamenti cittadini, evitano il consumo di suolo per i parcheggi e riducono l’inquinamento atmosferico.

Dunque, l’utilizzo intensivo delle due ruote ci permette di tutelare la nostra salute, le nostre tasche e non ultimo l’ambiente!

 

Ottavio Currà
Ottavio Currà
Classe 1995, nato a Torino, è attualmente Studente di Scienze Politiche e Sociali. Ha un grande passione per il giornalismo ed è particolarmente attento ai temi dell'ambiente e della criminalità organizzata.

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