La voce dei giovani grida per il Pianeta
People with placards and posters on a global strike for climate change.

Grida forte la voce dei giovani. Grida da ogni angolo del Pianeta, grida per il Pianeta.

Non ci sono più ragionamenti da fare. Non ci sono più scuse. Adesso o state provando a minimizzare la crisi climatica o a negarla del tutto, oppure volete distogliere l’attenzione. Dobbiamo solo iniziare a trattare la crisi come tale e continuare a mettere al centro la scienza “ ha dichiarato Greta Thunberg in una recente intervista sul National Geographic; “Penso che nessun attivista per il clima lo faccia perché vuole esserlo. Lo facciamo solo perché nessun altro sta facendo niente e perché dobbiamo fare qualcosa. Qualcuno deve fare qualcosa e noi siamo quel qualcuno” ha poi aggiunto. E in questi giorni sono tanti, tantissimi i ragazzi che stanno facendo qualcosa anche in tempi come quelli che stiamo attraversando, in cui è stato necessario reinventare nuovi modi per poter far sentire la propria voce, in attesa di poter scendere di nuovo in piazza.

Così stanno facendo i ragazzi che in Gran Bretagna hanno dato il via online alla Mock Cop 26, una vera e propria conferenza mondiale sul clima organizzata per supplire alla Cop26 delle Nazioni Unite che si sarebbe dovuta tenere a Glasgow e che, a causa del Covid, è stata rinviata a Novembre 2021. L’evento, che ha avuto inizio il 19 Novembre e si concluderà il 1 Dicembre, vede coinvolti circa 350 delegati provenienti da 145 Paesi diversi e pone al centro cinque tematiche fondamentali: giustizia climatica, educazione scolastiche sul clima, salute (anche mentale), lavori verdi e obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Tutte questioni che, i dati scientifici ce lo dicono, non possono aspettare un altro anno per essere affrontate. Obiettivo dell’incontro è non solo quello di individuare soluzioni concrete per dare il via a progetti di transizione utili per combattere la crisi climatica, ma anche quello di arrivare alla definizione di un documento conclusivo in cui indicare priorità e strategie nella lotta al cambiamento climatico da sottoporre poi ai leader che il prossimo anno si riuniranno a Glasgow per la vera Cop26. “Dobbiamo fare qualcosa”, ripete Greta, e questi ragazzi lo stanno facendo.

Così come lo stanno facendo i giovani dei Fridays For Future Italia che, proprio in questi giorni, hanno dato inizio alla campagna #NonFossilizziamoci. Di fronte a quanto emerso dall’analisi condotta da Vivid Economics sull’uso dei pacchetti di stimolo post Covid dei diversi Paesi europei per favorire la transizione ecologica, che colloca l’Italia tra i Paesi meno impegnati su questo fronte, i giovani attivisti si sono mossi per chiedere al Presidente del Consiglio di utilizzare i fondi che arriveranno dal Next Generation EU (da noi conosciuto come Recovery fund) per avviare delle azioni concrete.

“Dobbiamo sforzarci per affrontare la minaccia esistenziale rappresentata dal cambiamento climatico. […] Abbiamo bisogno di una nuova visione per il mondo di domani e non c’è dubbio che i giovani abbiano il diritto di dare un contributo decisivo a questo processo”, ha dichiarato Giuseppe Conte e i giovani questo contributo hanno deciso di darlo, presentando sette obiettivi fondamentali per una conversione ecologica della nostra economia. Punto imprescindibile resta ovviamente quello dell’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, per cui il nostro Paese spende circa 18 miliardi di euro all’anno, con l’obiettivo di arrivare al 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030. Ma non solo, i giovani attivisti nella loro lista dei priorità inseriscono temi di vitale importanza come quello della mobilità sostenibile, per cui ancora molto poco è stato fatto in Italia, e del rafforzamento del modello agroecologico (e in questo un punto di svolta importante potrebbe essere rappresentato da un ripensamento della nuova PAC).

“Il Next Generation EU delineerà il futuro dei prossimi 70 anni: non può essere scritto solo da chi oggi ha 70 anni. Saranno i giovani a subire le peggiori conseguenze della crisi climarica causata dall’inazione della politica, e per questo è nostro diritto essere inclusi nella stesura del piano”, scrivono gli attivisti dei Fridays For Future.

I giovani stanno agendo ora e i leader mondiali dovrebbero imparare da loro.

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