HomeecologicaBiodiversitàIl Platano di Curinga tra i finalisti dell'European Tree of the Year

Il Platano di Curinga tra i finalisti dell’European Tree of the Year

Votazioni in corso

C’è ancora qualche giorno di tempo, fino al 28 febbraio, per votare il millenario e maestoso platano di Curinga (comune situato nella provincia di Catanzaro), già vincitore dell’Albero italiano 2020, unico candidato a rappresentare l’Italia nel contest “Albero europeo dell’anno”.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Environmental Partnership Association (EPA), e l’albero più amato d’Italia ora punta l’Europa.

Quest’anno, al concorso, partecipano 14 alberi provenienti da diversi paesi europei: Italia, Portogallo, Bulgaria, Croazia, Francia e Regno Unito.

La votazione può essere effettuata sul sito ufficiale dell’associazione: https://www.treeoftheyear.org/Stromy/Curinga-Plane-Tree .

Le caratteristiche del Platano

Per gli abitanti di Curinga è il “Gigante Buono”, con la sua imponente altezza di 31,5 metri e la circonferenza del tronco che misura 14,75 metri. Quest’ultimo è completamente cavo e ha un’apertura larga più di 3 metri. Date le sue grandi dimensioni della circonferenza è oggi considerato il platano più grande d’Italia”.

Calabria protagonista

Il maestoso platano rappresenta una bellissima vetrina sia nazionale che europea, per una regione che vanta un ricchissimo patrimonio di biodiversità ambientale (circa il (67%) del territorio della Calabria, è ricoperto da foreste).

 Sempre in questa regione, sull’altipiano della Sila (provincia di Cosenza), si conservano alberi alti fino a 45 metri, dal tronco largo 2 e dall’età straordinaria di 350 anni, testimoni delle antiche selve silane.

Questi alberi di grosse dimensioni (pini larici), situati nella Riserva Naturale istituita nel 1987 vengono, infatti, definiti i “Giganti della Sila”  o Giganti di Fallistro”.

Attualmente, i pini presenti nell’area protetta (che è gestita dal FAI, Fondo Ambiente Italiano) sono 58. Ogni albero secolare è stato catalogato, in passato, dal Corpo Forestale dello Stato e le sue caratteristiche sono evidenziate in specifiche tabelle in prossimità di ciascun esemplare e, nell’areale circostante, oltre al pino laricio, sono presenti anche meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani, di cui sette, situati ai margini della Riserva, sono centenari.

Lungo gli appennini calabro-lucani si trova anche un bosco ultracentenario con oltre 60 esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo. Un patrimonio da tutelare e da valorizzare in tutto il suo splendore.

Ottavio Currà
Ottavio Currà
Classe 1995, nato a Torino, è attualmente Studente di Scienze Politiche e Sociali. Ha un grande passione per il giornalismo ed è particolarmente attento ai temi dell'ambiente e della criminalità organizzata.

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