Provoste

Chi è Yasna Provoste

Yasna Provoste (DC) è stata eletta presidentessa del Senato di Santiago del Cile, diventando la prima donna indigena di discendenza Diaguita e la terza a ricoprire un’alta carica dello Stato.

Provoste è stata in passato ministra dell’Istruzione durante il governo Bachelet, ed è ritornata al governo quasi 13 anni dopo la procedura di impeachment che la coinvolse nell’aprile 2008 con la conseguente perdita dell’incarico e la squalifica per cinque anni dal ricoprire cariche pubbliche.

Dall’opposizione la senatrice chiede di legiferare, dialogare e risolvere i problemi del Cile reale, evitando di «perdersi in dispute permanenti e irrilevanti sui poteri dell’Esecutivo e del Congresso in materia di emergenze e progetti».

Diritti umani al centro

Nel suo discorso d’insediamento, la parlamentare ha sottolineato la distanza con l’attuale amministrazione del presidente Piñera, toccando alcune tematiche importanti per il Paese, in primis le violazioni dei diritti umani che si sono ulteriormente verificate a seguito della pandemia.

«Non mi sento umiliata, né credo di abbassare l’investitura di questa posizione quando chiedo che venga posta fine a questa barbarie insensibile e istituzionalmente naturalizzata», afferma Provoste, facendo riferimento alla limitazione delle libertà del popolo cileno e l’inasprimento dell’intervento dei carabineros e dei militari già denunciate nel 2019 dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani (UNHCR).

Secondo la senatrice, per intraprendere un reale cambiamento è necessaria una riforma del modello attuale che possa garantire la presenza di una reale forza di polizia che tuteli i cittadini dalla criminalità e dalla corruzione.

Contro la privatizzazione dell’acqua

Un’altra questione importante riguarda una riforma già discussa in passato e fa riferimento ad una questione annosa che affligge il Paese da decenni: ovvero, la privatizzazione dell’acqua.

Il sistema di gestione privata delle risorse idriche risale alla dittatura militare di Pinochet ed è rimasta tale fino agli ultimi anni, quando il popolo ha cominciato a protestare e a chiedere di rendere l’acqua un bene pubblico.

L’emergenza climatica ha reso sempre più drammatica la scarsità di acqua, infatti si prevede che entro il 2070 la disponibilità di acqua a Santiago del Cile crollerà del 40%.

Con un acquedotto che funziona a singhiozzi, il conseguente aumento esorbitante dei prezzi congiuntamente all’inazione politica, questa situazione critica ha portato i cittadini a manifestare e ad istituire un vero e proprio Movimiento por la Recuperaciòn del Agua y la Vida, affinché si dia priorità al consumo umano dell’acqua.

Tra le altre priorità dell’agenda parlamentare, infine, non mancano la riforma sul reddito di base universale, la legge sulle adozioni e la cancellazione parziale dei debiti accumulati dai prestiti universitari.

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