Ma è proprio vero che l’auto elettrica inquina più

La polemica

Puntuale come una scadenza fiscale, la polemica sul maggiore impatto ambientale delle auto elettriche rispetto a quelle fossili si riaffaccia periodicamente sui media e sui social, alimentata ora da un nuovo studio scientifico, o presunto tale, ora dalle dichiarazioni da parte di qualche “pezzo grosso” dell’industria automobilistica.

L’ultimo ad alimentare la polemica è stato nientemeno che Akio Toyoda, CEO della prima casa automobilistica al mondo, quella Toyota pioniera dell’auto ibrida, introdotta nel lontano 1997 con la mitica Prius, ancora oggi il modello più efficiente in termini di rendimento energetico e di emissioni di CO2 tra le auto a benzina.

Le argomentazioni di Toyoda sono quelle “classiche” di chi è quantomeno freddo sull’abbandono dei veicoli tradizionali: la produzione massiccia di auto elettriche avrebbe un impatto ambientale più elevato di quello derivante dalla produzione di auto tradizionali, anche perché l’energia elettrica è ancora prodotta in gran parte da fonti fossili e la produzione delle batterie risulta fortemente energivora e inquinante.

Premesso che, certo, la produzione e l’utilizzo delle auto elettriche comporta un impatto ambientale in termini di consumo di risorse e di emissioni di gas serra, per valutare l’impatto del ciclo di vita di un mezzo elettrico bisogna considerare parametri si complessi ma soprattutto variabili da Paese a Paese.

Ma quanto inquina un’auto elettrica?

A questa valutazione ci hanno pensato in molti e la letteratura scientifica sul punto è oramai piuttosto vasta ma noi ci possiamo riferire agli studi compiuti dal centro studi “Ricerca sul Sistema Energetico (RSE)”, società pubblica di proprietà del Gestore dei Servizi elettrici, il GSE, autore di una pluricitata ricerca che, partendo dai tanti lavori di ricerca svolti in tutto il mondo, ha compiuto le sue valutazioni giungendo a conclusioni indiscutibili: anche ipotizzando il caso peggiore di energia elettrica prodotta in larga parte con carbone, tipo il caso della Polonia, comunque l’auto elettrica produce meno CO2 di una diesel di ultima generazione, considerato l’intero ciclo di vita dalla produzione dei componenti fino alla rottamazione dopo una media di 150.000 km percorsi.

Rse ha in particolare analizzato un caso italiano valutando le emissioni della Volkswagen Golf, nelle sue versioni diesel ed elettrica. Secondo lo studio, la versione elettrica , rispetto a un veicolo a combustione interna di pari dimensioni, comfort e prestazioni, riduce sia le emissioni inquinanti che le emissioni climalteranti, conclusioni sintetizzate nel grafico seguente.

In sintesi, maggiore è l’incidenza delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica, maggiore sarà il vantaggio ambientale dell’auto elettrica rispetto a quella tradizionale. Conclusione lapalissiana direte voi ma, in base a tutti gli studi, anche nel mix energetico peggiore le auto a spina vincono la sfida sull’impatto ambientale.

Ma allora perché Toyoda si espone così tanto? Beh intanto il Giappone produce almeno il 30% dell’elettricità proprio con il carbone, per cui nel suo Paese la differenza d’impatto tra le due tecnologie è certamente più sottile. Ma c’è senza dubbio un’altra verità. Oggi Toyota produce oltre 10 milioni di automobili l’anno, di cui di cui diversi milioni sono ibridi, la tecnologia più pulita tra quelle fossili; ma la Casa giapponese è molto indietro sulla tecnologia elettrica rispetto alle sue dirette concorrenti. Dopo aver iniziato a vendere alcuni anni fa il RAV4 elettrico, con la parte elettrica prodotta da Tesla con la quale aveva stretto un accordo poi non rinnovato, Toyota ha smesso inspiegabilmente di investire su questa tecnologia, puntando (timidamente) sull’idrogeno come tecnologia prossima ventura e lasciando la sola versione plug-in della Prius ma in alcuni mercati e niente più.

Il risultato è che Toyota è oggi l’ultima ad aver puntato sull’elettrico, addirittura scavalcata da FCA, sempre ostile nelle poca Marchionne, e rischia di perdere fette rilevanti di mercato vista l’esplosione di modelli elettrici e di vendite delle altre Case.

Forse anche per questo che “l’ultimo giapponese” prova a negare l’evidenza che il presente e il futuro dell’automobile è legato indissolubilmente alla sua versione elettrica.

1 commento

  1. Automobili ibridi come tecnologia più pulita tra quelle fossili? Pensavo che la più pulita fosse l’alimentazione a metano? Particolato non rilevabile, meno NOX ecc.. L’auto ibrida funziona pochissimo ad energia elettrica; l’auto a metano funziona pe centinaia di km a metano, prima di passare a benzina. Facendo una ricerca su internet ho trovato un rapporto della Transport & Environment del 16 giugno 2020 in cui si afferma che anche le auto a metano inquinano, in città anche in misura maggiore rispetto alle auto diesel. Ma porca miseria: uno compra un’auto a metano per inquinare di meno e poi si ritrova che non è vero. Ma questi scienziati ricercatori non potevano scoprirlo prima?

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