HomeUomo e AmbienteDirittiCrisi ambientale e crisi sociale: due facce della stessa medaglia

Crisi ambientale e crisi sociale: due facce della stessa medaglia

Il nuovo rapporto scritto da Caritas e Legambiente pone l’accento sull’unione che c’è tra economia, ambiente e sociale, facendo emergere, ancor di più, come sia fondamentale agire in un’ottica di economia integrata per uno sviluppo futuro sostenibile, equo e duraturo.

Territori Civili. Indicatori, mappe e buone pratiche verso l’ecologia integrale” è il titolo del rapporto presentato online il 27 novembre e che cerca di far capire quanto forti siano le connessioni tra ambiente, economia e sociale quando si tratta della visione del futuro. La ricerca è stata svolta dalla Caritas Italia, tramite i centri di ascolto, e da Legambiente, con i suoi studi.

C’è infatti bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché- come sottolinea papa Francesco nella Laudato si’ – “ la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti”. Sono le parole usate da don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, durante la presentazione, con un chiaro riferimento all’enciclica di papa Francesco uscita nel 2015 e che ha dato un nuovo slancio ad una visione sociale dell’ambiente, temi oramai indiscutibilmente intrecciati, dove il pontefice sosteneva che “non esistono due crisi, ma una sola complessa crisi socio-ambientale”.

Proprio da questo studio, diviso in due parti, si capisce, infatti, come i territori a più alto rischio sociale siano anche quelli dove si vive un alto rischio ambientale. Il Sud, purtroppo, rappresenta una zona dove è alto questo rischio, con forti infiltrazioni illegali, ma non mancano anche regioni del Nord come l’Emilia-Romagna o la Lombardia, con forti criticità al riguardo.

Insieme all’analisi qualitativa, presente nella prima parte e che indaga, come detto, i fenomeni di fragilità sociale e ambientale per contribuire alla costruzione di possibili risposte in un’ottica di economia integrata, c’è l’analisi qualitativa, scritta nella seconda parte, e che prende 12 casi studio riferiti ad altrettanti città: Cagliari, Campi Bisenzio (Firenze), Lecco, Lucca, Marcianise (Caserta), Padova, Palermo, Pontecagnano (Salerno), Reggio Calabria, Taranto, Terni, con l’indagine condotta sul campo per capire quali siano i punti di forza e quali di debolezza, nel settore socio-ambientale, dei luoghi presi in esame.

Legambiente ha tenuto a mettere in evidenza come il titolo, Terre Civili, sia già indicativo della direzione da prendere per il cambiamento “ un nuovo modello di società e di economia, finalmente civile perché capace di generare benefici ambientali e sociali, invece di distruggere risorse naturali, moltiplicando povertà e disuguaglianze. Come dimostrano i risultati del lavoro di ricerca svolto nei 12 territori in cui è stata approfondita l’analisi, da Torino a Palermo, di questi ‘territori civili’ esistono già esempi concreti, frutto di progetti, attività, iniziative in cui la separatezza tra le risposte ai bisogni sociali e alle criticità ambientali viene superata.”

Uno strumento, questo rapporto, che può permettere a decisori e associazioni impegnate sul territorio, di intraprendere nuove pratiche, e rafforzare quelle presenti, nell’ottica della crescita sostenibile, orientata alla equità sociale e alla difesa ambientale.

Jonatas Di Sabato
Giornalista, ambientalista, anarchico ed essere umano. Ha studiato Beni Culturali prima di affacciarsi nel mondo del giornalismo. Si occupa prevalentemente di politica e del raccontare la vita nelle "zone interne e disperatissime" dell'Italia Meridionale. È tra gli allievi della Scuola Langer, la scuola di formazione politica, comunicativa e giornalistica per gli under 35 promossa da Europa Verde.

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