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Quattro milioni di italiani hanno bisogno di aiuti alimentari

Quattro milioni di italiani sono stati costretti a ricorrere ad aiuti per poter mangiare a Natale e a Capodanno. È il preoccupante quadro fornito dalle stime di Coldiretti, sulla base dell’ultimo rapporto di attuazione sugli aiuti alimentari distribuiti con il fondo di aiuto agli indigenti (Fead), relativo al periodo 1994-2020.

Quattro milioni di persone, l’equivalente grosso modo di tutta la popolazione di Roma sommata a quella di Napoli; il doppio rispetto all’anno precedente.

I nuovi poveri del Covid-19

Sono quelli che, ormai sempre più spesso, sentiamo chiamare “i nuovi poveri”; persone che, fino allo scoppio della pandemia, non avevano mai avuto bisogno di assistenza e che oggi, a causa dell’enorme crisi socio-economica causato dal Covid-19, si ritrovano in condizioni di indigenza.

Si tratta spesso di piccoli commercianti e artigiani che hanno dovuto abbassare le serrande, in alcuni casi definitivamente. Molti sono coloro i quali vivevano di piccoli lavoretti, spesso pagati in nero, e che per questo non hanno accesso ad alcuna forma di sussidio prevista dallo Stato; ci sono anche persone con contratti a tempo determinato che, a causa delle misure restrittive, hanno visto fermarsi il proprio settore o che sono state licenziate, cassaintegrati che hanno visto i propri risparmi esaurirsi in attesa dell’erogazione della cassa integrazione.

A farne le spese, secondo quanto riporta Coldiretti, sono soprattutto i più piccoli: il 21% di coloro che hanno avuto bisogno di aiuti alimentari nell’ultimo periodo è infatti costituito da bambini che hanno meno di 15 anni, ma tanti sono anche gli anziani che durante le feste hanno fatto ricorso alle innumerevoli iniziative di solidarietà che hanno preso vita negli ultimi mesi.

La solidarietà che salva

Già, perché se una nota positiva in questo triste quadro del nostro Paese c’è, va cercata nella solidarietà che tanti stanno dimostrando nei confronti di chi è in difficoltà. Oltre diecimila strutture periferiche, coordinate da 197 enti caritativi, sono state adibite a mense o a centri di distribuzione, permettendo di intervenire localmente laddove ce ne fosse bisogno e tante sono state le persone che hanno scelto di dare attivamente una mano, 4 italiani su 10, secondo le stime di Coldiretti, che hanno aderito a iniziative come quella della “spesa sospesa”. Sul modello della tradizione napoletana dal “caffè sospeso, la spesa sospesa ha infatti consentito la distribuzione di oltre 5 milioni di chili di prodotti Made in Italy messi a disposizione dagli agricoltori della Coldiretti: la più grande iniziativa di solidarietà mai realizzata dagli agricoltori italiani.

Un barlume di speranza, quantomeno di speranza nel prossimo, in questi tempi bui e dominati dall’incertezza in cui più che mai è necessario fare in modo che il tessuto sociale non si sfilacci per poter veramente pensare ad una ricostruzione .

Martina Annibaldi
Martina Annibaldi
Giornalista, filologa, insegnante. Negli anni si è occupata di raccontare gli interessi delle mafie intorno al settore agroalimentare e i risvolti positivi legati alle pratiche di agricoltura sociale.

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