La giornata internazionale per la solidarietà con il popolo palestinese

Dopo oltre 50 anni dall’inizio del conflitto israelo-palestinese la pace sembra ancora un obiettivo lontano, continuando a seminare morte e povertà nell’intera regione.

Nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 29 novembre Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese. La scelta di tale data non è casuale, infatti il 29 novembre del 1947 l’Onu ha approvato la risoluzione sulla ripartizione della Palestina.

Cosa prevedeva la risoluzione ONU?

La risoluzione approvata dall’ONU si prefiggeva l’obiettivo di mettere fine al conflitto, proponendo la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo, con Gerusalemme posta sotto il controllo internazionale che avrebbe svolto una funzione di ‘separatore’.

Tuttavia l’unico stato ad essere creato è stato quello israeliano, solo nel 1948 oltre 700mila palestinesi furono costretti dalle milizie sioniste ad abbandonare la propria terra.

Nel 1967 iniziò la guerra israelo-palestinese, in quanto i sionisti si prefissarono l’obiettivo di essere gli unici possessori di questo territorio, occupando Gerusalemme Est, la striscia di Gaza ed altri territori, causando migliaia di sfolllati che si riverseranno nei campi profughi in Cisgiordania.

La Giornata per la solidarietà con il popolo palestinese si pone l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale su una situazione ancora irrisolta, che continua a minare la stabilità e l’economia di Israele e degli stati circostanti.

Inoltre si chiede il rispetto dei diritti inalienabili che l’Assemblea Generale ha definito per il popolo palestinese il 1° dicembre 2005, con la Risoluzione 60/37: diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, diritto all’indipendenza e alla sovranità nazionale, oltre al diritto di fare ritorno alle case e proprietà che hanno dovuto abbandonare.

Il conflitto in questi anni si è contraddistinto per la brutalità e la violenza con la quale viene portato avanti, in particolare nei confronti di anziani e bambini. Come denunciato da diverse denunce di Amnesty International, entrambe le fazioni si sono rese responsabili di crimini e violenze nei confronti della popolazione civile.

La soluzione dei due Stati

Questa soluzione, nata per porre fine al conflitto in corso, consiste nella creazione di due stati separati e indipendenti. L’Unione Europea, gli Usa e la Lega Araba hanno sostenuto negli ultimi anni questa proposta, affinché sia garantita la tutela dei diritti di entrambi i popoli.

Nel marzo 2009 i ministri europei e Barack Obama hanno nuovamente esortato governo israeliano a riconoscere lo Stato palestinese, tanto che nel 2012 lo Stato di Palestina è stato ufficialmente riconosciuto a livello legale con una risoluzione dell’Assemblea Generale passata a larga maggioranza, configurando la realizzazione formale, ma tuttora incompleta sul piano pratico.

Appare sempre più evidente la necessità di uno sforzo diplomatico affinché lo stato della Palestina venga finalmente riconosciuto, e si apra una nuova stagione caratterizzata da pace, stabilità e tolleranza fra persone di etnia e religioni diverse.

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