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Gli scarti di frutta e verdura diventano energia elettrica

Una nuova forma di energia rinnovabile

Trasformare gli scarti di frutta e verdura in energia elettrica: è la sensazionale invenzione di un giovane studente filippino di ingegneria elettrica.

Il ventisettenne Carvey Ehren Maigue, studente presso la Mapua University, è l’ideatore dell’AuREUS system, un materiale innovativo che, lo scorso Novembre, gli è valso il titolo di vincitore del Premio internazionale per la sostenibilità al James Dyson Award, sbaragliando le proposte di oltre 1.800 partecipanti.

Ma come è possibile convertire frutta e verdura in elettricità? La geniale intuizione del giovane studente si basa sui processi di decomposizione degli scarti alimentari, attraverso i quali è possibile ricavare particelle con cui dar vita a un nuovo materiale, utilizzabile per rivestire finestre e pareti. Queste particelle di cui è fatto il materiale hanno poi la particolare facoltà di riuscire ad assorbire e conservare i raggi UV per trasformarli infine in energia elettrica, il tutto con il doppio vantaggio di produrre al contempo energia rinnovabile e di trovare una destinazione utile a quelli che sarebbero destinati altrimenti a diventare soltanto dei rifiuti alimentari. Non solo: diversamente dai normali pannelli solari, infatti, l’AuREUS system è in grado di produrre energia anche quando non si trova direttamente esposto al sole, questo perché è in grado di assorbire anche i raggi UV che passano attraverso le nuvole e persino quelli che rimbalzano sui muri o sui marciapiedi.

L’idea, che ha subito diversi rimaneggiamenti da parte del suo artefice, nel tentativo di limitarne i costi e dunque di renderla più fruibile, ha trovato il plauso dello stesso fondatore del premio, James Dyson, e ha ricevuto un finanziamento di 30.000 sterline, che serviranno al giovane Carvey proprio a mettere ulteriormente a punto la sua intuizione, in prospettiva di una sua piena applicazione nel campo delle energie rinnovabili.

Voglio creare una forma migliore di energia rinnovabile, che utilizzi le risorse naturali del mondo, che sia vicina alla vita delle persone, forgiando percorsi realizzabili verso un futuro sostenibile e rigenerativo”, ha dichiarato lo studente, il cui auspicio è che il conseguimento del James Dyson Award rappresenti solo “l’inizio del viaggio per portare finalmente AuREUS nel mondo”.

Nuove invenzioni per un futuro più sostenibile

Accanto a lui, tra i vincitori del prestigioso premio, la ventitreenne spagnola, Judit Girò Benet, ideatrice della “Blue box”: un dispositivo a basso costo e utilizzabile anche in casa, in grado di individuare tracce di marker tumorali attraverso l’analisi delle urine da parte di un’intelligenza artificiale. Ma anche l’interessante progetto “Cloud of sea” del giovane studente italiano di Product design, Matteo Brasili, ideatore di uno strumento applicabile a qualsiasi imbarcazione e in grado di rimuovere le microplastiche presenti nelle acque del nostro Pianeta, attraverso un sistema che funziona sostanzialmente come un setaccio.

Sono solo alcune delle innovazioni premiate quest’anno, innovazioni, peraltro, frutto dell’ingegno di giovani che si stanno impegnando per ridisegnare un futuro più sostenibile per il nostro Pianeta. Quando si dice “la meglio gioventù”.

Martina Annibaldi
Martina Annibaldi
Giornalista, filologa, insegnante. Negli anni si è occupata di raccontare gli interessi delle mafie intorno al settore agroalimentare e i risvolti positivi legati alle pratiche di agricoltura sociale.

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