La protesta per il clima arriva sott'acqua

I Fridays For Future di nuovo in piazza per la salvaguardia del Pianeta

Oggi, 19 marzo, le attiviste e gli attivisti di tutto il mondo tornano a far sentire la propria voce per chiedere che azioni urgenti vengano finalmente messe in campo dai governi per combattere la crisi climatica che stiamo attraversando.

L’assoluta necessità di intervenire immediatamente per cambiare rotta prima che sia troppo tardi ha infatti spinto i Fridays For Future ad organizzare una nuova Giornata mondiale di azione per il clima che, significativamente, ha preso forma sotto lo slogan “Basta false promesse”.

Già qualche mese fa, in occasione del World Economic Forum di Davos, Greta Thunberg aveva evidenziato quanto gli obiettivi prefissati dai potenti del mondo per fronteggiare l’emergenza climatica fossero assolutamente insufficienti e pensati su una prospettiva temporale che non possiamo più permetterci se vogliamo salvare non solo il Pianeta, ma anche noi stessi.

Oggi milioni di giovani in tutto il mondo hanno deciso di mobilitarsi di nuovo per ribadire che “il tempo dei piccoli passi è finito”; tante le iniziative sia fisiche che online previste. Nel nostro Paese numerose piazze da Nord a Sud stanno ospitando azioni organizzate nel pieno rispetto delle norme anti-contagio e, come già avvenuto in passato, non mancheranno eventi online, come quello prevista per le 18,30 con una videochiamata su Zoom e un gigantesco Social Bombing.

Protesta nell’Oceano Indiano

Ma, forse ancor più durante una pandemia che ci ha costretti a ripensare tanti aspetti delle nostre vite, ognuno trova il proprio modo di esprimere il dissenso. Così è accaduto che c’è chi ha deciso di protestare in pieno Oceano Indiano.

A Saya de Malha Bank, a Nord delle Mauritius, la scienziata e attivista dei FFF, Shaama Sandooyea ha infatti dato vita al primo sciopero per il clima sott’acqua. La giovane studiosa ha scelto significativamente di immergersi in un punto dell’Oceano Indiano che ospita una delle più vaste praterie di piante acquatiche del mondo; un ecosistema chiave per la regolazione delle temperature del Pianeta, in quanto capace di assorbire una parte della Co2 presente nell’atmosfera.

Il ruolo degli Oceani è fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, tuttavia essi stessi sono messi in grave pericolo soprattutto dall’aumento costante di gas serra, che sta provocando un innalzamento della temperatura delle acque, oltre che una significativa riduzione dell’ossigeno disciolto al loro interno, con conseguenze molto gravi sia in termini di biodiversità che di rischio di fenomeni meteorologici sempre più violenti.

Non possiamo continuare a temporeggiare sulla crisi climatica”, ha dichiarato Shaama Sandooyea, che ha poi spiegato le ragioni della sua particolare protesta: “Ho manifestato in questa bellissima e remota area dell’Oceano Indiano per consegnare un semplice messaggio, abbiamo bisogno di un’azione per il clima e ne abbiamo bisogno ora. È ora che i governi di tutto il mondo prendano sul serio la crisi climatica e agiscano da subito per la riduzione delle emissioni e la protezione dei nostri oceani”.

Una protesta, quella della giovane scienziata, che è già diventata un simbolo di questa Giornata mondiale di azione per il clima e che ci auguriamo non passi inosservata soprattutto agli occhi di chi ha il compito di portare avanti politiche coraggiose me necessarie per salvare il nostro Pianeta.

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