Home Uomo e Ambiente Lavoro Il lavoro agile visto dagli ecologisti: pro e contro

Il lavoro agile visto dagli ecologisti: pro e contro

Vantaggi e svantaggi del lavoro agile

Uno dei principali mutamenti che ci lascerà il periodo di emergenza sanitaria è sicuramente un cambio, un’accelerazione nei processi di trasformazione della modalità di lavoro dei dipendenti nei settori pubblico e privato verso il cosiddetto lavoro agile (smart working in inglese). Chiariamo che non stiamo parlando di telelavoro che è presente in alcune aziende italiane e multinazionali che ha già una sua regolamentazione specifica.

Il lavoro agile è una modalità lavorativa già da anni diffusa all’estero ma ha sempre trovato resistenza in Italia per diversi fattori che vanno dalle difficoltà pratiche, ai costi di adeguamento a livello tecnologico, ad una scarsa organizzazione interna soprattutto nelle piccole medie imprese e ad una mentalità ostica verso questa forma di lavoro che da molti era ed in parte ancora oggi è ritenuta un vero e proprio benefit.

Nel 2020 come sappiamo si è innescata una fase che purtroppo più che un cambiamento graduale ha lasciato spazio piuttosto all’improvvisazione del momento dovuta alla necessità per le imprese e le PA a garantire comunque un servizio minimo ai loro fruitori di servizi.

Dopo circa un anno abbiamo raccolto un po’ di feedback che sono sia positivi che negativi.

  1. Risparmio di costi

– per le imprese (vantaggio): minori costi per strutture e utilizzo delle attrezzature interne, risparmio energetico, sui pasti, sui servizi accessori (ma per una parte delle aziende sono costi fissi; diverso sarebbe se il lavoro agile diventasse strutturale e regolamentato in modo apposito).

– per i dipendenti (vantaggio): minori costi di trasferimento (mezzi pubblici o auto personale), per i pasti (per quelli che non hanno dei servizi mensa aziendali ne buoni pasto). A carico dei dipendenti rimangono i maggiori oneri per l’utilizzo della rete, del pc, del telefono personale oltre che delle utenze domestiche.

  1. Indipendenza

– per i dipendenti (valutazione incerta) : in alcuni casi, per come è stato gestito il lavoro agile nell’attuale fase di emergenza, c’è maggiore possibilità di gestire e organizzare il lavoro in termini di tempo e di conseguenza il proprio tempo libero, con lo svantaggio però che spesso l’orario si dilata con chiamate e richieste di prestazioni anche oltre la normale fascia oraria lavorativa (anche senza riconoscimento della prestazione economica straordinaria) e una reperibilità illimitata.

Si acquisiscono maggiori spazi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro a patto di avere un’abitazione adeguata alle persone interessate dal lavoro agile e dalla didattica a distanza. Da remoto si lavora mediamente di piùin Italia, secondo le stime di Bloomberg, rispetto al pre pandemia l’aumento medio è stato di un’ora al giorno, mentre in Paesi come Usa, UK e Austria la giornata lavorativa si è allungata di due ore e mezza. 

– per le imprese (incerto): controllo a distanza dell’attività lavorativa per garantire livelli soddisfacenti della produttività. (il giudizio incerto nasce da una valutazione generale, che però non ci trova in accordo)

3. Qualità della vita del lavoratore (svantaggio)

La metratura, la disposizione degli spazi domestici dove viene resa la prestazione lavorativa, l’illuminazione, la compresenza degli altri membri della famiglia con le loro rispettive esigenze sono dei parametri assolutamente ignorati dal datore di lavoro. In un documento del 26/1/2021 il Parlamento europeo segnala il rischio di problemi di salute con una connettività costante.

Il riposo è essenziale per il proprio benessere e la connettività costante al lavoro ha delle conseguenze sulla salute. Lavorare e rimanere seduti di fronte a uno schermo troppo a lungo riduce la capacità di concentrazione, causa un sovraccarico cognitivo ed emotivo e può essere alla base di emicranie, affaticamento degli occhi, senso di affaticamento, deprivazione del sonno, ansia o burn out. Inoltre una posizione statica e dei movimenti ripetitivi possono provocare tensione muscolare e patologie muscolo-scheletriche, specialmente negli ambienti di lavoro che non rispettano gli standard ergonomici non fornendo per esempio sedie e scrivanie adeguate.” 

