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Greta a Davos: dopo tre decenni di bla bla bla, ora speriamo che agiate

Anche quest’anno Greta Thunberg ha partecipato al World Economic Forum di Davos, come nel 2019 e il 2020, ma questa volta con un messaggio video, causa emergenza Covid-19. Mentre il primo anno, quando aveva 16 anni ed era appena arrivata alla ribalta sulla scena internazionale, il cuore del messaggio si poteva sintetizzare con “la nostra casa in fiamme” e l’anno successivo in “vi stiamo dicendo di comportarvi come se amaste i vostri figli sopra ogni altra cosa”, in questa edizione del 2021 Greta ha lanciato un messaggio di speranza, ma intesa come azione per affrontare il problema della crisi climatica. Ecco quindi di seguito il video e il testo del suo intervento.

Sono qui per ricordarvi l’emergenza in cui troviamo

Mi chiamo Greta Thunberg e non sono qui per fare accordi. Vedete, non appartengo a nessun interesse finanziario o partito politico. Quindi non posso contrattare o negoziare. Sono qui solo per ricordarvi ancora una volta l’emergenza in cui ci troviamo. La crisi che voi e i vostri predecessori avete creato e ci avete inflitto. La crisi che continuate a ignorare. Sono qui per ricordarvi le promesse che avete fatto ai vostri figli e nipoti. E per dirvi che non siamo disposti a scendere a compromessi sui livelli minimi di sicurezza che ancora rimangono.

La crisi climatica ed ecologica purtroppo non può più essere risolta con i sistemi attuali. Secondo l’attuale migliore scienza disponibile, questa non è più un’opinione, è un fatto. Dobbiamo tenerlo a mente mentre i paesi, le imprese e gli investitori si affrettano a presentare i loro nuovi cosiddetti obiettivi e impegni climatici “ambiziosi”. Più a lungo evitiamo questa scomoda verità, e più a lungo fingiamo di poter risolvere l’emergenza climatica – ed ecologica – senza trattarla come una crisi, più tempo prezioso perderemo. E questo è tempo che non abbiamo.

Per Greta “Obiettivi vaghi, insufficienti e ipotetici”

Oggi sentiamo leader e nazioni di tutto il mondo parlare di “emergenza climatica esistenziale”. Ma invece di agire immediatamente come si farebbe in qualsiasi emergenza, stabiliscono obiettivi vaghi, insufficienti e ipotetici molto in là nel tempo, come “net-zero 2050”. Obiettivi basati su scappatoie e numeri incompleti. Obiettivi che equivalgono alla resa. È come svegliarsi nel cuore della notte, vedere la propria casa in fiamme e poi decidere di aspettare 10, 20 o 30 anni prima di chiamare i vigili del fuoco, etichettando chi cerca di svegliare la gente come allarmista.

Capiamo che il mondo è molto complesso e che il cambiamento non avviene da un giorno all’altro. Ma ormai avete avuto più di tre decenni di bla bla bla. Di quanti altri ne avete bisogno? Perché quando si tratta di affrontare l’emergenza climatica ed ecologica, il mondo è ancora in uno stato di negazione totale. La giustizia per le persone più colpite nelle zone più colpite viene sistematicamente negata.

E’ finito il tempo dei piccoli passi

Anche se accogliamo con favore ogni singola iniziativa sul clima, le proposte presentate e discusse oggi sono molto lontane dall’essere sufficienti. Il tempo dei “piccoli passi nella giusta direzione” è finito da un pezzo. Se vogliamo avere almeno una piccola possibilità di evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica ed ecologica, questo deve cambiare.

Perché voi continuate a dire una cosa e poi fate l’esatto contrario. Voi parlate di salvare la natura, mentre vi arroccate in politiche di ulteriore distruzione per i decenni a venire. Promettete di non deludere le generazioni future, mentre create nuove scappatoie, non riuscendo a collegare i punti, costruendo i vostri cosiddetti “impegni” su tattiche di imbroglio che ci hanno messo in questa grave situazione. Se gli impegni di abbassare tutte le nostre emissioni del 70, 68 o anche 55 per cento entro il 2030 significassero effettivamente mirare a ridurre quelle cifre, allora sarebbe un ottimo inizio. Ma purtroppo non è così.

Vince chi é piú bravo a confenzionare suo messaggio

E poiché il livello di consapevolezza pubblica continua ad essere così basso, i nostri leader possono ancora farla franca con quasi tutto. Nessuno è ritenuto responsabile. È come un gioco. Vince chi è più bravo a confezionare e vendere il proprio messaggio.

Così com’è ora, possiamo avere tutti i summit e le riunioni che vogliamo, ma se non trattiamo la crisi climatica ed ecologica come una crisi, non si otterranno cambiamenti sufficienti. Ciò di cui abbiamo bisogno – per cominciare – è di implementare bilanci annuali vincolanti per il carbonio basati sui migliori dati scientifici disponibili.

Abbiamo bisogno di speranza

Ora più che mai abbiamo un disperato bisogno di speranza. Ma cos’è la speranza? Per me la speranza non è più una vuota assicurazione che tutto andrà bene, che ci si sta occupando di tutto e che non dobbiamo preoccuparci.

Per me, la speranza è il sentimento che ti fa andare avanti, anche se tutte le probabilità possono essere contro di te. Per me la speranza viene dall’azione, non solo dalle parole. Per me, la speranza è dire le cose come stanno. Non importa quanto difficile o scomodo possa essere.

Non sono qui per dirvi cosa fare

E di nuovo, non sono qui per dirvi cosa fare. Dopo tutto, salvaguardare le condizioni di vita future e preservare la vita sulla terra come la conosciamo è volontario. La scelta è vostra. Ma posso assicurarvi questo. Non potete negoziare con la fisica. E i vostri figli e nipoti vi riterranno responsabili delle scelte che fate. Che ve ne pare come accordo?

Greta Thunberg – Davos 2021

 

 

 

 

 

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Gianfranco Mascia
Ecologista, giornalista, scrittore. Tra i fondatori dei Verdi dell’Emilia Romagna, è attualmente Responsabile comunicazione Capo ufficio stampa della Federazione dei Verdi. Fondatore dei comitati Bo.Bi e animatore dei Girotondi e del Popolo Viola. Il suo ultimo libro “Come osate” ripercorre l'avventura dei Fridays For Future attraverso le testimonianze dei suoi attivisti.

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