Case in legno: l'edilizia che fa bene al Pianeta
Closeup of windows of the wooden house

Ammettiamolo, quante volte vi sarà capitato, nel sentire qualcuno parlare di case in legno, di pensare, quasi in modo automatico, a una casa come quella riportata nell’immagine.

Di solito le case si fanno coi mattoni, il cemento (sempre più spesso, armato), e il legno si usava solo molto tempo fa, quando tutti erano più poveri e non si conoscevano le più moderne tecnologie per l’edilizia. Ma, in realtà, la cosiddetta bioarchitettura, negli ultimi decenni ha fatto dei passi in avanti quasi sensazionali, utilizzando il materiale da costruzione in assoluto più sostenibile, appunto il legno. Ne è un esempio, tra molti, quello dell’imponente Mjøstårnet, progettato dallo studio Voll Arkitekter, il quale , con i suoi 85,4 metri di altezza , non è solamente il terzo edificio più alto della Norvegia, ma è anche il più alto edificio al mondo realizzato in legno. E tutto questo, grazie agli enormi progressi raggiunti nell’uso del legno come materiale strutturale e nel sempre maggiore interesse che suscita essendo l’unico materiale da costruzione al mondo veramente rinnovabile.

Crescita del settore dell’edilizia in legno

E le case in legno piacciono agli italiani, se è vero che cresce, infatti, il numero di abitazioni con questa tipologia strutturale: nel 2019, infatti, sono stati realizzati circa 3200 edifici in legno. E’ quanto emerge dal consueto Rapporto Case ed Edifici in Legno realizzato dal Centro Studi di FederlegnoArredo in collaborazione con una delle sue storiche e più importanti associazioni (Assolegno), giunto quest’anno alla sua 5a edizione. Complessivamente il settore delle costruzioni in legno pare godere se non di ottima, almeno di buona salute (e, in epoca di pandemia da COVID-19, è pur sempre una piccola, ma significativa notizia): l’intero comparto – considerando anche gli edifici non residenziali – nel 2019, infatti, ha fatto registrare un fatturato alla produzione di 1,35 miliardi di € (+ 2,3% rispetto al 2018), 740 milioni dei quali proprio per gli edifici in legno.

Le previsioni congiunturali dell’intero comparto dell’edilizia e per il settore delle costruzioni in legno, in particolare, erano in crescita anche per il 2020.

Un’industria in crescita, pertanto, che comprende 219 imprese che hanno realizzato 1759 edifici (il 56% del totale, con un fatturato pari al 64%), importatori (187 edifici) e Assemblatori/imprese edili (1208 edifici), grazie ad un mercato prevalentemente sviluppato nel nord Italia (soprattutto in Lombardia, Triveneto ed Emilia), sebbene si assista ad un interessante sviluppo anche nelle regioni del centro Italia, soprattutto Toscana e Marche, sempre più sensibili alle tematiche di sostenibilità, sicurezza abitativa, risparmio energetico e soprattutto elevata resistenza agli eventi sismici, purtroppo frequenti in quelle aree. Nel sud Italia cresce la Sicilia, più lentamente la Puglia. Interessanti ed incoraggianti anche i dati relativi all’export (che raggiunge i 60 milioni di €, grazie ad una crescita del 20 % dell’internazionalizzazione), così come l’aumento fino al 7 % dei permessi di nuove costruzioni.

Particolarmente interessante, ma anche curioso, per certi versi, è quando il Rapporto rileva che molte delle imprese italiane hanno incrementato le proprie esportazioni di edifici in legno, con destinazione principale in Svizzera, Germania, Croazia, ma anche verso il sud del Mediterraneo, in particolare l’Algeria. L’import dell’edilizia in legno dall’estero, invece, incide per il 6% circa.

Di seguito, prima di concludere, si riportano le parole di due eminenti rappresentanti di FederlegnoArredo, così come riportate nel comunicato stampa di presentazione del “5° Rapporto CASE ED EDIFICI IN LEGNO”, svoltasi lo scorso 10 dicembre 2020 a Milano: Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno ed il neo presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin.

In questi anni – spiega Angelo Luigi Marchetti il settore delle costruzioni in legno è cresciuto e non solo in termini di mercato, ma ha anche saputo instaurare un rapporto stretto con gli architetti, offrendo loro un supporto tecnico indispensabile per offrire al cliente, pubblico o privato, la miglior soluzione possibile. Una collaborazione che sta dando ottimi frutti e che siamo certi – prosegue Marchetti – si dimostrerà vincente, se pensiamo anche a quanto l’Europa si stia dimostrando orientata verso un’edilizia sempre più sostenibile. Ogni materiale assume un valore in quanto tale, perché capace di portare il proprio contributo non più in senso strettamente ingegneristico, ma anche e soprattutto in senso ambientale ed ecologico. Non dimentichiamo mai – conclude Marchetti – che qualsiasi edificio in legno realizzato è di fatto un serbatoio di stoccaggio di CO2 , che contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici”.

L’interessamento crescente verso i temi della sostenibilità ambientale e le risorse rese disponibili per gli investimenti green rappresentano i driver che incidono, più di altri, sullo sviluppo positivo della bioedilizia in legno in Italia. Un settore che innova e che riassume in sé i concetti di sicurezza, sostenibilità e responsabilità sociale tipici dell’economia circolare. E come Federazione – spiega il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin intendiamo mettere proprio la sostenibilità e le certificazioni al centro dell’azione dei prossimi 4 anni. Tutti i comparti industriali che rappresentiamo avranno il nostro supporto affinché la produzione sostenibile dalla A alla Z sia il tratto distintivo della nostra filiera. Gli edifici in legno sono in tal senso uno degli esempi di cui andare più orgogliosi”.

Sostenibilità ed efficienza

In attesa di dedicare un articolo ad hoc, relativamente all’importanza e ai benefici ecologici, ambientali e di salubrità legati alle costruzioni in legno, preme qui solo accennare ai motivi principali che stanno dietro alla scelta di puntare su una casa in legno: motivi diversi che combinano le scelte di edilizia sostenibile a quelle di efficienza energetica: gli edifici in legno garantiscono un risparmio energetico, riducendo al minimo i consumi energetici dell’abitazione, rispettano i principi della sostenibilità, sono competitivi in termini di costi di costruzione e sono sicuri dal punto di vista sismico.  La sostenibilità degli edifici, è fra le priorità dell’Europa che ha pianificato diverse iniziative, tra cui la Renovation wave, la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione e la nuova iniziativa sugli Appalti verdi.

Non sempre e ad ogni costo, dunque, tagliare secondo le migliori tecniche selvicolturali vuol dire danneggiare gli ecosistemi forestali ma, al contrario, utilizzare in maniera sostenibile il materiale certamente più naturale e più sostenibile che abbiamo a disposizione, da sempre, e grazie al quale è anche possibile fornire un contributo molto importante alla riduzione delle emissioni di CO2 e quindi alla mitigazione dei cambiamenti climatici, in cui effetti si manifestano con sempre maggior frequenza ed elevata distruttività. Viva il legno, dunque, se usato con sapienza e perizia.

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