4. Isolamento del lavoratore (svantaggio)

Minore confronto fra colleghi e maggiore assoggettamento alle logiche aziendali; condizione lavorativa più simile a para-subordinazione che dipendenza.

5. Possibili minori tutele per le donne in periodo di maternità obbligatoria (svantaggio)

Vi è il rischio che una donna che lavorava in smart working durante la gravidanza riceva richieste dal datore di lavoro durante il periodo di maternità obbligatoria di “collaborare” sia pure in modo occasionale e sempre a distanza. Sarebbe un comportamento sanzionato penalmente in quanto si tratta di astensione dal lavoro obbligatoria.

6. Maggior rischio di violenza contro le donne e contro i soggetti fragili per l’esigenza di condividere gli stessi spazi senza avere l’opportunità di uscire per recarsi al lavoro

Si legga infatti il rapporto di novembre 2020 dell’UNHCR “ Nei mesi successivi all’inizio dello scoppio dell’epidemia UN Women, l’ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile, ha avvertito della presenza di una pandemia ombra, mentre ogni tipo di violenza contro le donne e le ragazze si intensificava, soprattutto la violenza domestica.”

7. Efficacia ed efficienza e ricadute sull’immagine

Le imprese e le Pubbliche Amministrazioni potrebbero andare incontro ad una minore efficienza e a critiche da parte dei clienti e degli utenti se non si riesce a riorganizzare adeguatamente il flusso lavorativo con un’appropriata suddivisione dei compiti e una metodologia impostata per obiettivi e non per adempimento. In molti casi non è attuato il controllo di gestione tanto meno si è abituati ad effettuare la customer satisfaction, percorsi di miglioramento continuo e analisi organizzativa. Segnaliamo inoltre la questione del salvataggio di dati in modo omogeneo e garantendo la riservatezza quando si usano computer privati.

8) Sicurezza dei dati personali affidati a società private

L’utilizzo per le riunioni di soluzioni “fornite gratuitamente” da società private insieme alle mail e a e simili pone vari problemi sia per il datore di lavoro che per i dipendenti. Infatti le imprese che usano il telelavoro hanno di solito piattaforme informatiche di loro proprietà e forniscono ai dipendenti e finanche ai collaboratori esterni i computer per garantirsi dai furti di dati. Per i dipendenti deve crescere la consapevolezza che la rete e i software esistenti permettono varie forme di sorveglianza a distanza e la raccolta di dati personali che hanno un valore economico per chi li raccoglie: che siano di tipo politico, sanitario, o altro possono essere usati per forme di marketing mirato o di controllo a distanza. Nel momento in cui si accende una telecamera per una riunione on line con uno dei più diffusi software si stanno regalando informazioni personali, i gusti in materia di arredamento o la composizione della propria rete sociale) a una società privata che fornisce un servizio apparentemente gratuito.

La parlamentare Europea dei verdi Alexandra Geese ha aderito a questa ICE.

Ma quali sono i vantaggi in termini ambientali?

Nel campo dei trasporti:

Ci sono degli studi condotti che certificano che il lavoro agile in zone a forte densità abitativa ha un impatto sul traffico urbano e sulla qualità dell’aria. Uno studio RSE (ricerca sul sistema energetico) condotto confrontando diversi periodi ante covid dal 25 febbraio al 6 marzo e dal 9 al 20 marzo riscontra che il lavoro agile dovrebbe essere la causa di circa il 23% dei mancati spostamenti sistematici. Ciò significa poter risparmiare 500 tonnellate di PM 2,5 e 1.300 tonnellate di CO2 al giorno.

Un altro effetto positivo sarebbe la possibilità di ridurre i parcheggi necessari e i mezzi pubblici negli orari di punta.

