I fenomeni estremi ci dicono che il clima è già cambiato

L’anno 2020 (“Anno bisesto, anno funesto” di antica epoca romana?), un anno complesso e difficile segnato non solo dalla pandemia, verrà anche ricordato per un clima sempre più “impazzito”, con temperature in aumento e fenomeni meteorologici intensi ed estremi dovuti alla crisi climatica, che in tutto il mondo sta causando danni ai territori, alle città ed alla salute dei cittadini. Il cambiamento climatico – ed il conseguente rischio climatico – non arresta la sua corsa e investe in pieno, con i suoi effetti più evidenti, come vera e propria emergenza globale, i principali centri urbani di tutto il mondo: dall’analisi del Programma di Osservazione Europea Copernicus, emerge che il mese di settembre 2020, è stato il più caldo mai registrato in tutto il mondo. E, nonostante i periodi di lockdown diffusi, le concentrazioni globali di CO2 hanno ufficialmente superato la soglia critica delle 410 p.p.m. Il 2020 verrà anche ricordato, per essersi piazzato tra i tre anni più caldi mai registrati, con il mese di novembre come secondo più caldo dal 1880. Assai preoccupante anche l’allarme lanciato dal Rapporto sullo Stato del Clima Globale 2020 della World Meteorological Organization: esiste il 20% di probabilità che supereremo la soglia dei “fatidici” 1,5° C di riscaldamento globale, già nel 2024.

E in Italia ? Anche nel 2020 vi è stato un aumento della Tmedia e un’estate nel complesso più calda e con precipitazioni sopra la media ed un’anomalia termica complessiva di +1.5°C, ossia la sesta più elevata degli ultimi 60 anni. Aumentano anche, fortemente, gli eventi meteorologici estremi, in particolare le trombe d’aria: solo quest’anno (2020), in Italia, si è verificato un totale di 239 fenomeni meteorologici intensi (in crescita rispetto ai 186 eventi del 2019) così ripartiti: 101 casi di allagamenti per piogge intense (le c.d. “bombe d’acqua”); 80 casi di danni da trombe d’aria (in forte aumento rispetto alle 48 del 2018 ed alle 69 del 2019), 19 esondazioni fluviali; 16 danni alle infrastrutture 12 casi di danni da siccità prolungata e 10 di frane. Secondo i recentissimi dati dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente, dal 2010 al 28 dicembre 2020 sono stati, complessivamente, 980 i fenomeni meteorologici estremi, che hanno provocato danni nel territorio italiano (529 Comuni con eventi con impatti rilevanti, il 6,6% del totale). In particolare, nel decennio esaminato, si sono verificati 439 casi di allagamenti da piogge intense, 360 casi di danni ed interruzioni delle infrastrutture causati da piogge intense, con 81 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 16 casi di danni al patrimonio storico, 39 casi di danni provocati da prolungati periodi di siccità, 265 eventi con danni causati da trombe d’aria, 22 casi di frane causate da piogge intense, 87 giorni di blackout elettrici e 125 gli eventi causati da esondazioni fluviali. Ma ancora più rilevante e drammatico è l’elevatissimo tributo pagato in termini vite umane e di feriti: 255 vittime del maltempo dal 2010 ad oggi, oltre all’evacuazione di oltre 50mila persone, sempre a causa di eventi quali frane e alluvioni. Dall’analisi dei dati del decennio (cfr. grafico) emerge che gli eventi estremi totali riguardano contemporaneamente anche due o più categorie e, soprattutto, sono episodi che tendono a ripetersi negli stessi comuni dove si erano già verificati in passato. Si assiste sempre di più la presenza di lunghi periodi di siccità, seguiti da stagioni con forti fenomeni alluvionali, così come sempre più allarmanti appaiono i numeri relativi all’aumento delle piogge e all’innalzamento del livello del mare.

La situazione nelle città

Un particolare focus dello in esame, è rivolto alle aree urbane italiane, che si rivelano fra le più esposte agli effetti del cambiamento climatico: se da un lato, è vero che posseggono maggiore popolazione, dall’altro, spesso risultano sprovviste di una corretta pianificazione territoriale, “Dagli anni ’50 al 2018 le superfici artificiali sono passate dal 2,7 % al 7,64 %. Inoltre, l’abbandono delle aree rurali montane e collinari ha provocato una mancata salvaguardia e conservazione del territorio”, si legge nello studio: nei centri urbani infatti, com’è noto, la Tmedia cresce a ritmi più elevati rispetto al resto della penisola e, di conseguenza, le ondate di calore sono particolarmente forti e prolungate. Non solo i dati e i numeri, ma anche le numerose immagini delle tante città italiane messe in ginocchio quest’anno dal clima “pazzo”, illustrano drammaticamente gli effetti degli eventi estremi. Quasi clamoroso il caso di Roma dove, dal 2010 a ottobre 2020, si sono verificati 47 eventi estremi, 28 dei quali riguardanti allagamenti, in seguito alle piogge intense. Importante è anche il caso di Bari: 41 eventi estremi, soprattutto allagamenti da piogge intense (20) e trombe d’aria (18). Segue, poi, Agrigento, con 31 eventi legati ad allagamenti (in 15 casi) e danni alle infrastrutture (in 7 casi) come per i danni da trombe d’aria. Da segnalare anche Milano, con 29 eventi in totale (almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro) e colpita, ancora una volta, dalle esondazioni del Seveso il 15 maggio (vedi foto) ed il 24 luglio 2020, con gravi disagi all’interno quadrante nord del capoluogo lombardo; ulteriori eventi si sono verificati il 29 agosto ed il 22 settembre, con allagamenti, gravi disagi alle infrastrutture. E infine, l’alluvione del 16 luglio 2020 a Palermo (per la prima volta in 200 anni, sono stati registrati 39° gradi a maggio!!!), con oltre 200 auto distrutte dalla furia dell’acqua, due sottopassi ridotti ad una distesa di fango e 135 millimetri di pioggia in poche ore.

E’ proprio tristemente vero, purtroppo: il clima è già cambiato.

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