HomeClimaEconomia ecologicaLe arance di Siviglia si trasformano in energia elettrica

Le arance di Siviglia si trasformano in energia elettrica

Siviglia città delle arance amare

Siviglia è (stata) una delle mete turistiche più frequentate della Spagna, almeno fino a quando il Covid non ha deciso di rovinare la festa. Famosa per la bellezza dei suoi vicoli e delle piazze, per il flamenco che risuona nei locali, lo è meno per la fragranza di arancio che si respira passeggiando per le strade in questo periodo dell’anno.

E si perché a Siviglia sono censiti ben 47.776 alberi di arancia amara, una particolare qualità di questo frutto, ideale per le marmellate e meno per le spremute. Il 2021 è un anno particolarmente favorevole per le arance: temperature ideali e il giusto freddo si calcola porteranno gli alberi della città andalusa a produrre circa 5,7 milioni di chili di frutti e ciò, aldilà dell’indubbio piacere visivo e olfattivo, crea notevoli problemi di gestione.

Il primo problema è la raccolta dei frutti: lasciar cadere a terra decine di migliaia di arance crea enormi problemi igienici ed ecco perché una squadra di 150/200 persone, a seconda della stagione, viene dedicata nei mesi di febbraio e marzo alla raccolta con turni impegnativi e certamente faticosi.

Niente sprechi: le arance diventano energia elettrica

Il secondo problema è l’utilizzo e lo smaltimento di questa enorme quantità di biomassa. Un’antica tradizione iniziata dai monarchi spagnoli Alfonso XIII e Victoria Eugenia, è quella di rifornire la Regina d’Inghilterra della marmellata di arance amare raccolte nel Real Alcazar, il meraviglioso palazzo reale costruito dal Re Pietro di Castiglia nel XIV° secolo, di cui pare anche la Regina Elisabetta sia molto ghiotta. Per quanto possa esserlo però, Buckingham Palace non può certo smaltire l’enorme quantità di arance prodotte ogni anno a Siviglia ed ecco perché quest’anno partirà la seconda fase di un progetto sperimentale di produzione di energia elettrica da biometano.

L’iniziativa è della Emasesa, la società pubblica che si occupa della gestione delle acque, che vuole produrre energia elettrica grazie al metano prodotto dalla fermentazione delle arance. L’idea sfrutta una tecnologia oramai piuttosto matura che parte dalla fermentazione della biomassa, la purificazione del biometano generato grazie al lavoro instancabile dei batteri che poi alimenta una piccola turbina a gas, voilà.

L’obiettivo della Emasesa è strutturare un processo di smaltimento completo che porti a produrre energia elettrica pulita e biometano per gli autobus della città, un esempio classico di economia circolare, oggi “facile” da realizzare, sempre che la Regina d’Inghilterra non si metta di traverso.

Domenico Belli
Domenico Belli
Appassionato del mondo dell’energia e della mobilità sostenibile, è consulente legale del Ministero dell’Ambiente in materia di fonti rinnovabili ed Emission Trading Scheme dal 2015. Ha lavorato in Greenpeace Italia come Responsabile della Campagna nazionale Clima ed Energia e supportato amministrazioni pubbliche nazionali e locali nel campo delle politiche energetiche.

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