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Unitevi alla rivoluzione verde: l’appello del Daily Express

L’appello in prima pagina

Non capita tutti i giorni che un grande quotidiano si schieri in maniera chiara e accorata a favore della “rivoluzione verde”, per giunta con un plateale appello ai lettori perché si uniscano a questa rivoluzione. E’ accaduto nel Regno Unito. La prima pagina del Daily Express dell’8 febbraio 2021 entra sicuramente di diritto nella classifica di quelle più emblematiche della storia del quotidiano.

“Vogliamo coinvolgere te, il nostro lettore, nelle azioni per ridurre l’inquinamento e proteggere la natura”, si legge sul Daily Express. La ragione che ha portato a confezionare una simile prima pagina è che i britannici chiedono davvero a gran voce una rivoluzione verde: una notizia che questo spazio lo merita tutto.
Come nella maggior parte dei Paesi del mondo, in questo momento storico la consapevolezza di dover lasciare alle prossime generazioni un Pianeta più pulito e accogliente è altissima.
Paradossalmente, il Coronavirus – che non a caso ha origine da luoghi in cui sono state sovvertite le regole del rapporto tra essere umano e natura – ci ha ricordato che può ancora esistere un mondo in cui l’inquinamento dell’aria viene abbattuto, in cui la natura rifiorisce, in cui lavorare da casa è possibile per milioni di persone a cui non è richiesto necessariamente di diventare pendolari e di accalcarsi su mezzi pubblici strapieni. La pandemia ci ha ricordato quanto sia bello avere a disposizione spazi verdi e poter fruire di un contatto con la natura in ogni momento. Nessuno in realtà vorrebbe tornare alla normalità perché evidentemente, normale non era affatto.

Ecco perché, anche dalle pagine del Daily Express arriva l’invito a costruire insieme il nostro “nuovo mondo”. L’invito parte dal Regno Unito ma sappiamo che si tratta di un invito universale, che qui trova clamorosamente uno spazio che non siamo abituati, purtroppo, a concedergli sui canali mainstream e in maniera così trasparente, senza mezzi termini.
Lo stesso premier inglese Boris Johnson ha parlato della necessità di dover costruire un mondo post-Covid che non soltanto sia migliore ma sia “greener”, più verde. Infatti anche il suo nome compare sulle colonne del quotidiano, come a ricordargli il proprio impegno: “Il primo ministro ha l’occasione unica di lasciare in eredità alle future generazioni un Regno Unito migliore. Vogliamo incentivi per chi fa la cosa giusta e disincentivi per chi fa quella sbagliata. I grandi investitori punteranno sull’ambiente solo se questo li farà guadagnare”, si legge.
Non dimentichiamo che Johnson viene chiamato in causa anche perché a giugno accoglierà in Cornovaglia il G7 e a novembre la conferenza globale sui cambiamenti climatici a Glasgow, con i riflettori chiaramente puntati sul proprio Paese e sulle sue mosse (o sulle sue esitazioni) in chiave ecologica.

La transizione ecologica fa bene al Pianeta e all’economia

Come sempre, ogni posizione supportata da dati numerici acquisisce solidità e credibilità. Il Daily Express, a sostegno del proprio appello a tutti i cittadini britannici, porta alla loro attenzione un sondaggio che evidenzia come già oggi due terzi dei britannici reclamino azioni concrete a difesa del Pianeta.
Ma c’è un altro lato della medaglia che il Daily Express trascina in prima pagina: il valore economico della transizione ecologica. Non è soltanto questione di salvare il Pianeta, è anche questione di salvare il Regno Unito e la sua economia attraverso il denaro investito in green economy. Investire in green jobs può salvare l’economia di un’intero Paese.
Una vera e propria crociata: così viene definita questa battaglia, che si gioca sul piano morale ma anche economico attraverso la richiesta, ad esempio, dell’abbattimento dell’Iva sui prodotti eco-friendly e una tassazione più severa per le aziende inquinanti. Chi non inquina ha diritto a pagare meno tasse, se vogliamo sintetizzare la proposta: ad esempio, perché le auto elettriche inquinano meno dei veicoli a diesel ma sono soggette alla medesima tassazione? perché l’acquisto di pannelli solari o gli investimenti per dotare la propria abitazione di sistemi di isolamento termico devono essere tassati così tanto?
E’ come se i nostri comportamenti per salvare il Pianeta al momento mai premiati per la rivoluzione che rappresentano…
Tra i supporter della campagna del Daily Express: National Trust, Greenpeace, WWF, RSPB, Wildlife Trusts, Friends of the Earth, British Trust for Ornithology, aziende come la SOlar Energy Uk ma soprattutto i cittadini che hanno risposto al sondaggio.
“Ogni singolo individuo ha un ruolo fondamentale. Se le azioni di un singolo individuo vengono replicate da milioni di persone allora anche il singolo ha un impatto enorme. Riciclare la plastica, andare a piedi, servirsi dei mezzi pubblici può fare la differenza. Allo stesso modo, possiamo dare una forma precisa al mondo del futuro attraverso le nostre scelte economiche, acquistando veicoli meno inquinanti, cibo locale e di stagione… la lista è potenzialmente infinita”.

Perché questa prima pagina ci colpisce?
Perché la consapevolezza dei cittadini, in larga parte, può dipendere anche dal mondo dell’informazione e dal modo in cui il tema della transizione ecologica viene affrontato, oltre che dallo spazio che gli viene concesso.
Chi opera nel mondo della comunicazione ha un grandissimo ruolo ai fini del cambiamento.
E, in quest’ottica, allora sì che questa prima pagina è davvero un tassello importantissimo del mosaico della rivoluzione verde.

 

Anna Tita Gallo
Anna Tita Gallo
Giornalista pubblicista, collabora da oltre 15 anni con testate e aziende del mondo dell’ecologia, della green economy, della sostenibilità. Attivista da sempre, nasce a Genova nel 1983 nel quartiere dell’Italsider. E' lì che nascerà anche la sua voglia di lottare per un Pianeta più giusto e più pulito. A 20 anni si trasferisce in Lombardia per studiare e vive tuttora a Pavia. Oltre al giornalismo si occupa di comunicazione digitale, storytelling e social network come consulente e docente.

1 commento

  1. Condivido in pieno ogni scelta a favore dell’ecologia! È urgentissima una presa di coscienza generale, diffusa capillarmente, che possa spingere i governi ad agire apertamente, senza compromessi e molto velocemente, in difesa dell’ambiente.

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