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Il governo in Australia rema contro la mobilitá elettrica

Il governo dell’Australia sembra remare contro la transizione verso una mobilitá elettrica. Infatti, ha escluso dai suoi piani i sussidi per incoraggiare le persone a comprare veicoli elettrici o ibridi. Questo rallenterà il passaggio alla mobilità elettrica portando all’aumento delle emissioni di gas serra dai trasporti nel prossimo decennio.

Un documento molto criticato

Il documento di discussione del governo Morrison sulla “strategia dei carburanti futuriè stato aspramente criticato da coloro che sostengono che una rapida diffusione dei veicoli elettrici è necessaria affinché l’Australia faccia la sua parte nella lotta contro la crisi climatica.

Il documento in questione esclude politiche per rendere più accessibile l’acquisto di veicoli elettrici e non indica una data di eliminazione graduale per la vendita di nuove auto a combustibili fossili, a differenza di altri paesi.

Il governo australiano ha solamente affermato che il suo obiettivo è l’installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici e idrogeno dove necessario, incoraggiando le imprese che vogliano includere più auto a basse emissioni nelle loro flotte e dando agli australiani “l’accesso alle informazioni giuste per aiutarli a fare scelte informate”.

La marcia indietro del governo dell’Australia

Il documento appena licenziato è differente dalle proiezioni di dicembre 2020 del governo sulle emissioni che prevedevano che i veicoli elettrici a batteria avrebbero costituito il 26% delle vendite di nuove auto entro il 2030.

Invece le nuove proiezioni sostengono che il ritmo della transizione alla mobilitá elettrica del Governo è associato ad un aumento del 6% delle emissioni dei trasporti nel decennio fino al 2030, proprio nel momento in cui alcuni leader mondiali, tra cui il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, stanno sollecitando tagli molto più profondi di quelli attualmente previsti.

Il Ministro dell’energia e della riduzione delle emissioni, Angus Taylor, ha spiegato che la politica del governo australiano si basa sul principio che la gente dovrebbe essere autorizzata a prendere decisioni sulle nuove tecnologie. “Gli australiani dovrebbero essere in grado di scegliere il tipo di auto che guidano”, ha detto. Escludendo un’azione di governance da parte del governo australiano.

Questo approccio è stato aspramente criticato dagli analisti che sostengono che una rapida diffusione dei veicoli elettrici è necessaria per l’Australia per fare la sua parte nella lotta contro la crisi climatica.

Una politica che fará aumentare le emissioni

Proprio Richie Merzian, direttore del programma clima ed energia presso l’Australia Institute, ha spiegato: “Questa è una politica climatica che assicurerà che le emissioni continuino ad aumentare”.

L’Electric Vehicle Council ha invece affermato che il documento di discussione del governo era un “documento flaccido e senza scopo” che avrebbe impedito agli australiani di accedere alla gamma di veicoli elettrici disponibili in altri paesi. E l’amministratore delegato, Behyad Jafari, ha confrontato l’approccio dell’Australia con quello dei programmi di incentivi per i veicoli elettrici in altri paesi. Ha citato lo stanziamento del governo conservatore britannico di più di 1 miliardo di dollari in sussidi per gli acquirenti di veicoli elettrici e le stazioni di ricarica, nel tentativo di eliminare gradualmente le nuove auto a combustibile fossile entro il 2030.

Ha spiegato anche che una rapida transizione ai veicoli elettrici porterebbe ad un’aria più pulita, taglierebbe le emissioni e libererebbe il paese dalla “nostra insicura dipendenza dalle importazioni di petrolio straniero”.

Solo lo 0,6% delle vendite

I veicoli elettrici costituiscono solo lo 0,6% delle vendite di nuove auto in Australia, meno di quasi tutti i paesi comparabili, ed è una delle poche nazioni senza emissioni o standard di efficienza del carburante per le autovetture.

Il governo in realtá aveva annunciato piani per una strategia nazionale EV nel febbraio 2019, prima delle ultime elezioni federali. Questo è stato sostituito l’anno scorso con un approccio più ampio che copre anche i veicoli alimentati da celle a combustibile a idrogeno e biocarburanti.

Il leader dei Verdi australiani Adam Bandt ha spiegato che questa politica del governo è “senza carota e senza bastone”. “Questo approccio senza mani renderà più difficile per l’Australia ridurre le emissioni”, ha detto.

L’Australia si è sempre più isolata nel suo approccio alla crisi climatica. Più di 100 paesi hanno sostenuto un obiettivo di emissioni nette zero a metà secolo, come previsto dall’accordo di Parigi, ma il governo Morrison ha resistito senza fissare un obiettivo.

C’é tempo per le osservazioni fino al 2 aprile

Il primo ministro, Scott Morrison, questa settimana ha detto di voler raggiungere le emissioni nette zero “preferibilmente entro il 2050” attraverso la tecnologia a basse emissioni, non imponendo nuovi costi, ma non ha spiegato come l’approccio tecnologico del governo potrebbe arrivarci.

Diverse grandi compagnie automobilistiche hanno in programma di eliminare gradualmente i modelli a combustibile fossile. GM, che è stata accusata di non agire per affrontare le sue emissioni, ha recentemente annunciato che sarà completamente elettrica entro il 2035.

Il governo ha invitato a presentare osservazioni sul documento di discussione sui carburanti futuri fino al 2 aprile, con una decisione finale promessa a metà anno.

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Gianfranco Mascia
Ecologista, giornalista, scrittore. Tra i fondatori dei Verdi dell’Emilia Romagna, è attualmente Responsabile comunicazione Capo ufficio stampa della Federazione dei Verdi. Fondatore dei comitati Bo.Bi e animatore dei Girotondi e del Popolo Viola. Il suo ultimo libro “Come osate” ripercorre l'avventura dei Fridays For Future attraverso le testimonianze dei suoi attivisti.

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