Ad Alex Langer la cittadinanza onoraria

Il conferimento per aver promosso la pace in Bosnia

Alex Langer l’ecologista, il costruttore di ponti, l’uomo e il politico che aveva compreso che per riconvertire la nostra società e renderla veramente sostenibile era necessario, prima di ogni altra cosa, un cambio di passo in termini culturali. Non più una cultura del profitto, dell’antagonismo, ma una cultura del limite, mossa da un principio innovativo che, come ricorda Marco Boato nel suo Green Book, potrebbe essere sintetizzato nel motto lentius, profundius, soavius (più lento, più profondo, più dolce).

Ma Alex Langer non è stato solo questo, Alex Langer è stato anche un pacifista, un uomo che per la pace si è battuto, che ha fatto sentire la propria voce contro gli orrori di una guerra cruenta come quella che tra il 1992 e il 1995 ha devastato la Bosnia. Per questo oggi, pochi giorni dopo quello che sarebbe stato il suo settantacinquesimo compleanno, la città di Sarajevo ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria, riconoscendo Langer come il politico europeo che più si è battuto per il raggiungimento della pace nella ex Jugoslavia e soprattutto per la difesa di Sarajevo.

L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”

Nel suo ruolo di europarlamentare, Langer aveva iniziato a stringere rapporti con l’ex Jugoslavia già a partire dal settembre del 1991 prima attraverso la “Carovana europea della pace” e poi con il “Forum di Verona per la pace e riconciliazione”. In seguito allo scoppio della guerra, i suoi rapporti si fecero particolarmente stretti con la multietnica città di Tuzla e col suo sindaco, Selim Beslagic. Proprio il massacro di Tuzla, che nel maggio del 1995 causò la morte di 71 persone, fu probabilmente una delle ragioni che spinse Langer a recarsi un mese dopo, insieme a una delegazione europea da lui guidata, nella città di Cannes, dove si stava svolgendo un vertice dei Capi di Stato e dei governi europei.

Voi state a guardare e non fate niente, mentre il nuovo fascismo ci sta bombardando: se non intervenite per fermarli, voi che potete, siete complici, è impossibile che non vi rendiate conto”, aveva scritto il sindaco di Tuzla in un messaggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU dopo la strage e Alex Langer aveva deciso che restare a guardare non era più possibile.

In questa occasione presenta il suo celebre appello “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo” e chiede al Presidente francese Jacques Chirac un intervento della polizia internazionale per porre fine all’assedio di Sarajevo, in corso da ormai tre anni. Risposta negativa.

Il 3 luglio del 1995 Alex Langer decide di togliersi la vita, appena qualche giorno dopo si consuma il genocidio di Srebrenica: più di 8.000 musulmani bosniaci vengono massacrati dall’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Una strage che, forse, se l’appello di Langer fosse stato ascoltato si sarebbe potuta evitare.

Per questo suo impegno, per il tentativo di fermare uno dei conflitti più sanguinosi degli ultimi decenni oggi Sarajevo lo ricorda e gli riconosce la cittadinanza onoraria.

Un gesto accolto con “commozione e gratitudine” dai Verdi italiani e da Europa Verde, che attraverso le parole di Marco Boato hanno sottolineato come “il riconoscimento ad Alexander Langer sia un segno eloquente della consapevolezza del suo straordinario impegno per la pace, la riconciliazione e la convivenza inter-etnica”.

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