Home ecologica Clima Joe Biden: “Il clima è un problema di sicurezza nazionale”

Joe Biden: “Il clima è un problema di sicurezza nazionale”

Lotta ai cambiamenti climatici come priorità assoluta

Dopo la decisione di riportare gli Stati Uniti all’interno dell’Accordo di Parigi, il Presidente Biden fa un ulteriore passo avanti e con uno storico ordine esecutivo dichiara la crisi climatica un problema di sicurezza nazionale e una priorità assoluta nella politica estera del suo governo.

Biden, contrariamente al suo predecessore, sembra aver compreso quanto la lotta ai cambiamenti climatici rappresenti un’emergenza assoluta, da cui dipende non solo la salute del Pianeta, ma anche la nostra salute (come la pandemia ci sta insegnando), tanto quanto la tenuta dei nostri sistemi socio-economici, le cui fragilità sono ora più che mai sotto gli occhi di tutti.

I provvedimenti

Tanti i provvedimenti che il Presidente degli Stati Uniti ha scelto di firmare, alcuni dei quali annunciano traguardi più ambiziosi anche di quelli dell’amministrazione Obama.

Grande risonanza ha avuto l’ordine esecutivo con cui la nuova amministrazione si impegna a proteggere e conservare il 30% degli oceani e delle terre del suo Paese, dicendo innanzitutto stop alle trivellazioni per estrarre petrolio e gas, stop ai sussidi a favore dell’industria petrolifera e via libera a nuove iniziative per raddoppiare la produzione di energia eolica entro il 2030. Immediata è arrivata la reazione dei grandi petrolieri, infuriati soprattutto per la decisione di bloccare le concessioni per le estrazioni su tutto il territorio e al largo delle coste statunitensi, che, attraverso le parole di Mike Sommers – CEO dell’American Petroleum Institute – annunciano battaglie per combattere la linea adottata del Presidente.

Ma non finisce qui, perché Biden ha appena messo nero su bianco anche la volontà di dire addio al carbone nel settore energetico entro il 2035 e di puntare all’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2050. L’impegno del Presidente appena insediato è stato rivolto anche alla ratificazione dell’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal: lo storico accordo con cui, nel 2017, 197 Paesi hanno accolto la proposta relativa alla graduale eliminazione degli idrofluorocarburi. Questi gas, prevalentemente impiegati come refrigeranti e agenti propulsori negli spray, costituiscono un potente gas serra e, secondo i dati forniti dalla comunità scientifica, hanno un impatto 14.000 volte più forte di quello della CO2; applicare l’emendamento di Kigali ed eliminare questi gas significherebbe evitare la produzione di circa 70 miliardi di tonnellate equivalenti di CO2 da qui al 2050 e, conseguentemente, ridurre l’aumento di temperature di 0,5 gradi Celsius entro al fine del secolo.

Oggi è il giorno del clima alla Casa Bianca. Abbiamo già aspettato troppo a lungo e non possiamo più aspettare. Gli Stati Uniti devono dare una risposta globale alla crisi del cambiamento climatico”, ha dichiarato Biden durante la presentazione dei nuovi decreti.

La volontà di dare una risposta collettiva e coordinata alla questione climatica si è tradotta anche nell’iniziativa di convocare i leader mondiali per un summit sul clima che si terrà il prossimo 22 Aprile, in occasione dell’Earth Day.

Per portare a compimento questi ambiziosi obiettivi, Biden, dopo aver chiesto al direttore dell’Intelligence nazionali degli Stati Uniti di stilare un rapporto relativo ai rischi che gli effetti dei cambiamenti climatici potrebbero causare sulla sicurezza nazionale, ha chiamato in azione Gina McCarthy, attuale Amministratrice dell’Environmental Protection Agency, affidandole il compito di guidare le iniziative sul territorio nazionale, mentre per quanto riguarda le politiche estere sul clima, a coadiuvare il nuovo Presidente ci sarà John Kerry, già Segretario di Stato durante l’amministrazione Obama.

Queste prime iniziative del Presidente Biden accendono grandi speranze dopo gli anni bui dell’era Trump; l’impegno e la partecipazione degli Stati Uniti – tra i Paesi che più hanno contribuito negli anni al surriscaldamento globale – alla lotta contro i cambiamenti climatici restano fondamentali per la riuscita dell’impresa. Il tempo dei bla, bla, bla – per dirla con Greta – è forse finito.

Martina Annibaldi
Martina Annibaldi
Giornalista, filologa, insegnante. Negli anni si è occupata di raccontare gli interessi delle mafie intorno al settore agroalimentare e i risvolti positivi legati alle pratiche di agricoltura sociale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ultime news