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L’Europa che cede ai costruttori di automobili

L’abbandono delle auto inquinanti

L’abbandono definitivo dei tradizionali motori endotermici sulle automobili, diesel e benzina per capirci, è oramai chiaro a tutti essere diventata una questione di “quando” e non più del “se”. Diversi Stati europei hanno già fissato delle date indicative a partire dalle quali sarà vietata la vendita di automobili che non siano emissioni zero.

Norvegia e Olanda ad esempio, hanno fissato questa data al 2025, praticamente domani nell’orizzonte industriale; scelta facile per un Paese come la Norvegia dove già oggi su 100 auto vendute, ben 80 sono spinte da alimentazione elettrica, totale o parziale con le plug-in. Altri Stati, come Svezia, Danimarca e Germania, hanno indicato nel 2030 l’anno dell’abbandono definitivo del motore termico mentre altri, tra cui l’Italia, stanno ragionando sul 2035.

Il ruolo dell’Unione Europea

In questo ambito, un ruolo decisivo lo riveste l’Unione Europea che, fissando i limiti di emissione di gas di scarico, ha avuto un ruolo determinante nell’evoluzione della tecnologia dei motori e lo avrà in futuro per l’abbandono definitivo di questa tecnologia del 900°.

Lo strumento è quello appunto degli standard emissivi, che dal 2014 è quello noto a noi comuni automobilisti come “Euro 6”. Da tempo, l’UE sta discutendo i prossimi standard emissivi Euro VII ed è notizia di questi giorni che l’Agves (Advisory Group on Vehicle Emission Standards), l’organismo tecnico incaricato di supportare l’Europa nelle sue decisioni su tale materia, ha rivisto le sue raccomandazioni originarie, presentando i nuovi limiti di NOx “tecnicamente raggiungibili” da parte delle imprese automobilistiche innalzandone la tolleranza da 10 a 30 milligrammi per chilometro.

Le pressioni da parte dell’industria dell’auto

Questo è il risultato di una intensa attività di lobbying, di pressione verso l’Avges e la Commissione europea portata avanti dall’industria dell’auto e da alcuni Paesi europei, Germania e Francia su tutti, molto preoccupati delle conseguenze delle prime raccomandazioni dell’Agves, presentate ad ottobre, in cui i limiti emissivi raccomandati erano stati considerati irraggiungibili e irrealizzabili. Secondo Carlos Tavares ad esempio, il nuovo Ceo di Stellantis, l’azienda nata dalla fusione di Fiat e Psa, con i limiti proposti ad ottobre sarebbe stato impossibile vendere auto termiche.

Una vittoria di Pirro

La vicenda è ancora più assurda però se si pensa che il nuovo standard emissivo Euro VII, considerati i tempi di consultazione e approvazione, dovrebbe entrare in vigore non prima del 2025, quando oramai già alcuni Paesi avranno abbandonato il motore e sicuramente la tecnologia della trazione elettrica avrà raggiunto livelli ben più alti degli attuali, con l’avvento delle batterie allo stato solido e costi notevolmente abbattuti.

Insomma una vittoria di Pirro quella dei lobbisti del motore termico. Triste vedere l’Unione europea cedere a richieste oramai insostenibili, con la scusa di difendere posti di lavori comunque destinati a cambiare per non scomparire del tutto.

Domenico Belli
Domenico Belli
Appassionato del mondo dell’energia e della mobilità sostenibile, è consulente legale del Ministero dell’Ambiente in materia di fonti rinnovabili ed Emission Trading Scheme dal 2015. Ha lavorato in Greenpeace Italia come Responsabile della Campagna nazionale Clima ed Energia e supportato amministrazioni pubbliche nazionali e locali nel campo delle politiche energetiche.

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