Il 2020 è l'anno delle biciclette

Il 2020 è stato senza dubbio l’anno del boom delle biciclette. L’esigenza di distanziamento sociale, determinata dalla pandemia, ha infatti spinto un numero crescente di persone a ripensare la mobilità cittadina e ad abbandonare le automobili e i mezzi pubblici in favore di mezzi sostenibili come la bici o il monopattino.

Il notevole incremento di vendite delle biciclette, favorito anche dall’attivazione dell’econobonus, ha fatto registrare numeri significativi (l’ANCMA parla di un +60% di vendite nel Maggio 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e ha indotto le amministrazioni locali ad attivare piani straordinari per realizzare nuove piste ciclabili e adattare quindi le città alle esigenze dei cittadini, ma anche a rendere più appetibile per i più scettici questo nuovo tipo di mobilità.

Tra i piani straordinari presentati la scorsa primavera, particolarmente ambizioso risultava essere quello annunciato dal Comune di Roma. A Maggio 2020, la Giunta comunale aveva infatti promesso la realizzazione di 150 chilometri di nuove corsie per le bici, con i quali la Capitale sarebbe saltata, secondo i dati riportati da Ecf (European Cyclist Federation), direttamente in testa alla classifica delle città europee.

A distanza di sei mesi, tuttavia, la situazione si presenta ben diversa. Dei 150 chilometri promessi, ne sono stati effettivamente realizzati soltanto 15; si tratta in pratica di 12 metri ogni chilometro quadrato, a fronte dei 3 chilometri che la Giunta aveva promesso di realizzare quotidianamente. A dircelo è il dossier “Covid lanes”, appena pubblicato da Legambiente, che fa il punto sulla situazione delle ciclabili in Italia e se da un lato abbiamo Milano, in cima alla classifica con i suoi 35 chilometri realizzati, dall’altro abbiamo Roma che, disattendendo tutto quanto annunciato, fa tristemente da fanalino di coda.

Ancora una volta sembra aver vinto l’atavica lentezza che spesso caratterizza gli interventi di miglioramento urbano nella Capitale.

È impietoso il confronto con le altre città”, ha dichiarato il Presidente di Legambiente Lazio, Roberto Sacchi, “soprattutto se si considera la scarsissima rilevanza dei pochi chilometri fatti, rispetto alla dimensione totale della Capitale. In questa annata drammatica l’inefficacia totale del Campidoglio ci fa perdere un’occasione unica di trasformazione positiva del tessuto urbano attraverso la ciclabilità, occasione pienamente colta invece in altre città italiane e capitali europee”.

Un capitolo a parte merita poi la condizione dei pochi chilometri di ciclabile finora realizzati, costituiti perlopiù da semplici strisce tracciate sull’asfalto, senza nessun rialzo o protezione per i ciclisti e che, in molti casi, finiscono per scolorirsi in breve tempo.

Il boom di acquisti di biciclette, come anche i monitoraggi effettuati da Google Maps – che ha registrato un aumento del 69% delle richieste di indicazioni stradali in bicicletta a livello globale tra Febbraio e Giugno 2020 – dovrebbe dire molto su dove stiamo andando; per questo è importante spingere ora più che mai su questo processo di transizione verso nuove forme di mobilità che siano veramente sostenibili per il nostro Pianeta.

Nel 2020 in Italia sono stati realizzati 193 chilometri di ciclabili, si tratta senza dubbio di un grande passo in avanti, ma la strada è ancora lunga, così come purtroppo ci dimostra la situazione di Roma. L’obiettivo rimane quello di raddoppiare le ciclabili entro il 2025; “per realizzare tutto ciò”, secondo gli ambientalisti, “bisogna inserire questo tipo di infrastrutture urbane nel Recovery plan e investire un miliardo di euro in cinque anni, seguendo l’esempio di paesi come l’Inghilterra, per questi interventi”.

Il processo di ripensamento della mobilità è iniziato e i dati sono incoraggianti, per questo non possiamo lasciarci scappare l’occasione di dare un taglio consistente alle emissioni di CO2, ma anche di creare spazi urbani più accoglienti, più vivibili e più sicuri per chi sceglie di spostarsi in bici.

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