Nel campo dell’edilizia:

Se il lavoro agile diventerà la regola i datori di lavoro potranno ridimensionare le loro sedi e risparmiare. Nell’avviare nuove attività nel campo dei servizi le imprese potrebbero chiedere sul mercato sedi più piccole e magari andare verso formule di co-working e condivisione degli spazi a tutto beneficio dell’ambiente.

Nel campo del recupero delle aree interne e della lotta al dissesto idrogeologico:

Un altro vantaggio del lavoro agile si potrebbe avere in tema di ripopolamento delle aree interne, delle isole e di quelle svantaggiate. Si apprende dai dati ISTAT pubblicati il 19 febbraio 2021 che la Basilicata in 9 anni ha «perso» 25mila residenti; Rispetto al 2011 i residenti diminuiscono in entrambe le province, ma nel materano il calo è più contenuto, forse perché Matera è stata la Capitale della cultura 2019 ed è vicina a Bari usufruendo dunque delle opportunità di studio e lavoro del capoluogo regionale della Puglia. Una casa su tre è vuota. L’abbandono dei territori montani e interni ha avuto come conseguenza la riduzione delle attività di manutenzione del territorio e del patrimonio edilizio pubblico e privato anche antico per non parlare dell’abbandono dell’agricoltura. Nelle aree interne del Mezzogiorno e dell’intera Italia dove spostarsi è reso complicato dall’orografia, dall’arretratezza delle strade e dal clima la possibilità di fare smart working per una parte della settimana ridurrebbe la spinta verso le metropoli che incrementa la costruzione di quartieri nuovi.

Nel campo della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro:

Si potrebbe garantire una maggiore flessibilità nell’organizzazione familiare e lavorativa per garantire la presenza dei genitori alle attività dei figli, la cura degli anziani e dei disabili e in generale una maggiore condivisione delle esperienze di vita e di lavoro della famiglia.

Nella riduzione dell’utilizzo della plastica e dell’alluminio:

Premesso che la nostra ipotesi andrebbe valutata nel tempo con dati tecnici sulla produzione di rifiuti nei quartieri dove si concentrano gli uffici e nelle aziende di servizi però è chiaramente un vantaggio con la diminuzione del pasti fuori da parte dei dipendenti la diminuzione degli imballi da pasti “fast”.

Quali soluzioni adottare per il lavoro agile?

Quali soluzioni noi pensiamo che siano più corrette per permettere la coesistenza del lavoro agile dell’attività lavorativa ordinaria nel prossimo periodo?

  • Favorire una discussione pubblica sul tema per analizzare attentamente i pro e i contro e i possibili correttivi;

  • Lavorare ad una legislazione quadro ad hoc e favorire accordi sindacali per regolare lo smart working all’interno dei Contratti Collettivi di Lavoro nazionali di categoria, evitando l’ipotesi di contrattazione individuale;

  • Garantire che l’utilizzo del lavoro agile sia una facoltà per il lavoratore e non un obbligo, salvo che sia giustificato da particolari periodi di emergenza;

  • Garantire l’impiego del lavoratore fisicamente in azienda almeno 1 o 2 giorni alla settimana;

  • Stabilire che la scelta del lavoro agile sia reversibile per il lavoratore e per l’azienda e a quali condizioni e che vi siano dei momenti periodici di confronto all’interno dei luoghi di lavoro tra dipendenti e datori di lavoro;

  • Prevedere per legge il diritto alla disconnessione proposta in discussione al Parlamento europeo

  • Implementare nel pubblico impiego, ove opportuno, percorsi di ascolto degli utenti a partire dalle linee guida della Funzione Pubblica sulla customer satisfaction già in vigore;

  • Istituire un Osservatorio nazionale sul lavoro agile e sul telelavoro nel settore privato e in quello pubblico Fare formazione specifica per i dipendenti e i datori di lavoro;

  • Definire una corretta imposizione fiscale per le attività, specie del settore dei servizi, che utilizzano in misura prevalente manodopera che vive all’estero.

 

di Dario Polini e Fulvia Gravame

Dario Polini
Dario Polini
Dottore commercialista , co-coordinatore gruppo di lavoro nazionale di Europa verde su fiscalità / lavoro / welfare

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