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Biden riporta gli USA nell’Accordo di Parigi

USA rientrano nell’Accordo di Parigi

Mercoledì, tra i primi provvedimenti, il presidente Biden dallo Studio Ovale ha firmato la ri-adesione degli Stati Uniti all’accordo di Parigi sul clima, l’accordo internazionale progettato per evitare la catastrofe del riscaldamento globale, e ha ordinato alle agenzie federali di iniziare a rivedere e ripristinare più di 100 regolamenti ambientali che sono stati indeboliti o ritirati dall’ex presidente Donald J. Trump.

Sono mosse, promesse in campagna elettorale, che rappresentano un primo passo nel guarire una delle più profonde fratture tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, dopo che Trump aveva rifiutato, con un atto di sfida, gli accordi di Parigi.

La crisi climatica tra le prioritá di Biden

Biden ha così elevato la lotta contro la crisi climatica tra le sue massime priorità. Oltre a frenare il riscaldamento globale, ha giurato che lavorerà senza tregua per porre fine alla pandemia di coronavirus, far ripartire l’economia e affrontare l’ingiustizia razziale.

“Combatteremo il cambiamento climatico come non abbiamo mai fatto prima”, ha spiegato Biden mercoledì sera, poco prima di firmare gli ordini esecutivi. E ha avvertito: “Sono solo azioni esecutive. Sono importanti, ma avremo bisogno di una legislazione per molte delle cose che faremo”.

I leader stranieri hanno considerato le prime mosse di Biden come un potente segnale che gli USA, il più grande contribuente al riscaldamento globale nella storia, intendono concentrare i loro sforzi per abbassare i livelli di inquinamento e ripristinare l’ordine internazionale sconvolto da Trump. “Bentornato all’accordo di Parigi!” ha twittato immediatamente il presidente francese Emmanuel Macron.

Cosa vuol dire firmare Accordo di Parigi

Firmando l’accordo di Parigi, quasi 200 nazioni hanno giurato di ridurre le emissioni di riscaldamento del pianeta per evitare le conseguenze più disastrose del cambiamento climatico. Una lettera alle Nazioni Unite firmata da Biden mercoledì ha iniziato formalmente il processo per riportare gli Stati Uniti nell’accordo.

Ma gli analisti hanno avvertito che le decisioni dell’amministrazione Biden del primo giorno devono essere rapidamente seguite da una serie di politiche climatiche interne aggressive per abbassare drasticamente le emissioni del paese che contribuiscono al surriscaldamento del pianeta: dalle auto a motore endotermico alle ciminiere, fino ai pozzi di petrolio e gas.

L’oleodotto Keystone

Sempre mercoledì, Biden ha revocato il permesso di costruzione dell’oleodotto Keystone XL, che avrebbe trasportato petrolio ad alto contenuto di carbonio dalle sabbie canadesi alla costa del Golfo. All’inizio della giornata, la TC Energy, una società canadese, ha confermato che stava sospendendo i lavori sulla linea.

Ma il lungo processo legale per annullare la maggior parte dei tagli ambientali di Trump e sostituirli con nuovi regolamenti potrebbe richiedere molti anni ed è probabile che possa essere disseminato di mine politiche se i repubblicani o i gruppi imprenditoriali interessati metteranno i bastoni tra le ruote. Infatti, alcuni repubblicani si sono subito scagliati contro la sua nuova direzione politica.

I repubblicani possono frenare le azioni per il clima

“Le politiche del presidente eletto Biden del primo giorno danneggiano i lavoratori americani e la nostra economia“, ha detto la senatrice Shelley Moore Capito del West Virginia in una dichiarazione.

Mentre il senatore Steve Daines, un repubblicano del Montana, ha affermato che intende introdurre una risoluzione che richieda al presidente di chiedere il parere e il consenso del Senato per l’accordo di Parigi, e una legge separata che potrebbe autorizzare l’oleodotto Keystone.

La più grande lobby d’affari della nazione, la Camera di Commercio degli Stati Uniti, che si è opposta a gran parte dell’agenda ambientale dell’ex presidente Barack Obama, ha segnalato il suo sostegno per l’adesione all’accordo di Parigi, ma anche la sua opposizione ad accantonare il progetto Keystone.

Un obiettivo ambizioso

Noncurante delle obiezioni, Biden ha fissato un obiettivo ambizioso per gli Stati Uniti: eliminare le emissioni di biossido di carbonio dal settore dell’energia elettrica entro il 2035 e dall’intera economia entro il 2050. Tuttavia, è tutt’altro che certo che gli Stati Uniti possano raggiungere questi obiettivi senza una nuova legislazione da parte del Congresso – una prospettiva difficile, data l’esigua maggioranza dei democratici al Senato.

L’urgenza di questa presa di posizione è sia politica che esistenziale. Numerosi rapporti scientifici certificano che i primi effetti irreversibili del cambiamento climatico hanno già iniziato a diffondersi in tutto il mondo, tra cui l’aumento del livello del mare, incendi record e tempeste più devastanti. Proprio questo mese, gli scienziati hanno evidenziato che il 2020 è stato alla pari con il 2016 per l’anno più caldo della storia.

Gli esperti di politica climatica hanno però detto di essere fiduciosi che l’amministrazione Biden – attraverso una combinazione di nuovi regolamenti, una maggiore spesa per le energie rinnovabili, e il sostegno agli sforzi statali per allontanarsi dall’energia alimentata a carbone – potrebbe soddisfare e superare l’obiettivo iniziale di Parigi del paese.

E’ quello che speriamo tutti.

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Gianfranco Mascia
Ecologista, giornalista, scrittore. Tra i fondatori dei Verdi dell’Emilia Romagna, è attualmente Responsabile comunicazione Capo ufficio stampa della Federazione dei Verdi. Fondatore dei comitati Bo.Bi e animatore dei Girotondi e del Popolo Viola. Il suo ultimo libro “Come osate” ripercorre l'avventura dei Fridays For Future attraverso le testimonianze dei suoi attivisti.

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