Una spirale di microplastiche avvolge il Pianeta

Le microplastiche invadono l’atmosfera

Una lunga spirale che circonda il globo: questa è l’immagine che un recente studio elaborato da un gruppo di ricercatori della Cornell e della Utah State University offre delle microplastiche disperse nella nostra atmosfera.

Quello della plastica dispersa nell’ambiente è senza dubbio uno dei temi caldi in materia di ambientalismo e di tutela del Pianeta, tuttavia fino ad oggi gran parte degli studi si sono concentrati sulla presenza della plastica nei fiumi e negli oceani, dedicando invece un’attenzione minore all’impatto che l’uso sfrenato di questo materiale ha nell’atmosfera terrestre.

Il ciclo della plastica che sta distruggendo il Pianeta

Quello che emerge invece da questo nuovo studio è un preoccupante circolo vizioso che vede le microplastiche protagoniste di una sorta di ciclo che parte dalle terre e dalle acque per poi arrivare a permeare tutto l’ambiente.

Quel che in sostanza accade è che i rifiuti in plastica, accumulatisi nel corso di numerosi decenni, iniziano pian piano a scomporsi in pezzi sempre più piccoli, fino a diventare delle microparticelle che, con grande facilità, finiscono nell’atmosfera e vengono trasportate da un continente all’altro. Il risultato è che l’ambiente si ritrova ad essere saturo di queste microplastiche; “Abbiamo trovato moltissimo inquinamento da plastica ovunque guardassimo; viaggia attraverso l’atmosfera e si deposita in tutto il mondo”, ha Janice Brahney, una della principali autrici dello studio.

Per comprenderne la provenienza, i ricercatori hanno preso in esame 300 campioni di microparticelle di plastica dispersi nell’aria di 11 diversi siti degli Stati Uniti occidentali e quel che è sorprendentemente emerso è che quasi in nessun caso si trattava di microplastiche che potevano aver avuto origine dai rifiuti generati all’interno delle città.

Nell’84% dei casi, infatti, queste particelle che pervadono l’atmosfera provengono dalle strade, un 11% ha origine dagli oceani e un restante 5% è da imputare alla polvere dei terreni agricoli.

Cosa significano questi dati? Significano esattamente quello a cui si faceva cenno poc’anzi: che ciò a cui stiamo assistendo può essere considerato un vero e proprio ciclo della plastica. Plastica che si accumula negli oceani e nei terreni, che si decompone e che così entra nell’atmosfera per poi riversarsi nuovamente nelle acque e sul suolo con risultati devastanti sia per il Pianeta sia per la salute umana (sono ormai noti, ad esempio, gli effetti che le microplastiche hanno sul tessuto polmonare).

Gestire meglio la plastica per salvare il Pianeta

Quel che preoccupa è che, nonostante alcune decisioni positive prese negli ultimi anni – come la Direttiva UE sulla plastica monouso – il trend dell’inquinamento da plastica risulta purtroppo in crescita e anche gli scienziati impegnati in questo studio evidenziamo come sia difficile tracciare un quadro esatto di come avvenga il trasporto e la diffusione delle microplastiche dell’atmosfera, questione sulla quale appare ormai prioritario condurre ulteriori e più approfonditi studi.

Come ben spiegato dalla Professoressa della Cornell University, Natalie Mahowald, “Quello che stiamo vedendo in questo momento è un accumulo di plastica mal gestita che sta continuando ad aumentare. Alcuni pensano che sia destinata ad aumentare di dieci volte per decennio. Ma forse se riuscissimo a gestire le nostre plastiche, potremmo risolvere questo problema prima che diventi enorme, prima che si accumulino nell’ambiente e finiscano col vorticare ovunque”.

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